Marina Di Guardo torna a Luino con “Braccata”: nel nuovo thriller anche i luoghi della sua adolescenza
La scrittrice presenta il suo decimo romanzo sabato 3 ottobre a Palazzo Verbania. Nel libro anche un omaggio alla città sul lago, dove Di Guardo ha vissuto durante l’adolescenza
Un ritorno nei luoghi dell’adolescenza, questa volta attraverso le pagine di un thriller. Marina Di Guardo sarà a Luino sabato 3 ottobre alle 17.30, a Palazzo Verbania, per presentare il suo ultimo romanzo “Braccata”, pubblicato da Mondadori.
Durante l’incontro la scrittrice dialogherà con Patrizia Finucci Gallo, La Salottiera, accompagnando il pubblico alla scoperta del suo decimo romanzo e dei temi che attraversano la nuova storia: dalla violenza psicologica al peso del giudizio sociale e mediatico.
La presentazione assume un significato particolare proprio per il rapporto che lega Di Guardo a Luino e all’Alto Verbano. La scrittrice ha infatti trascorso qui parte della sua adolescenza e ha conservato negli anni un forte legame con questi luoghi. Un rapporto che trova spazio anche in “Braccata”, dove la cittadina lacustre compare attraverso alcuni dei suoi scorci più riconoscibili.
Nel romanzo la protagonista compie infatti una gita nei luoghi cari all’autrice, percorrendo le strade della sua giovinezza. Tra queste compare via Cavallotti, nel centro storico di Luino, fino ad arrivare alla villa nella quale Di Guardo aveva vissuto. Un piccolo cameo letterario che diventa un omaggio alla città e ai ricordi dell’adolescenza.
Al centro di “Braccata” c’è però soprattutto la tensione, accompagnata dall’attenzione alla dimensione psicologica dei personaggi che caratterizza la produzione dell’autrice. Per il suo decimo romanzo Di Guardo racconta di aver seguito un processo creativo lungo e strutturato, costruito attorno a una traccia precisa e a un finale concepito per mettere alla prova chi legge.
«Il finale è fondamentale, deve essere intrigante e spiazzante – spiega Marina Di Guardo – e credo che in questo romanzo scoprire l’assassino sarà davvero difficilissimo».
La vicenda ruota intorno ad Angela, protagonista che si ritrova trasformata nella preda ideale di un sistema nel quale il giudizio finisce per cancellare la complessità delle persone. Diventa così, allo stesso tempo, colpevole perfetta e vittima di una narrazione capace di semplificare e schiacciare.
Il giudizio mediatico e sociale è infatti uno dei temi centrali affrontati dalla scrittrice. «Ho scelto di parlarne perché ci riguarda tutti – sottolinea Di Guardo – perché basta poco per essere risucchiati in una narrazione più grande di noi».









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