Renato Pozzetto torna in pubblico a Gemonio, alla mostra sulle locandine dei suoi film
Il popolare attore, 85 anni, ha voluto partecipare all'inaugurazione della rassegna nella biblioteca comunale nonostante gli acciacchi. E gli appassionati gli hanno tributato un grande ringraziamento
C’è una signora arrivata apposta da Firenze per incontrarlo, giocando d’azzardo, perché la sua presenza non era assicurata. C’è l’appassionato di musica milanese, c’è quello che a militare – a Savona – lo imitava negli spettacoli in palestra. Tutti con due parole nel cuore da pronunciare di persona: “Grazie Renato”.
Renato Pozzetto ha voluto farsi riportare a Gemonio per l’inaugurazione della mostra dedicata a manifesti e locandine dei suoi tanti film. Una presenza speciale, quella del popolarissimo attore – 85 anni – che qui visse gli anni più belli dell’infanzia e della gioventù, sfollato da Milano con la famiglia durante la guerra. Un legame che non si è mai sciolto, quello con Gemonio e con Laveno Mombello, e che lo stesso Pozzetto ha voluto onorare nonostante le sue condizioni di salute non ottimali.
«In questo momento faccio fatica a ricordare i fatti recenti, mentre ricordo bene quelle di tanti anni fa» ammette con onestà davanti alla platea radunata nella sala della Biblioteca Comunale, che ha organizzato la rassegna in collaborazione con “Il bar del Cult”. E infatti Renato narra qualche episodio di vita “anni Cinquanta”, come le uova rubate «alle galline della Cleofe che abitava lì vicino alla cooperativa. Ma poi quando mio padre lo seppe fu una gran sgridata». Oppure lo scherzo già noto (lo raccontammo QUI) della tromba azionata all’arrivo della corriera per la Valcuvia in una strettoia del paese, con l’autista che – pensando di dover incrociare un altro bus – era costretto a retromarce complicatissime.
Intervistato da Rocco De Vito, il curatore della mostra, e dal presidente della biblioteca Gianni Pozzi, Pozzetto ha indicato “Il ragazzo di Campagna” come la pellicola che più di tutto lo ha fatto amare dal grande pubblico. «Ma io di solito non vado mica in giro vestito come nella locandina» sorride guardando all’immagine che lo ritrae con valigia di cartone, camicia a scacchi a cavallo di un maiale.
E poi Renato ha voluto sfatare qualche mito sulla produzione cinematografica: «Ricordatevi che quando guardate un film c’è tanto lavoro ma anche finzione alle spalle. Qualche volta si esce dal copione ma di solito è quasi tutto scritto. Ma la Fenech nella vasca – ha aggiunto rispondendo a una domanda – era verissima». Al termine dell’incontro, tra qualche occhio lucido e qualche sosta per dissetarsi, Pozzetto si è impegnato a firmare diverse locandine portate dagli appassionati e a posare per i selfie, nonostante la stanchezza e la difficoltà. Vera, non recitata, ma anche il mostrarsi così umano è stato un gesto particolarmente apprezzato. Da chi lo ha adorato tante volte sul grande e sul piccolo schermo.
LA MOSTRA – La rassegna resterà aperta nella biblioteca comunale di Gemonio (nel complesso del municipio in via Rocco Cellina) sino al 16 maggio prossimo. Si può visitare al mercoledì (14,30 – 18,30), al giovedì (9,30 – 12,30) e al sabato (9-12, ma non nel Sabato Santo). L’ingresso è libero.









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