A Varese lo sport paralimpico si racconta senza pietismo: “Serve una cultura dell’inclusione”
Verso il convegno del 31 ottobre Roberto Bof, Claudio Arrigoni, Federico Paria, Loredana Bava e Gabriella Gambitta si confrontano ai microfoni di Radio Materia sui progressi della comunicazione e sugli ostacoli che ancora limitano l’accesso allo sport
Raccontare lo sport paralimpico senza pietismo, senza trasformare gli atleti in supereroi e senza dimenticare gli ostacoli concreti che ancora limitano l’accesso alla pratica sportiva. Sono alcuni dei temi affrontati nella terza puntata del podcast di Radio Materia che anticipa il convegno “Disabilità e sport nel cuore”, in programma il 31 ottobre a Varese, a Ville Ponti (qui e qui trovi le altre due puntate).
A confrontarsi sono Roberto Bof, conduttore e componente del comitato organizzatore del convegno, il giornalista Claudio Arrigoni, Federico Paria, presidente della Federazione Sport Sordi Italia, Loredana Bava, responsabile delle attività del Pio Istituto dei Sordi di Milano, e Gabriella Gambitta, interprete LIS. La puntata propone una riflessione sulla comunicazione dello sport paralimpico, sull’accessibilità e sulla necessità di creare collegamenti più forti tra federazioni, associazioni, scuole, famiglie e realtà del territorio.
Arrigoni: raccontare l’atleta senza pietismo né superomismo
Claudio Arrigoni, da anni impegnato nel giornalismo legato allo sport paralimpico, affronta soprattutto il tema del linguaggio e dell’evoluzione della narrazione mediatica. Negli anni è cambiato anche il modo di definire gli atleti, passando da termini oggi considerati inadeguati fino all’affermazione della parola “paralimpico”. Ma, secondo Arrigoni, il cambiamento delle parole non basta.
Il rischio resta quello di oscillare tra due estremi: da una parte il pietismo, che concentra il racconto sulla disabilità e sulla sofferenza, dall’altra il “superomismo”, che trasforma ogni atleta paralimpico in una figura eccezionale soltanto per il fatto di praticare sport. La sfida per chi comunica è invece raccontare innanzitutto il gesto atletico, i risultati, la preparazione e la competizione, senza cancellare la condizione della persona.
Arrigoni affronta anche il tema delle barriere economiche. Protesi sportive, carrozzine da gara e altre attrezzature specialistiche possono avere costi molto elevati e diventare così un ulteriore ostacolo per chi vorrebbe avvicinarsi allo sport.
Federico Paria e lo sport delle persone sorde
Federico Paria porta nel confronto il punto di vista della Federazione Sport Sordi Italia. Uno dei temi centrali riguarda i Deaflympics, i Giochi dedicati agli atleti sordi, la cui storia comincia a Parigi nel 1924, molto prima della nascita delle Paralimpiadi moderne. Paria spiega anche alcune caratteristiche delle competizioni. Gli atleti gareggiano in condizioni di parità e durante le prove non utilizzano protesi acustiche o impianti cocleari. I segnali sonori vengono quindi sostituiti da strumenti visivi, come luci e bandierine.
Accanto alla dimensione agonistica emerge però un problema molto concreto: raggiungere bambini e ragazzi sordi e far conoscere loro le opportunità sportive. Le norme sulla privacy e le difficoltà di comunicazione tra scuola, famiglie e associazioni possono rendere complicato individuare i giovani interessati. Per questo, sottolinea Paria, servono programmazione e una rete capace di coinvolgere contemporaneamente istituzioni, federazioni e territorio.
Loredana Bava: “L’accessibilità non riguarda solo le barriere architettoniche”
Il tema della rete viene sviluppato anche da Loredana Bava, responsabile delle attività del Pio Istituto dei Sordi di Milano ed ex direttrice tecnica della nazionale italiana di pallavolo sorde. La sua esperienza mostra quanto sia importante mettere in collegamento famiglie, scuole, società sportive e associazioni per evitare che bambini e ragazzi restino isolati e per far conoscere le possibilità offerte dallo sport.
Bava insiste anche su un concetto più ampio di accessibilità. Non basta eliminare una barriera fisica: anche la comunicazione può diventare un ostacolo. In un albergo, in un impianto sportivo o in qualsiasi servizio, per esempio, può bastare adottare piccoli accorgimenti, parlare in modo chiaro, utilizzare un testo scritto o prestare maggiore attenzione alla relazione con una persona sorda.
Durante la puntata viene ricordato anche “Come pesci nell’acqua”, documentario realizzato in occasione dei Deaflympics in Brasile per raccontare le esperienze e le storie degli atleti.
Roberto Bof: fare rete per aumentare le opportunità
Roberto Bof accompagna la discussione collegando i diversi temi all’appuntamento del 31 ottobre. Tra gli argomenti sollevati ci sono il rapporto tra mondo olimpico e paralimpico, le difficoltà create dalla privacy nel lavoro con le scuole e la capacità del territorio di accogliere concretamente gli atleti con disabilità.
Il punto comune è la necessità di trasformare la sensibilizzazione in opportunità reali: più occasioni per praticare attività motoria, più informazioni per le famiglie e maggiore capacità delle diverse realtà di collaborare tra loro. Anche strutture ricettive, impianti e organizzatori di eventi diventano quindi parte del percorso di inclusione.
La LIS per rendere accessibile anche il confronto
Alla puntata partecipa Gabriella Gambitta, interprete della Lingua dei Segni Italiana, con il compito di rendere accessibile il confronto anche alle persone sorde segnanti. La sua presenza diventa così parte integrante dello stesso messaggio portato avanti durante l’incontro: l’inclusione non può restare un principio astratto, ma deve tradursi in strumenti concreti che permettano a tutti di partecipare.
Il podcast di Radio Materia accompagna così verso il convegno “Disabilità e sport nel cuore” del 31 ottobre a Varese, mettendo al centro non soltanto le discipline paralimpiche, ma soprattutto il modo in cui sport, informazione e territorio possono contribuire a costruire una cultura realmente inclusiva.
Il convegno del 31 ottobre
Dal programma del convegno emerge una mattinata articolata tra testimonianze, contributi specialistici e momenti di confronto. Dopo i saluti istituzionali di Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio di Varese, interverranno la senatrice e atleta paralimpica Giuseppina Versace, la psicoterapeuta e psicologa dello sport Michaela Fantoni, Max Laudadio, Sabrina Marano di Casa Italia Paralimpica, il medico dello sport Mario Carletti, Fabrizio Mannoni della Fondazione Renato Piatti, l’avvocata Maria Cristina Fontana sui temi della privacy, Emanuele Pagnini per il wakeboard, Paolo Giorgetti sul progetto SMAARTT Valley, l’atleta paralimpica Roberta Amadeo e Stefano Valeri del Centro Addestramento Alpino della Polizia di Stato di Moena. Nel corso della mattinata saranno inoltre proiettati video dedicati a diversi progetti ed esperienze, tra cui Velability, DashTo, Bebe Vio Academy, Camp ASBI, Fight The Stroke Foundation, Camp Real Eyes Sport e Freerider Sport Events. A chiudere i lavori sarà una tavola rotonda con Giulio Clerici, Daniela Colonna Preti, Anna Sculli, Loredana Bava, Giovanni Castiglione e Federico Paria, per mettere a confronto esperienze e prospettive sul rapporto tra disabilità, sport e inclusione. L’appuntamento è in programma sabato 31 ottobre 2026, dalle 9 alle 12.30, nella Sala Andrea del Centro Congressi Ville Ponti di Varese.










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