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Attenzione, adesso rubano le api

Il furto di api è in crescita: gli apicoltori denunciano sottrazioni importanti di arnie nottetempo, anche 40 o 50 per volta. Operazione possibili solo a persone esperte

Rubano i vestiti, rubano il rame, rubano i componenti elettronici. E, naturalmente, rubano l’oro e rubano i soldi. Nella lunga lista di quello che le persone rubano mancavano però ancora le api.

Quello del furto delle api – o meglio delle arnie o degli sciami: casse grandi o piccole lasciate nei campi affinche i piccoli animali si cibino di cò che poi diventerà miele – è invece un fenomeno non solo da sempre esistente, ma in questi ultimi mesi in crescita: «A mio fratello l’anno scorso hanno rubato un intero apiario: altri ne hanno rubati nel mese di luglio. Con l’anno nuovo è ripresa la storia: già a gennaio ad Azzio è stata rubata una 15 di sciami, martedì scorso a Casale Litta ne sono stati rubati una ventina, ieri invece mio cugino a Brebbia ha subito un furto tra i 40 e i 50 sciami» ha spiegarlo è Michele Mottalini, apicoltore di Brebbia e presidente dei produttori apistici di Confagricoltura Varese, che spiega anche gli ipotetici particolari tecnici del furto: «Si muovono di notte e caricano velocemente le arnie: un metodo che fa pensare che siano colleghi o perlomeno professionisti, perché caricare velocemente delle arnie prevede una certa capacità e dell’attrezzatura specifica come maschere e guanti»

Un fenomeno che comincia a destare seria preoccupazione tra gli apicoltori: «I furtarelli ci sono sempre stati – spiega Mottalini – Che ne spariscano una o due capita, anche perchè di solito sono piazzate in campi lontani dalle case e perciò non sono sotto stretto controllo. Ma da due anni a questa parte portano via l’apiario intero: che signfica non sola la perdita delle api, ma anche del raccolto seguente. Le api costano circa 100 euro l’una: uno sciame da 50 api vuol dire perdere 5000 euro. Ma, soprattutto, significa perdere il raccolto di miele che le api stanno preparando per la nuova stagione produttiva».

Malgrado le indagini, se non colti sul fatto, siano difficili, gli apicoltori vittima non si sono persi d’animo e hanno sporto denuncia: «Qualcuna di esse è corredata anche da alcuni filmati speriamo si riesca a risalire a chi commette questi reati. Comunque stiamo già pensando di organizzarci con microchips satellitari, in modo che gli apiari rubati siano rintracciabili via gps».

Pubblicato il 29 Marzo 2013
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