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“Galeotto fu il collier”, a Borgomanero ambra e solidarietà per dare un futuro oltre il carcere

Presentato alla Fondazione Marazza di Borgomanero il progetto nato da una collezione di ambra degli anni ’70. I gioielli realizzati da un ospite del carcere di Verbania finanzieranno lo sviluppo dell’iniziativa.

Generico 14 Sep 2026

Un’antica collezione di gioielli in ambra, la creatività, la fotografia e soprattutto la volontà di trasformare una situazione di fragilità in una concreta opportunità di riscatto. È nato con questo spirito “Galeotto fu il collier”, il progetto solidale presentato venerdì 18 settembre alla Fondazione Marazza di Borgomanero, in un ideale ponte tra i territori del Lago Maggiore, del Lago d’Orta e del Varesotto.

Scrittori e Sapori

L’iniziativa è stata ideata dalla scrittrice Laura Travaini, fondatrice dell’associazione Scrittori e Sapori e organizzatrice di eventi culturali nella zona del Lago d’Orta. Il punto di partenza è stato il ritrovamento di un’importante collezione di gioielli in ambra baltica risalenti agli anni Settanta. Da quella scoperta è nato un progetto con una finalità precisa: costruire un percorso capace di produrre un cambiamento concreto nella vita di persone vulnerabili, in particolare degli ospiti della Casa Circondariale di Verbania.

Il progetto ha preso in prestito il proprio titolo dallo scrittore Andrea Vitali e, fin dalle prime fasi, si è allargato grazie a una rete di collaborazioni che coinvolge istituzioni, associazioni e rappresentanti della società civile. Tra i partner figurano il Monastero benedettino Mater Ecclesiae di Orta San Giulio, le province di Novara e del Verbano Cusio Ossola, i Rotary Orta San Giulio e Pallanza Stresa e i Comuni di Borgomanero e Briga Novarese.

Un legame è stato costruito anche con il territorio varesotto, attraverso la partecipazione della curatrice Carla Tocchetti e di Carolina Crosti, coinvolte anche nella progettazione di un futuro appuntamento dedicato al progetto nel Varesotto.

Dal carcere una nuova collezione

Uno degli elementi centrali dell’iniziativa è il coinvolgimento diretto di un ospite del carcere di Verbania, che ha messo a disposizione le proprie capacità manuali per trasformare il tempo della reclusione in un’occasione di creatività e apprendimento.

Da questo lavoro è nata una nuova collezione di gioielli, diventata il punto di partenza concreto del progetto. I monili sono messi in vendita per sostenere la prosecuzione dell’iniziativa e, soprattutto, con l’obiettivo finale di offrire alla persona coinvolta una prospettiva professionale come disegnatore di gioielli.

Attorno ai gioielli si è sviluppato un progetto più ampio. Grazie alla casa editrice Another Coffee Stories, Laura Travaini ha scritto il libro di novelle “Profili d’Ambra”, mentre il fotografo di Omegna Walter Zerla, con il supporto dei Rotary, ha ideato e realizzato una mostra fotografica.

Il progetto coinvolge inoltre gli studenti e le studentesse dell’istituto Nervi di Novara, che saranno protagonisti di sfilate e della realizzazione di abiti appositamente pensati per l’iniziativa.

La mostra fotografica alla Fondazione Marazza di Borgomanero resterà visitabile fino al 25 novembre. Nel frattempo è già in calendario un primo importante appuntamento a Roma, al Senato della Repubblica, il 17 novembre alle 15, mentre è stata fissata anche la presentazione del volume al Salone Internazionale del Libro di Torino, sabato 15 maggio 2027.

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Pubblicato il 18 Settembre 2026
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