Fermata la banda dei gioielli dopo il colpo da 56mila euro a Stresa
Dopo una complessa attività di ricerca internazionale i militari hanno rintracciato i tre responsabili tra Monza, la Svizzera e Parigi.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Verbania hanno chiuso il cerchio attorno alla cosiddetta banda dei gioielli, ritenuta responsabile di un furto da oltre 56mila euro avvenuto a Stresa.
L’operazione ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tre cittadini, stranieri, accusati di furto pluriaggravato ai danni di un rappresentante di preziosi. Le indagini sono nate dopo il colpo messo a segno nel giugno dello scorso anno, quando la vittima, un imprenditore del settore orafo, è stata pedinata durante un giro d’affari tra Arona e Stresa.
Il trio ha seguito l’uomo durante i suoi spostamenti per poi entrare in azione nei pressi dell’imbarcadero di Stresa, approfittando della sosta dell’imprenditore per il pranzo. Dopo aver forzato un vano ricavato nel bagagliaio della sua autovettura, i soggetti hanno sottratto tre rotoli di campionario contenenti gioielli in oro, titanio e pietre preziose. L’attività investigativa ha permesso di ricostruire l’intera dinamica del delitto, identificando gli indagati che sono risultati privi di regolare titolo di soggiorno e già noti per reati specifici contro il patrimonio.
Un elemento chiave per dare di identificare i responsabili è stato un controllo avvenuto pochi giorni prima del furto a Stresa. In quell’occasione, uno dei sospettati era stato fermato alla guida della stessa vettura utilizzata per il colpo. La ricerca dei tre uomini ha richiesto un’attività prolungata che ha superato i confini nazionali, portando a catture avvenute in momenti e luoghi differenti.
Il primo arrestato dai carabinieri è stato un uomo di 30 anni di origini colombiane, rintracciato dai militari a Monza lo scorso ottobre dopo un servizio di pedinamento. Poiché i complici si erano resi irreperibili, l’Autorità Giudiziaria ha esteso le ricerche in ambito internazionale. Il secondo indagato, un connazionale di 43 anni, è stato individuato in Svizzera dalla Polizia Cantonale ed estradato in Italia a febbraio. L’ultimo componente del gruppo, un 44enne anch’egli colombiano, è stato rintracciato in Francia lo scorso 20 marzo. Quest’ultimo si trova attualmente in territorio transalpino, in attesa che la Corte d’Appello di Parigi si pronunci in merito alla sua estradizione.









