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L’ex fabbrica torna a vivere come luogo di cultura: al via la riqualificazione del Sonnino a Besozzo

Presentato il progetto sostenuto da Fondazione Cariplo che punta a rigenerare uno dei simboli della storia industriale del paese. Ad aprire il percorso la mostra di Marcello Vigoni e un fine settimana di iniziative

Conferenza stampa ex Sonnino Besozzo

Per decenni è stato uno dei luoghi del lavoro. Un edificio che ha accompagnato la crescita industriale del territorio, affacciato sul fiume che ne alimentava la produzione e intrecciato alla vita di generazioni di lavoratori. Oggi l’ex Copertificio Sonnino si prepara a scrivere una nuova pagina della sua storia. In una delle grandi sale della fabbrica è stato presentato “Arte e cultura tra fiume e fabbrica: innesti creativi”, il progetto con cui il Comune di Besozzo ha ottenuto un importante finanziamento da Fondazione Cariplo per avviare un percorso di rigenerazione culturale e sociale dell’area.

Un programma che guarda ai prossimi quattro anni e che punta a trasformare uno degli spazi più significativi della memoria industriale locale in un luogo aperto alla cultura, alla partecipazione e alla sperimentazione artistica.

Ad inaugurare il percorso è la mostra “Postsistemi. Tracce di eredità” dell’artista milanese Marcello Vigoni, pensata e realizzata appositamente per gli spazi del Sonnino e già visibile in questo fine settimana di programma inaugurale, dove sono previste anche tavole rotonde con la cittadinanza, dj set e molto altro. 

Un luogo simbolo della storia industriale di Besozzo

Ad aprire la conferenza stampa è stato il sindaco Gianluca Coghetto, che ha ricordato come il recupero delle aree dismesse rappresenti da anni una delle linee strategiche dell’amministrazione comunale. «Recuperare le aree dismesse sul nostro territorio è una strategia importante sulla quale abbiamo lavorato per molti anni. L’idea di fondo è quella di ridare vita a questo spazio che per anni ha rappresentato un luogo di lavoro e che oggi, grazie al progetto di rigenerazione sostenuto da Fondazione Cariplo, assume un nuovo significato».

Per il primo cittadino il Sonnino non rappresenta soltanto un edificio da recuperare, ma una parte dell’identità stessa del paese. «Questo spazio è parte del DNA del nostro territorio. Rappresenta l’essenza di Besozzo perché è legato al fiume e alla storia produttiva della comunità. Siamo molto orgogliosi di aver intercettato questo bando e di poter lavorare per riaccendere un’attività culturale in un luogo che negli anni è sempre stato apprezzato dai cittadini». Coghetto ha inoltre ricordato come il progetto consenta di mantenere un impegno assunto dall’amministrazione nei confronti della cittadinanza: «Avevamo promesso di riattivare le due grandi aree pubbliche dismesse, il Sonnino e la Cartiera. Grazie a questo bando riusciamo finalmente a innescare un vero processo di rigenerazione».

Un finanziamento da 345mila euro per avviare la rigenerazione

L’assessore alla Cultura Silvia Sartorioha illustrato il percorso che ha portato all’ottenimento del contributo e l’importanza del risultato raggiunto. «È la terza volta che partecipiamo a questo bando. Sono progetti che richiedono una costruzione molto articolata. Questa volta ce l’abbiamo fatta e per noi è una grande soddisfazione». I numeri raccontano il valore dell’iniziativa: circa settanta progetti presentati in tutta la Lombardia e soltanto sedici finanziati. «Siamo stati l’unico progetto sostenuto in provincia di Varese», ha sottolineato Sartorio. Il contributo ottenuto da Fondazione Cariplo ammonta a 345mila euro, a fronte di un massimo finanziabile di 350mila euro, e sarà integrato da un cofinanziamento comunale.

Conferenza stampa ex Sonnino Besozzo

Dalla riqualificazione degli spazi alla passerella sul Bardello

Le risorse serviranno innanzitutto a rendere più accessibile e funzionale l’edificio. «Oggi possiamo utilizzare questo spazio soltanto in occasioni particolari e con procedure molto impegnative dal punto di vista organizzativo. L’obiettivo è renderlo sicuro e fruibile, affinché possa ospitare attività culturali durante tutto l’anno e non soltanto sporadicamente». Tra gli interventi previsti vi sono la sistemazione della grande sala che ospita la mostra, l’installazione di servizi permanenti e una serie di opere necessarie per garantire un utilizzo continuativo dello spazio.

Il progetto guarda però anche all’esterno. Una delle idee inserite nel percorso di rigenerazione è la realizzazione di una passerella pedonale sul Bardello, che consentirebbe di collegare direttamente il Sonnino al vicino parco pubblico. «Vogliamo che questo luogo torni a dialogare con il territorio. Oggi quando il cancello è chiuso rimane poco visibile. L’idea è creare un collegamento che permetta di raggiungerlo a piedi dal parco e inserirlo all’interno di un percorso che si collega anche alla ciclopedonale».

Un percorso costruito insieme alla comunità

La partecipazione della cittadinanza rappresenta uno dei pilastri del progetto. «Per noi è fondamentale coinvolgere la popolazione, le associazioni e tutte le realtà del territorio. Non vogliamo che questo luogo sia aperto soltanto occasionalmente, ma che diventi uno spazio condiviso». Per questo motivo il programma prevede incontri pubblici e momenti di confronto destinati a raccogliere idee e proposte sul futuro utilizzo dell’ex copertificio. «Chiederemo alle persone che cosa vorrebbero vedere nascere qui e come questo spazio potrebbe essere utile alla comunità». Il sindaco ha ribadito questo concetto, sottolineando l’importanza di «riattivare un processo di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini per costruire insieme una strategia di utilizzo dello spazio».

