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L’emozione di Leonardo, tedoforo per un giorno: “La fiamma olimpica è il coraggio di non arrendersi mai”

Lo studente dell'Isis Stein di Gavirate ha percorso il suo slot ad Arona tra gli applausi di compagni, docenti e famiglia. Un momento di sport che diventa una lezione di vita e inclusione per tutto il territorio

L’emozione di Leonardo, tedoforo per un giorno

Ci sono immagini che restano impresse non per la velocità della corsa, ma per la luce che emanano. Mercoledì 14 gennaio, alle 16:30, Piazza Gorizia ad Arona si è trasformata in un palcoscenico di speranza quando la fiamma olimpica di Milano Cortina 2026 è passata nelle mani di Leonardo Taormina. Un’emozione condivisa dalle tantissime persone che hanno vissuto il passaggio della fiamma olimpica a Varese poche ore dopo, in un bagno di folla ed entusiasmo incredibile e senza precedenti.

Studente della classe 3B dell’indirizzo Socio-sanitario (SSAS) all’Isis Stein di Gavirate, Leonardo non ha solo percorso un tratto di strada: ha portato con sé il sogno di una comunità intera. La sua candidatura, inviata un anno fa dalla sua insegnante di sostegno, la professoressa Beatrice Baratelli, al Comitato Olimpico Internazionale, è diventata realtà nella tappa numero 38 della staffetta.

Un cammino condiviso

Sotto il cielo di gennaio, il calore non era solo quello della torcia. A sostenere Leonardo c’erano tutti, i compagni di classe, i professori, gli educatori e gli specialisti del CRS di Besozzo (Fondazione Piatti). Un “muro” d’affetto che ha sciolto l’ansia dei giorni precedenti, trasformandola in pura gioia.

«Quando la prof Bea ci ha proposto di candidare Leo, abbiamo accettato subito con entusiasmo – raccontano i familiari -. La Fiamma Olimpica non è solo sport, è unione e inclusione. Temevamo come avrebbe affrontato l’evento, essendo lui molto sensibile, ma vederlo così fiducioso è stato un regalo immenso. Il merito va al sostegno incredibile ricevuto dalla scuola e da Bea, a cui va il nostro grazie più speciale».

Oltre ogni limite

Accanto a lui, durante lo slot di staffetta, non è mai mancata la presenza discreta e complice della professoressa Baratelli. In quel momento, tra i battiti di mani e il silenzio commosso del pubblico, le barriere sono svanite.

«Il silenzio si è trasformato in un lungo applauso carico di rispetto», spiega la prof. Ogni passo di Leonardo ha gridato un messaggio potente: l’inclusione non è un concetto astratto da manuale scolastico, ma un’azione concreta che nasce dal lavoro quotidiano, dalla fiducia di una Dirigente (Laura Ceresa) lungimirante e dalla forza di chi non si arrende davanti alle sfide.

Una vittoria per tutti

Il sacro fuoco di Olimpia ha illuminato i volti dei ragazzi dello Stein e degli amici di Besozzo, lasciando una traccia indelebile nella memoria di chi ha assistito a questo momento unico.

«Questa giornata ci ha insegnato che la grande vittoria è non lasciare mai nessuno indietro», conclude la mamma di Leonardo. Per l’Isis Stein e per tutto il territorio varesino, il passaggio della torcia rimarrà come il simbolo di un viaggio bellissimo, dove il cuore conta molto più dei chilometri percorsi.

Leonardo ha corso per sé, ma ha vinto per tutti.

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Pubblicato il 15 Gennaio 2026
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