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Da Varese al Verbano mancano 172 medici di base: attivato un ambulatorio temporaneo a Laveno

Il trasferimento di un medico da Cocquio al Luinese ha contribuito ad aggravare la situazione nel Medio Verbano, dove è stato necessario attivare un servizio temporaneo per gli assistiti

medico al computer

Sono 172 gli incarichi vacanti dei medici di medicina generale nel territorio dell’Asst Sette Laghi. È il dato complessivo indicato nella delibera che fotografa la situazione, in vista della pubblicazione sul BURL. Lo  scorso 1 aprile sul Bollettino regionale si sono aperti i termini per presentare le domande da parte dei curanti che vogliono svolgere la propria attività. Le domande devono pervenire entro le ore 16 di lunedì 20 aprile.

 

Le zone più in difficoltà

Il quadro mostra criticità significative soprattutto nei centri più popolosi e nei territori già sotto pressione:

  • Varese Brinzio e Lozza: 27 medici mancanti
  • Laveno area medio lago e Gavirate: 11 incarichi vacanti
  • Azzio Cuvio Orino Castello Cabiaglio Cocquio e Gemonio : 6
  • Dumenza Agra Curiglia, Maccagno, Tronzano e Luino : 11
  • Laveno Mombello Sangiano : 6
  • Sesto Calende e Mercallo : 4
  • Cadrezzate, Travedona Monte Ispra, Comabbio, Ternate Varano B. e Vergiate: 10
  • Lonate Ceppino e Tradate: 10
  • Venegono Inf e Sup, insieme a Vedano Olona: 9
  • Malnate : 8

Per alcuni ambiti sono stati disposti dei vincoli di apertura come a Buguggiate, Daverio e Casale Litta, Rancio Valcuvia, Maccagno con Pino e Veddasca, Valganna Castelseprio. I medici che sceglieranno quel territorio dovranno attivare l’ambulatorio in quei comuni.

I numeri, dunque, confermano una difficoltà strutturale nel garantire la copertura capillare dei medici di famiglia, soprattutto nei territori più estesi o densamente abitati.

Il caso Cocquio e l’ambulatorio temporaneo

Tra gli elementi di criticità emersi il caso del curante di Cocquio che ha chiesto la mobilità in un altro ambito della Sette Laghi. La scelta di trasferirsi nel Luinese dal primo aprile, ha costretto la Sette Laghi ad attivare un ambulatorio temporaneo a Laveno.

Una soluzione che il gruppo di opposizione Primavera Cocquio imputa all’amministrazione accusandola di non aver favorito un’alternativa più adeguata alla popolazione più fragile. Il comune avrebbe poi indicato un locale a disposizione: «scopriamo con stupore della delibera di Giunta del 31 marzo 2026 – scrive in un post social il gruppo di opposizione – che l’ambulatorio temporaneo a cui si fa riferimento è quello nell’ex scuola Maletti. Lo stesso ambulatorio che è stato negato in tutti questi anni ai medici di base senza trovare spazi pubblici alternativi».

Quattro incarichi temporanei

Lo scorso 30 marzo, la Sette Laghi ha pubblicato un bando per assegnare 4 incarichi a tempo determinato per il servizio di Assistenza Primaria: nel Distretto di Varese, ambito di Malnate per assistiti 1500 con decorrenza 01.05.2026; nel Distretto di Laveno, ambito di Azzio, Cuvio, orino, Castello Cabiaglio, Gemonio, Cocquio Trevisago, per assistiti 1100 con decorrenza 01.05.2026; nel Distretto di Luino, ambito di Mesenzana, Brissago Valtravaglia, Grantola, Montegrino Valtravaglia  per assistiti 1000 con decorrenza 01.05.2026; nel Distretto di Arcisate, ambito di Besano, Brusimpiano, Cuasso al Monte, Porto Ceresio  per assistiti 1750 con decorrenza 01.05.2026.

Gli incarichi avranno durata annuale salvo recesso anticipato ovvero in caso di nomina di Medico del Ruolo Unico di Assistenza Primaria Titolare per codesta ASST.

Una carenza diffusa

Il tema della medicina territoriale è preoccupante ormai da anni e il potenziamento delle case di comunità, al momento, non hanno portato giovamento. Con la nuova ondata di domande da parte dei nuovi medici si potranno colmare alcune criticità.

Il percorso per arrivare all’apertura degli ambulatori è ancora lungo: le domande vanno accettate e i medici poi devono indicare dove aprire il proprio ambulatorio i cui costi, ricordiamo, sono a loro carico, a meno di un’offerta da parte del territorio».

Ricordiamo, infine, che gli ambiti considerano il rapporto ottimale tra curante e assistiti, circa 1 ogni 1500 cittadini. Per ovviare alla mancanza di figure e assicurare un medico a ogni cittadino si è previsto, da una parte, l’ampliamento del numero di assistiti fino a 2000 per medico, l’impiego dei professionisti in formazione, ma con un numero ridotto di cittadini, e l’attivazione di Ambulatori temporanei gestiti in orari concordati da altri curanti che si mettono a disposizione senza diventare, però, il medico delle persone che prende in carico.

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Pubblicato il 03 Aprile 2026
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