Lupo, sos dall’Anzasca: ”La situazione è ormai insostenibile”

Bannio Anzino, l' appello unanime a trovare soluzioni dopo le continue predazioni

lupo parco ticino

Parte dalla Valle Anzasca il grido di allarme contro il lupo. Ma non solo. Oltre al lupo gli amministratori della valle lamentano disinteresse verso la montagna, scarsa attenzione, istituzioni assenti, burocrati miopi.

Una mattina intensa quella a Bannio Anzino, che ha visto intervenire tecnici, parlamentari europei, sindaci e il presidente della Provincia: tutti sempre più preoccupati del diffondersi quotidiano di aggressioni da parte dei lupi. ‘’Che – dicono tutti – sono in numero elevato, certo più di quanto non vogliano far sapere Regione e responsabili delle asl’’.

Gli allevatori sostengono sia una ‘’beffa’’ quando si ‘’parla di solo quattro lupi in provincia’’. Enzo Bacchetta, ex sindaco della valle, dice che ‘‘oggi i dati raccolti dicono altro’’. Rimarca la mobilitazione in atto anche in Valsesia e chiede ai sindaci di prendere posizione con una delibera su quanto accade. Lo ascoltano anche due europarlamentari, Pietro Fiocchi e Alessandro Panza, ma anche il presidente della Provincia, Arturo Lincio. Che invitano a denunciare e chiedere i risarcimenti, anche se questa strada è disseminata da problemi spesso irrisolvibili. In valle c’è chi dice che dopo la predazione subita dal lupo ‘’mi hanno sconsigliato a chiedere il rimborso’’. ‘’Per questo si perde fiducia nelle istituzioni’’ dice Davide Titoli, amministratore di Bannio, sino a rimarcare un anacronismo: ‘’Nel 2019 risultava in Regione per il VCO zero predazioni’’. ‘’Ti stufi di lavorare e di vivere in montagna’’ aggiunge. ‘’Due allevatori della valle hanno già chiuso a colpa del lupo’’ dice Silvio Pella, allevatore di Macugnaga. ‘’Siamo spaventati – aggiunge – non sia mai cosa ti trovi la mattina quando vai dai tuoi animali’’.

Problemi evidenziati anche da Enzo Ferroglio (Università di Torino e amministratore in valle di Lanzo) e dal tecnico Aurelio Perrone, esperto di gestione faunistica. Con quest’ultimo che denuncia come ‘’si siano persi 20 anni a studiare il lupo ed a raccogliere dati, che poi nessuno usa’’.

Per il consigliere regionale Paolo Bongiovanni ‘’occorre riscrivere anche il ruolo dei Parchi e la loro visione solo ambientalista, dando la possibilità di vivere e lavorare a chi è in montagna’’.

In sintonia i due europarlamentari Fiocchi e Panza sulla necessità ‘’di poter intervenire ma anche di definire meglio le leggi sulla montagna che non vanno confuse con le aree interne’’.

Critico anche il presidente Arturo Lincio (nella foto): ‘’I dati sono il punto focale ma sono riservati. Un assurdo perché nessuno ci fornisce i dati sui lupi per una questione di riservatezza. Ma è anche grave che arrivino a dissuaderti dal fare le segnalazioni. Purtroppo il lupo è diventato un business a livello nazionale che porta con sé ingenti finanziamenti’’.

Un ruolo sui monitoraggi importante potrebbero averlo i cacciatori, lo ha evidenziato il presidente del Comprensorio caccia VCO3, Aldo Girlanda. Ma di questo parleremo in un altro articolo.

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Pubblicato il 31 Maggio 2020
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