Il Canada si avvicina all’Unione Europea. Cosa significa a livello politico ed economico
Commercio, materie prime, terre rare, Artico e autonomia strategica: il podcast affronta le ragioni economiche e geopolitiche che stanno rafforzando il rapporto tra le due sponde dell’Atlantico
Un Canada sempre più vicino all’Unione Europea, non soltanto sul piano commerciale e della cooperazione internazionale, ma attraverso un vero e proprio accordo di associazione. È l’ipotesi al centro di “Giù le mani dall’Europa”, il podcast di Radio Materia con Massimo Gaudina e Vincenzo Salvatore, con la regia di Orlando Mastrillo.
Gaudina, ex giornalista, funzionario europeo e professore a contratto all’Università di Milano, e Salvatore, professore di diritto dell’Unione Europea all’Università dell’Insubria, partono da una domanda: cosa significherebbe per il Canada diventare un Paese associato all’Unione Europea?
Che cos’è un accordo di associazione con l’Unione Europea
Gli accordi di associazione sono uno degli strumenti attraverso i quali l’Unione Europea costruisce rapporti particolarmente stretti con Paesi terzi. Definiscono diritti e obblighi reciproci, azioni comuni e procedure di cooperazione. Uno degli aspetti può riguardare l’integrazione economica e commerciale, fino alla creazione di aree di libero scambio. Alla base del rapporto ci sono inoltre principi politici e valori condivisi, a partire dal rispetto della democrazia.
Storicamente questo strumento è stato utilizzato in contesti differenti: nei rapporti con Paesi candidati all’ingresso nell’Unione, con Stati geograficamente vicini oppure nell’ambito della cooperazione con Paesi in via di sviluppo. L’ipotesi canadese discussa nel podcast avrebbe quindi caratteristiche particolari: riguarderebbe una grande economia avanzata del Nord America e potrebbe rappresentare uno strumento per rafforzare il rapporto politico e strategico tra le due sponde dell’Atlantico.
Dal commercio alle materie prime: perché il Canada interessa all’Europa
La questione non riguarda soltanto gli scambi commerciali. Nel podcast Gaudina e Salvatore affrontano il tema dell’autonomia strategica europea, cioè della capacità dell’Unione di costruire e diversificare le proprie relazioni economiche e internazionali. Il Canada può avere un ruolo importante anche per l’accesso a materie prime e risorse considerate strategiche, comprese le terre rare. A questo si aggiunge il crescente interesse internazionale per l’Artico e per le rotte commerciali che potrebbero svilupparsi nella regione.
Una maggiore integrazione economica potrebbe inoltre avere conseguenze per imprese e cittadini europei, facilitando gli scambi con un importante mercato internazionale e rafforzando la cooperazione con un partner con il quale esistono già numerosi rapporti.
Un rapporto costruito negli anni
Unione Europea e Canada partono infatti da una collaborazione già consolidata. Un tassello importante è il CETA, l’accordo economico e commerciale tra UE e Canada. A questo si affiancano la cooperazione all’interno della NATO e altri ambiti di collaborazione internazionale. Ci sono poi legami storici e culturali. Il Canada ha profonde radici europee e un sistema democratico che presenta numerosi punti di contatto con quelli dei Paesi dell’Unione.
Sul fondo resta il mutamento degli equilibri internazionali. Le tensioni commerciali, le politiche dei dazi e la crescente competizione tra le grandi potenze spingono Bruxelles a interrogarsi su come ampliare e consolidare la propria rete di alleanze.
Dalla proposta politica a un eventuale accordo
Un’associazione, in ogni caso, non nascerebbe automaticamente da un’intesa politica. Sarebbe necessario definire contenuti, diritti e obblighi delle parti attraverso un negoziato e seguire le procedure previste a livello europeo per arrivare alla conclusione di un eventuale accordo. È proprio questo possibile nuovo rapporto tra Canada ed Europa, con le sue implicazioni economiche, giuridiche e geopolitiche, a fare da filo conduttore alla puntata di “Giù le mani dall’Europa” su Radio Materia.






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