Imu agricola, Coldiretti: “La pensione non cancella le agevolazioni”
La pronuncia numero 1040 del 2026 potrebbe incidere sui contenziosi ancora aperti con i Comuni che negano le agevolazioni ai pensionati regolarmente iscritti alla gestione agricola
Una recente sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia riconosce il diritto alle agevolazioni Imu anche ai coltivatori diretti pensionati, a condizione che continuino a sussistere i requisiti legati all’attività agricola e all’iscrizione alla previdenza di settore. Coldiretti Varese accoglie con favore una pronuncia destinata a incidere anche sui contenziosi ancora aperti.
La decisione, identificata con il numero 1040 del 2026, interviene su una questione che negli ultimi anni ha generato interpretazioni differenti da parte dei Comuni. Il nodo riguarda la possibilità, per chi percepisce una pensione, di continuare a beneficiare delle agevolazioni previste per i terreni agricoli.
Il requisito dell’iscrizione alla previdenza agricola
Secondo quanto riferito da Coldiretti, la condizione di pensionato non impedisce automaticamente l’accesso ai benefici Imu. È però necessario che il contribuente continui concretamente a svolgere l’attività agricola e mantenga l’inquadramento previdenziale richiesto. Nella sentenza viene richiamato il principio secondo cui «la permanenza del requisito dell’iscrizione alla previdenza agricola costituisce l’unica condizione richiesta per la fruizione dei benefici fiscali».
La pronuncia si inserisce nel quadro normativo vigente e richiama anche i più recenti orientamenti della Corte di Cassazione.
Coldiretti Varese: “Un chiarimento importante per il territorio”
Per Coldiretti Varese si tratta di un passaggio rilevante soprattutto per quei coltivatori che, anche dopo il pensionamento, continuano a lavorare direttamente i propri terreni. «Esprimiamo soddisfazione per questa pronuncia, perché chiarisce un principio fondamentale anche per il nostro territorio: la condizione di pensionato non può cancellare il riconoscimento di agevolazioni previste per chi continua concretamente a svolgere attività agricola» – così Pietro Luca Colombo, presidente di Coldiretti Varese. Il tema ha una particolare importanza in provincia di Varese, dove molte aziende agricole sono a conduzione familiare e il lavoro dei coltivatori più anziani resta essenziale per la continuità delle attività.
Agricoltura e presidio delle aree rurali
Coldiretti sottolinea che il ruolo dei coltivatori pensionati non si limita alla produzione agricola. La loro presenza contribuisce anche alla manutenzione di prati, boschi, terrazzamenti e pascoli, oltre a contrastare l’abbandono delle aree rurali e montane. «In provincia di Varese questo presidio ha un valore economico, ambientale e sociale: significa produzione agricola, manutenzione del paesaggio, prevenzione dell’abbandono e presenza quotidiana nelle aree rurali e montane» – prosegue il presidente di Coldiretti Varese.
La decisione potrebbe ora avere effetti sui procedimenti ancora pendenti e sulle posizioni assunte da quei Comuni che continuano a negare l’agevolazione ai pensionati iscritti alla gestione previdenziale agricola.
La richiesta di regole applicate in modo uniforme
Secondo Coldiretti, interpretazioni troppo restrittive producono incertezza e costringono le imprese agricole ad affrontare ricorsi, spese e lunghe procedure per ottenere benefici già previsti dalla normativa. Anche Coldiretti Como Lecco evidenzia la necessità di criteri applicati in modo uniforme, soprattutto nei territori dove la presenza dei coltivatori anziani è decisiva per la cura dei fondi e la sopravvivenza delle aziende familiari. La sentenza non elimina la necessità di verificare i requisiti nei singoli casi, ma chiarisce che il pensionamento, da solo, non può essere considerato un motivo sufficiente per escludere un coltivatore diretto dalle agevolazioni Imu.






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