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Lago Maggiore, cinque punti su sei risultano inquinati: il Boesio resta tra le criticità principali

I campionamenti di Goletta dei Laghi sulla sponda lombarda: tre punti “fortemente inquinati” e due “inquinati”. A Laveno Mombello il confronto tra Legambiente, Comune e Alfa sul depuratore

Generico 06 Jul 2026

Cinque punti con valori oltre i limiti su sei campionati lungo la sponda lombarda del Lago Maggiore. È il quadro emerso dalle analisi condotte il 16 e il 17 giugno da Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente dedicata alla tutela degli ecosistemi lacustri, giunta alla ventunesima edizione.

I risultati sono stati presentati venerdì 10 luglio nella sala civica di Laveno Mombello, durante un incontro al quale hanno partecipato Legambiente Lombardia, il Circolo Legambiente della Valcuvia e delle Valli del Luinese, l’amministrazione comunale e Alfa, gestore del servizio idrico integrato.

Su sei punti analizzati in provincia di Varese, tre sono stati classificati da Legambiente come “fortemente inquinati”, due come “inquinati” e soltanto uno è risultato entro i limiti. I campionamenti si concentrano in particolare alle foci dei corsi d’acqua e in corrispondenza di canali e scarichi, considerati possibili veicoli di contaminazione verso il lago.

Il Boesio ancora “fortemente inquinato”

Tra i punti più critici figura ancora una volta la foce del torrente Boesio, al Gaggetto di Laveno Mombello, classificata come “fortemente inquinata”. Un problema già riscontrato in diverse edizioni della campagna e che ha portato Legambiente a chiedere un approfondimento sulle possibili origini della contaminazione.

«L’attenzione di quest’anno è puntata sulla qualità dell’acqua che arriva dal depuratore di Laveno – ha spiegato Maria Paola Pasquatelli, presidente del Circolo Legambiente della Valcuvia e delle Valli del Luinese –. Da tempo constatiamo, purtroppo, che l’acqua del Boesio che confluisce nel Lago Maggiore presenta livelli di inquinamento tra i più elevati dell’intero bacino. Dobbiamo capire da dove nasce il problema, coinvolgendo non soltanto Laveno Mombello, ma anche i Comuni a monte che accedono a questo servizio».

L’obiettivo, ha aggiunto Pasquatelli, è passare dall’analisi agli interventi: «Vogliamo avviare una riflessione che possa tradursi successivamente in un piano e in lavori concreti. Cercheremo di aprire una nuova fase rispetto allo sversamento delle acque nel Lago Maggiore».

Durante l’incontro l’assessora all’Ambiente e all’Urbanistica di Laveno Mombello, Rita Sicchi, ha proposto l’apertura di un tavolo di confronto che coinvolga anche le amministrazioni dei Comuni situati a monte, insieme alle associazioni e agli enti gestori. Al centro del dibattito sono finiti anche i possibili allacci irregolari e gli scarichi abusivi presenti a valle del depuratore, che potrebbero compromettere la qualità delle acque e ridurre l’efficacia del trattamento effettuato dall’impianto.

Alfa: “Tutti i depuratori sono conformi”

Alfa ha ricordato gli investimenti realizzati negli ultimi anni per migliorare l’efficienza degli impianti. «Abbiamo investito molte risorse economiche ed energie tecniche per fare in modo che i nostri depuratori fossero il più efficienti possibile – ha dichiarato l’amministratore delegato Marco Cavallin –. Oggi tutti i nostri depuratori sono conformi alla normativa. Una conformità che non viene verificata direttamente da noi, ma da un organismo terzo come Arpa».

Cavallin ha inoltre richiamato il protocollo sottoscritto per la tutela del Verbano e la collaborazione avviata con Acqua Novara Vco, gestore del servizio idrico sulla sponda piemontese. «Con gli enti, le istituzioni e le associazioni che si occupano di ambiente siamo dalla stessa parte, perché il nostro obiettivo è tutelare il lago. L’accordo serve a mettere in campo tutte le sinergie possibili per proteggerlo nel modo migliore».

Il prossimo passaggio sarà l’allargamento del confronto alla Svizzera: «Il lago interessa tre territori principali. Nei prossimi mesi avvieremo interlocuzioni anche con i partner svizzeri, affinché si possa raggiungere l’obiettivo comune di rendere il Verbano il più bello e vivibile possibile».

I risultati dei sei campionamenti

A Luino è risultato “fortemente inquinato” il campione prelevato allo scarico della terrazza di piazza Garibaldi. Lo stesso giudizio è stato assegnato alla foce del Boesio, al Gaggetto di Laveno Mombello, e alla foce del torrente Acqua Negra a Ispra. Sono invece risultati “inquinati” la foce del torrente Tresa, tra Germignaga e Luino, e il punto alla foce del torrente Bardello, nel territorio di Brebbia.

L’unico campione entro i limiti è quello prelevato nel canale di scarico alla spiaggetta di Lisanza, a Sesto Calende.

Legambiente sottolinea come diverse criticità confermino situazioni già rilevate negli anni precedenti. I giudizi della campagna riguardano i singoli punti analizzati, spesso collocati alle foci dei torrenti o in prossimità degli scarichi, e non costituiscono una valutazione complessiva della balneabilità dell’intero Lago Maggiore.

Polistirolo e mozziconi sulle rive

Durante i campionamenti del 17 giugno, al Gaggetto e a Laveno Mombello, è stata effettuata anche una rilevazione dei rifiuti presenti sulle rive. I risultati confluiranno nel rapporto annuale di Legambiente sui rifiuti nei parchi e sulle spiagge italiane, atteso in autunno.

Tra i materiali trovati con maggiore frequenza figurano frammenti di polistirolo e filtri di sigaretta. Il polistirolo, una volta disperso nell’ambiente e sottoposto all’azione del sole e delle onde, tende a frammentarsi in microplastiche e nanoplastiche. Anche i mozziconi possono rilasciare nell’acqua fibre plastiche e sostanze chimiche trattenute durante la combustione, con conseguenze per la vegetazione e la fauna acquatica.

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Pubblicato il 10 Luglio 2026
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