“Una stanza, una storia”: al Teatro di Cuvio un viaggio nel vissuto delle donne
Il Teatro Comunale di Cuvio ospita domenica 8 marzo lo spettacolo tratto dal testo di Angela Curatolo per una riflessione profonda sulla violenza sistemica e il vissuto femminile
L’appuntamento con il teatro civile e la riflessione profonda è fissato per domenica 8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna. Alle 18, il Teatro Comunale di Cuvio ospiterà lo spettacolo «Una stanza, una storia», tratto dal testo di Angela Curatolo. Un evento che non è solo una rappresentazione, ma un viaggio nelle dinamiche più intime e complesse del vissuto femminile, messo in scena dall’Associazione GaEle.
Un teatro interiore tra luci e ombre
Protagonisti sul palco saranno gli attori Eugenia Marcolli e Nicola Tosi, chiamati a dare corpo e voce a una drammaturgia che Mauro Cavalli, nella sua prefazione al testo, definisce come un vero e proprio «teatro interiore». La pièce si muove attraverso una geografia emotiva fatta di luci e ombre, dove il racconto diventa uno strumento per aprire finestre sul vissuto umano e restituire parola a chi spesso è rimasto confinato nel silenzio.
La denuncia della violenza sottile
L’opera di Angela Curatolo si configura come un atto di teatro civile. Il testo indaga la violenza sistemica e quotidiana, quella che si nasconde nei gesti ordinari, nelle parole non dette e negli sguardi giudicanti. Come sottolineato da Cavalli, si tratta di una «denuncia silenziosa e al tempo stesso devastante» di tutto ciò che opprime la libertà delle donne, portando alla luce dinamiche di potere e prevaricazione che si annidano nella normalità di ogni giorno.
Un’edizione d’arte per l’occasione
Il pomeriggio culturale a Cuvio sarà arricchito da un momento dedicato all’editoria di pregio. Durante l’evento verrà infatti presentata ufficialmente al pubblico l’edizione omonima curata da GaEle. Si tratta di una pubblicazione in numerazione limitata che impreziosisce il testo drammaturgico con un’opera originale dell’artista Sandro Sardella, rendendo il volume un oggetto da collezione che unisce letteratura, teatro e arte visiva.











Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.