Quattro anni di mostre, laboratori e incontri con artisti da tutta Italia

A raccontare la visione culturale del progetto è stata Giulia Pozzi, referente di Techne Art Service. «Ci è stato chiesto di costruire una programmazione culturale che accompagnasse questi quattro anni di lavoro. Abbiamo immaginato un percorso capace di raccontare la storia del luogo attraverso l’arte contemporanea». Il programma prevede mostre installative, performance, incontri con artisti e curatori, workshop e momenti di confronto aperti al pubblico. «Abbiamo già pensato ad almeno otto mostre e a numerosi altri appuntamenti. Coinvolgeremo artisti provenienti da Milano, Torino, Venezia e da altre realtà italiane, mettendo in dialogo il territorio con esperienze differenti». Accanto alle esposizioni saranno realizzati cataloghi e materiali di approfondimento, così da lasciare una traccia permanente del lavoro svolto.

Le scuole protagoniste del progetto

Uno degli obiettivi dichiarati è quello di avvicinare le nuove generazioni all’arte contemporanea e alla storia del luogo. «Le scuole saranno coinvolte in modo continuativo. Vogliamo che bambini e ragazzi possano conoscere questo spazio, la sua storia e i linguaggi dell’arte contemporanea». Sono previste visite guidate e attività laboratoriali rivolte agli studenti, dall’infanzia fino alle scuole secondarie di primo grado. «Partiamo dall’idea che questi luoghi debbano essere conosciuti per poter essere vissuti e sentiti come propri».

«La comunità potrà vivere il luogo mentre cambia»

Per Matteo Scavetta, presidente di Techne Art Service con base a Torino, uno degli aspetti più interessanti del progetto è la possibilità di accompagnare la trasformazione dell’edificio con una programmazione culturale continua. «Spesso la comunità vede soltanto il risultato finale di una riqualificazione. Qui invece accadrà qualcosa di diverso: le persone potranno vivere il Sonnino mentre cambia».

Conferenza stampa ex Sonnino Besozzo

Le mostre e gli eventi seguiranno infatti anche l’evoluzione del cantiere.

«La progettazione culturale si adatterà ai cambiamenti dello spazio. Le persone potranno osservare la trasformazione dell’edificio e partecipare a questo percorso. È un modo per costruire un rapporto diretto tra la comunità e il luogo che sta rinascendo». Scavetta ha inoltre sottolineato come il progetto rappresenti un esempio virtuoso di utilizzo delle risorse pubbliche. «Spesso si recuperano gli spazi ma manca un contenuto. In questo caso la rigenerazione fisica e quella culturale procedono insieme».

 La mostra di Marcello Vigoni tra lavoro, industria e identità

Ad inaugurare il percorso è la mostra “Postsistemi. Tracce di eredità”, realizzata dall’artista milanese Marcello Vigoni dopo un periodo di studio e permanenza all’interno dell’ex fabbrica. «Mi ha colpito il fatto che un’amministrazione scelga di destinare alla cultura un luogo così simbolico. Non è una scelta scontata e credo abbia un grande valore». «Questo luogo è stato un luogo di vita, dove le persone hanno lavorato, sofferto, costruito relazioni e trascorso gran parte della loro esistenza. Ho voluto utilizzare questo spazio per riflettere sul sistema del lavoro e sulle sue trasformazioni».

Le opere realizzate da Vigoni affrontano tre temi strettamente collegati tra loro. La prima installazione indaga il rapporto tra il territorio e l’industria, mettendo al centro il fiume che per decenni ha rappresentato il motore dello sviluppo produttivo locale. La seconda riflette sulla sovrapproduzione industriale e sulle contraddizioni del modello economico contemporaneo. «La domanda che mi pongo è semplice: in un pianeta finito come possiamo pensare di produrre all’infinito? Dove finiscono tutti gli oggetti che continuiamo a creare?». La terza installazione affronta invece il tema della deindustrializzazione e delle conseguenze che la chiusura delle fabbriche produce sulle persone e sulle comunità. «Quando una realtà produttiva scompare non viene meno soltanto un posto di lavoro. Si incrina anche un’identità collettiva. Attorno alle fabbriche nascono le comunità, si costruiscono relazioni e si definisce il senso di appartenenza delle persone».

Conferenza stampa ex Sonnino Besozzo

Il programma del fine settimana

Il progetto prenderà ufficialmente il via con due giornate di eventi aperti al pubblico all’interno dell’ex Copertificio Sonnino. Venerdì 20 giugno, alle 18, è prevista l’inaugurazione della mostra *Postsistemi. Tracce di eredità* di Marcello Vigoni, seguita alle 19 da una visita guidata alla scoperta dell’ex fabbrica e delle installazioni artistiche. La serata proseguirà alle 21 con la lettura scenica *Fabbrica, donne e libertà* a cura di Betty Colombo.

Sabato 21 giugno il programma riprenderà alle 15 con i laboratori creativi dedicati a tessuti e tecniche di stampa, aperti a partecipanti di tutte le età. Alle 17 è in programma un incontro partecipativo dedicato al futuro del Sonnino, un momento di confronto aperto a cittadini, associazioni e realtà del territorio per raccogliere idee e proposte sulla futura destinazione dello spazio. La manifestazione si concluderà alle 19 con un aperitivo accompagnato dal dj set di Alek.

Durante le due giornate sarà inoltre possibile visitare la mostra e conoscere da vicino il progetto di rigenerazione culturale che accompagnerà la trasformazione dell’ex copertificio nei prossimi quattro anni.

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Pubblicato il 19 Giugno 2026
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