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Lisanza regina anche sul fiume: il Palio Sestese 2026 va alla frazione lacustre

La frazione lacustre si aggiudica la quindicesima edizione della competizione a bordo dei dragonboat superando Lentate nella sfida decisiva. Una grande festa in centro a Sesto Calende

Lisanza Palio 2026 - ph. Silvia Dengo

Al Palio Sestese il drago di Lisanza torna a ruggire. Nelle acque di Sesto Calende, tra il tifo dei cittadini e di molti curiosi, i tamburi a ritmo delle pagaiate e un lungofiume vestito a festa, a conquistare la quindicesima edizione del Palio di Sesto Calende è Lisanza, che riporta il trofeo nella frazione lacustre per la seconda volta dopo il successo del 2022.

(foto copertina su gentile concessione di Silvia Dengo, estratto da un suo video)

Per due giorni, sabato 12 e domenica 13 settembre, viale Italia (e tutto il centro della città) ha visto infatti una grande festa e, al tempo stesso, una grande cielo aperto, vestita degli otto colori dei rioni. Sul tratto di circa 250 metri compreso tra l’obelisco garibaldino e la sede del CSCK, le imbarcazioni a remi dei dragonboat hanno dato spettacolo regalando una delle edizioni più combattute e incerte degli ultimi anni.

Alla fine, dopo oltre sedici regate e una lunga serie di sfide capaci di ribaltare pronostici e gerarchie, il drappo e la pagaia del Palio sono tornati ai grigi di Lisanza, protagonisti di una finale tiratissima contro l’arancione di Lentate. Il cronometro si è fermato sull’1’17”98 per i vincitori (migliore prova di tutta l’edizione 2026), mentre i corsari lentatesi hanno chiuso in 1’19”44.

 

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Una vittoria che ha il sapore della rivincita. Lo scorso anno Lisanza aveva visto sfumare il sogno del successo nella sfida con Oriano-Oneda, una finale segnata anche dalla sfortunata perdita del timone durante la gara. Un episodio che aveva riportato alla memoria un’altra ferita ancora aperta, quella del 2019, quando a festeggiare davanti ai grigi, erano stati ancora una volta gli avversari in “giallo” di Oriano-Oneda, che questo pomeriggio si sono dovuti accontentare del bronzo.

A rendere ancora più affascinante il cammino verso il trofeo è stata la natura stessa del torneo, che prevedeva una fase a gironi (A e B). Nessuna squadra è riuscita ad attraversare “indenne” la competizione. Lisanza aveva lasciato per strada una regata durante i gironi contro i Mulini, mentre Lentate, che nella fase a gironi aveva inanellato una striscia di sole vittorie (ai danni di Oriano-Oneda, San Giorgio e Sant’Anna-Loca-Cocquo), è sembrata imprendibile fino all’ultimo atto, quando si è vista superare dal dragone di Lisanza nella gara che valeva il premio più ambito. Un equilibrio che, appunto, ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso fino al pomeriggio di domenica, quando poi è esplosa la festa di Lisanza.

Curiosamente, a contendersi il Palio sono stati due rioni periferici della città, quelli settentrionali che guardano (quasi più) verso Taino e Angera rispetto al centro di Sesto Calende, chi (Lisanza) sul versante lacustre del Verbano, chi (Lentate) dal verde collinare e boschivo. Una finale dunque “di confine”, che ha raccontato ancora una volta come il Palio sappia unire l’intero territorio e trasformare in protagonisti assoluti le sue frazioni con i loro rioni.

Non sono mancati gli applausi nemmeno per i campioni uscenti di Oriano-Oneda, autori del miglior tempo complessivo accumulato nella fase a gironi con 3’56”86. Gli ormai ex detentori del titolo e pentacampioni nell’albo d’oro si sono arresi solo a Lentate, trovando però il riscatto nella finale per il terzo posto vinta contro il Centro, che invece ha concluso al quarto posto con due vittorie (su Mulini e Abbazia) e due sconfitte (oltre alla finalina, i cigni blu avevano perso anche nella gara inaugurale del Palio proprio contro i futuri vincitori di Lisanza).

Ma, come ricordato anche dal sindaco Betta Giordani al termine delle regate, al di là della classifica, il vero successo è stato ancora una volta quello del Palio stesso, che quest’anno per la prima volta godeva del patrocinio di Regione Lombardia, e che ha visto anche la presenza sul lungofiume della consigliera regionale Romana Dell’Erba. Una crescita istituzionale e tecnica che trova riscontro nel movimento nazionale: «È vero che questa manifestazione rientra nell’ambito di una festa cittadina, ma l’organizzazione ha dimostrato grande solidità, garantendo standard di sicurezza impeccabili su un percorso d’acqua che, pur nella sua misura sprint, richiede gestione e competenza», ha sottolineato il vicepresidente della Federazione di Dragon Boat, ospite a Sesto Calende per assistere alle gare. Il dirigente federale ha inoltre sottolineato la portata di una disciplina d’acqua in forte espansione tra le nuove generazioni: «Questo sport sta prendendo piede in modo straordinario, specialmente tra i più giovani. Rispetto alla tradizionale canoa, il dragone permette di gestire e coinvolgere interi gruppi di ragazzi con una forte coesione di squadra, unendo l’aspetto ludico a una pratica agonistica seria che oggi conta decine di società e migliaia di tesserati in tutta Italia».

Palio Sestese 2026

PALIO SESTESE 2026: LA CLASSIFICA FINALE E LA “RIVINCITA” DI LISANZA

La classifica finale vede dunque Lisanza sul gradino più alto del podio davanti a Lentate (2), Oriano-Oneda (3), Centro (4), Mulini (5), San Giorgio (6), Abbazia (7) e SLC (8) (Sant’Anna-Loca-Cocquo). Intanto, proprio come fanno le grandi squadra dopo aver vinto un trofeo ambito, non è mancato il “giro a pullman scoperto” da parte dei grigi sul lungolago e in Piazza Colombo, pochi metri dal Lago Maggiore, dove Lisanza è tornata regina del Palio e adesso è pronta a custodire per un anno lo stendardo ad opera di Arsenio De Boni il remo decorato da Cristina Balzarini.

Palio Sestese 2026

«È stata una grande emozione tornare a vincere dopo 4 anni – ha commentato appena conclusa la gara il caporione di Lisanza, Antonio San Francesco –. Era esattamente un anno che aspettavamo questo momento dopo la delusione della passata stagione, quando in finale ci è caduto il timone. Questa vittoria ce la siamo ripresa. Se è stata una finale più bella rispetto al 2022 contro i Mulini? Non guardo mai l’avversario in finale, noi pensiamo sempre a fare il nostro. È un palio, una gara, che vinca sempre il migliore: ma è giusto fare la gara e arrivare alla fine».

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Pubblicato il 13 Settembre 2026

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