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Dentro il San Carlone di Arona: “Un colosso unico che ispirò la Statua della Libertà”

Per secoli la statua di San Carlo ad Arona fu la più alta del mondo e venne presa a modello anche per quella della Libertà a News York. Oggi rimane una delle poche visitabili all'interno, dove "scoprire" anche i suoi misteri

C’è un filo che unisce Arona a New York. Non il classico filo rosso quanto piuttosto uno fatto di rame, quello del Colosso di San Carlo. La statua che torreggia sul Lago Maggiore, infatti, è stata di ispirazione per una diventata ben più famosa, quella della Libertà negli Stati Uniti.

Ai piedi -e soprattutto dentro- la statua che dalla fine del ‘600 sorge alle spalle della città piemontese, infatti, arrivò anche Frédéric-Auguste Bartholdi, il progettista che stava immaginando la statua che sarebbe diventata un’icona di New York. Ciò che l’architetto volle studiare era la struttura di questa statua che con i suoi 35 metri di altezza era ai tempi la più alta del mondo. Costruire un’opera come il San Carlo fu infatti impresa titanica e dai primi studi all’inaugurazione passarono quasi 80 anni. Anni durante i quali si sperimentarono importanti tecniche di costruzione e decorazione.

Basta infatti passeggiare sul terrazzo del basamento per vedere la cura con cui le lastre di rame sono state curvate e unite le une alle altre o alzare gli occhi e guardare i dettagli del libro che San Carlo tiene in una mano. O ancora notare la morbida curvatura delle dita dell’altra mano e soffermarsi poi sugli occhi rivolti verso la sua casa natale. Uno sguardo che si può letteralmente vedere anche dall’interno.

Il San Carlone, infatti, è una delle poche statue che può essere visitata anche dall’interno. C’è da fare una ripida scala a chiocciola che poi diventa una ancor più ripida scala a pioli -la cosiddetta marinara- e alla fine si raggiungere la testa del santo. Una ascesa durante la quale si nota bene la struttura di mattoni e cemento dai quali partono i supporti di ferro che reggono le sottili lastre di rame. Un viaggio non adatto a claustrofobici o a chi soffre di vertigini ma che potete fare con noi guardando il video in apertura di questo articolo.

L’opera ancora oggi nasconde molti segreti agli studiosi, che ancora non hanno capito i dettagli di come sia avvenuta la costruzione o anche come sia possibile che il rame non si sia corroso già da tempo. Misteri che il San Carlone cela gelosamente, anche se tutti questi secoli di storia iniziano a pesare sulle sue spalle. Da qualche mese, ad esempio, non si può più entrare -nel vero senso della parola- nella testa della statua e sbirciare da occhi e narici a causa di alcune fessurazioni nelle lastre di rame. Rimangono comunque sempre aperte altre finestre all’altezza delle spalle che consentono di affacciarsi e di godere di un notevole panorama sul Lago Maggiore.

Per orari, biglietti e modalità di visita clicca qui.

Marco Corso
marco.corso@varesenews.it
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Pubblicato il 21 Marzo 2024
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