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Giornata della vita, il bilancio del CAV Medio Verbano: quasi 60 famiglie sostenute nel 2025

Volontarie e volontari dell'associazione con sede a Mombello organizzano una vendita di fiori fuori dalle chiese per sostenere le attività: lo scorso anno sono nati 16 bambini tra i nuclei assistiti

giornata della vita - foto Pixabay

La “Giornata per la vita” indetta dai vescovi italiani e giunta alla 48a edizione – si celebra domenica 1° febbraio – è anche il momento per un consuntivo da parte delle associazioni che si occupano del sostegno familiare. Tra esse ci sono i CAV, i Centri di Aiuto alla Vita, nati per difendere la vita umana fin dal concepimento e luoghi di accoglienza e accompagnamento delle mamme e dei loro bambini.

Il CAV del Medio Verbano, che ha la propria sede a Mombello, ha un ruolo importante su un ampio territorio che comprende il Luinese, la Valcuvia e la zona circostante a Laveno. Nel 2025 volontarie e volontari hanno seguito 56 famiglie, in prevalenza straniere, con azioni a sostegno della maternità che comprendono si aiuti in natura (pannolini, attrezzature e strumenti per la prima infanzia) sia buoni spesa sia pagamenti di utenze. (foto Pixabay)

Importante la collaborazione con i Servizi Sociali che permette di indirizzare al meglio i vari contributi, favorendo l’inserimento dei bimbi al Nido ma anche la qualificazione delle mamme che partecipano a corsi di vario genere. Da quelli professionali a quelli per imparare la lingua italiana ma anche per il conseguimento della patente di guida, tutte iniziative volte a migliorare l’integrazione nel nostro Paese e a dare un futuro migliore ai nuovi nati (16 nel 2025 tra le famiglie seguite dal CAV).

Il tutto grazie alla generosità delle persone che sostengono il CAV partecipando alle varie iniziative proposte. Proprio per questo, nel fine settimana del 31 gennaio-1 febbraio, il personale del CAV sarà presente in diversi paesi, prima e dopo le varie messe, con una vendita di fiori il cui ricavato servirà proprio a coprire le spese di tutta l’attività. «Essere al servizio del bimbo non ancora nato significa lavorare per il bene anche della mamma che lo sta portando in grembo. Le due vite non sono in conflitto, ma il vero interesse di una è legato al vero bene dell’altra e viceversa – spiegano le volontarie del Medio Verbano – Il nostro compito non è forzare la libertà della donna, ma darle la possibilità di esercitarla pienamente, dicendole la verità delle cose e offrendole, oltre gli aiuti concreti per sostenere la scelta a favore della vita, la nostra presenza amichevole e soprattutto rendendola consapevole della gioia che può dare il dono di un bambino».

In questo lavoro di accompagnamento il CAV prevede anche incontri mensili delle volontarie per la verifica degli interventi da fare nelle diverse situazioni ma anche per momenti di formazione di tipo psicologico e culturale. Il CAV del Medio Verbano sta inoltre organizzando un incontro sul “fine vita” e sulle cure palliative, un altro tema su cui si gioca la concezione della vita come dono o come assoluta autodeterminazione.

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Pubblicato il 29 Gennaio 2026
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