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“Il volo è nel nostro Dna”

L'associazione Idrovolo presenta "Un volo per la ricerca", evento in programma domenica 10 giugno dedicato alla rievocazione di un'epica impresa

idrovolante sul ticino

Il volo è qualcosa che i sestesi hanno del Dna, che si intreccia con le storie famigliari, le esperienze e che alimenta incredibili passioni. Non è un caso che a distanza di decenni dall’epoca delle grandi imprese aeronautiche, fioriscano ancora, in riva al Ticino, le iniziative dedicate ai “signori” del cielo.

A presentare la prossima, in ordine di tempo, “10 giugno, un volo per la ricerca” è Giuseppe Lapenta, pilota comandante di linea ed esperto di aviazione e areonautica, che insieme ad altri appassionati ha dato vita a Idrovolo, associazione sestese che ad oggi conta oltre 50 iscritti.

La giornata di domenica sarà dedicata alla rievocazione di un’impresa epica, il recupero dei superstiti del dirigibile Italia  con il volo di Umberto Maddalena partito da Sesto Calende esattamente 90 anni fa. L’evento è organizzato in collaborazione con Lilt, Lega Italiana Lotta contro i Tumori e con il Coordinamento del Volontariato di Sesto Calende. 

L’evento: 10 giugno, un volo per la ricerca

s.55 missione "tenda rossa"

«La nostra associazione – spiega Lapenta – è nata alla fine del 2017, e riunisce una platea appassionati e di soci che per esperienza personale, hanno grandi e diverse competenze in materia. Lo scorso anno abbiamo promosso alcuni eventi aeronautici rivolti agli studenti e non solo. Il nostro obiettivo è proprio quello di promuovere la cultura in materia di aviazione e diventare allo stesso tempo un soggetto di riferimento sul territorio per eventi che riguardano il mondo del volo e dell’aeronautica. Penso che in nessun altro territorio italiano, come il Varesotto e l’area di Sesto Calende in particolare, ci sia altrettanta ricchezza in termini di cultura e saperi».

Oltre alle iniziative con le scuole, tra gli appuntamenti firmati Idrovolo, c’è anche un evento che alcuni mesi fa che ha riscosso un grande successo, “Un gioiello di aeroporto“. Si tratta del “Joe Scalise International Airport” realizzato da Giuseppe Scalise, un grande plastico di 32 metri quadrati riproduce un’aerostazione immaginaria composta da ben sette aeroporti fra i più famosi al mondo (New York, Malpensa, Toronto, Los Angeles, Shangai, Hong Kong, Denver).

«È stata una bella esperienza e un’occasione per poter parlare di aviazione anche con i giovani e gli studenti delle scuole sestesi – conclude Lapenta -. Come associazione ci siamo messi a disposizione per poter riproporre il plastico anche in altri comuni, a breve, ad esempio potrà essere ammirato anche ad Angera, il 30-1 luglio, nel fine settimana dell’esibizione delle Frecce Tricolori».

 

Maria Carla Cebrelli
mariacarla.cebrelli@varesenews.it
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Pubblicato il 08 Giugno 2018
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