Beko passa interamente ai turchi. Da Varese un coro di richieste: «Tutelare fabbrica e indotto»
Sindacati e imprese reagiscono all'uscita definitiva di Whirlpool e chiedono certezze sul rilancio del sito di Cassinetta e sulla filiera locale
Con la cessione dell’ultima quota del 25% detenuta da Whirlpool, Beko Europe passa ora interamente sotto il controllo del gruppo turco Arçelik. Si chiude così definitivamente il percorso di uscita della multinazionale americana dal capitale della società nata dall’integrazione delle attività europee dei due gruppi e si spezza anche l’ultimo legame diretto con la lunga storia industriale di Ignis e Whirlpool nel territorio varesino. L’operazione era attesa dagli osservatori e dagli addetti ai lavori, ma non per questo manca di suscitare interrogativi e preoccupazioni sul futuro industriale del settore degli elettrodomestici e, in particolare, dello stabilimento di Cassinetta di Biandronno.
Tra i primi a commentare la notizia c’è Daniele Magon, segretario generale della Cisl dei Laghi. «L’uscita totale degli americani da Beko Europe è la fine di un processo di disimpegno che dimostra come queste aziende siano davvero poco attente alle persone, al territorio e a tutto ciò che è stato fatto insieme ai sacrifici che i loro dipendenti hanno sostenuto per l’azienda. Al centro ci sono solo il denaro e i numeri: le persone hanno valore solo quando servono. Non è la prima volta che gruppi di questo genere decidono di disinvestire senza quel sentimento che dovrebbe mantenersi nel rapporto di partecipazione attiva che i dipendenti hanno sempre avuto per il bene dell’azienda e delle persone che lavorano e vivono sul territorio».
Sul significato dell’operazione interviene anche il presidente di Confartigianato Imprese Varese, Paolo Rolandi. «Ogni volta che la proprietà si allontana, il territorio pesa di meno nelle scelte e le sue imprese restano più sole. A Cassinetta ci sono impegni scritti, 136 milioni di investimenti e ammortizzatori sociali fino al 2027, e ci aspettiamo che vengano onorati con un calendario e una verifica pubblica. Non chiediamo assistenza: chiediamo che chi produce valore sul territorio venga sostenuto come si sostiene un’infrastruttura».
Rolandi richiama poi l’attenzione sulla filiera delle piccole e medie imprese che ruota attorno allo stabilimento varesino. «La forza di Varese non è mai stata una sola grande fabbrica, ma la rete di piccole imprese e di fornitori che le sta attorno. È questa rete che va sostenuta adesso, mentre il comparto arretra e la proprietà si allontana. Come Confartigianato Varese mettiamo a disposizione delle Pmi fornitrici i nostri servizi per l’accesso al credito e per l’orientamento verso nuovi mercati, e costruiamo formazione sulle competenze che le aziende del territorio cercano davvero. Chiediamo inoltre al Comitato della crisi un’attenzione adeguata al comparto. Agli imprenditori della filiera dico una cosa netta: non legate il vostro futuro a un committente solo. Chi diversifica per tempo i propri clienti è meno esposto a quello che si decide altrove».
Stefania Filetti, segretaria provinciale della Cgil, colloca la decisione nell’ambito di una strategia già avviata da tempo. «Whirlpool si disimpegna da Beko e Arçelik: una notizia che si inserisce nelle scelte già compiute in passato. Il processo di uscita dal mercato europeo da parte di Whirlpool era in atto ormai da anni. Con l’acquisizione di Indesit, avvenuta nel 2014, la corporation americana ha tentato di rallentare l’ingresso delle produzioni low cost cinesi, ma negli anni, nonostante le acquisizioni e le strategie commerciali e produttive, ciò che si è verificato è stata una costante diminuzione delle vendite, fatta eccezione per il periodo del Covid. Il problema principale dell’intero settore degli elettrodomestici è questo: si vendono pochi elettrodomestici e gli stipendi dei lavoratori non tengono il passo dell’inflazione. La notizia suscita una certa preoccupazione perché se il mercato non cresce è legittimo chiedersi quali saranno le intenzioni di Beko? Per quanto ci riguarda non abbasseremo la guardia sul mantenimento occupazionale, sul rispetto degli accordi e sul rilancio del sito di Cassinetta».
Altrettanto duro il giudizio di Gennaro Aloisio, segretario della Fim Cisl dei Laghi: «L’operazione finanziaria che ridefinisce gli assetti societari tra Whirlpool e Beko, con il passaggio delle quote, rappresenta l’ennesima conferma di quanto il sindacato denuncia da tempo. È l’evidente dimostrazione che la strategia della multinazionale americana non ha mai puntato sul consolidamento del valore industriale e manifatturiero, bensì su una logica prettamente speculativa e commerciale di breve respiro». Per Aloisio, la priorità resta la tutela del lavoro e della produzione sul territorio.
«Di fronte a questo scenario di disimpegno, la nostra priorità assoluta resta la tutela dei siti produttivi e dell’occupazione nella nostra provincia. Per questa ragione richiederemo un incontro specifico al management dello stabilimento di Cassinetta. L’incontro programmato a settembre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy con Beko diventa ancora più necessario, perché quella sarà la sede nella quale esigere la massima chiarezza sulle prospettive industriali, sul futuro dei marchi storici oggi in portafoglio e, soprattutto, sulle reali ricadute per le produzioni attualmente realizzate in Italia».
Per Fabio Dell’Angelo, segretario della Uilm Altomilanese, l’uscita definitiva di Whirlpool era un passaggio ormai previsto. «Quel 25% era sostanzialmente una quota di scopo. Conclusa la fase di acquisizione e integrazione era prevedibile che Whirlpool cedesse anche la partecipazione residua. Da oggi non ci sono più ambiguità: la responsabilità delle scelte industriali è interamente in capo a Beko». Per il sindacalista l’operazione non modifica gli accordi sottoscritti al Ministero, ma rende ancora più necessario verificare il rispetto degli impegni assunti. «Continueremo a monitorare investimenti e sviluppo del sito di Cassinetta. La vera preoccupazione oggi è la mancanza di volumi: l’azienda può migliorare l’efficienza e la marginalità dei prodotti, ma senza vendite e senza produzione il problema resta. Servono volumi, investimenti e nuovi prodotti. È su questi elementi che si gioca il futuro dello stabilimento».
La Uil guarda con attenzione alle prossime mosse del gruppo turco. Il segretario provinciale Antonio Massafra sottolinea che «come sindacato ci interessa la continuità del sito produttivo e il mantenimento dei livelli occupazionali. Ora la proprietà di Beko Europe deve rispettare il piano industriale e garantire che il sito produttivo di Cassinetta rimanga il polo produttivo dell’elettrodomestico da incasso».
Dal fronte della Fiom Cgil arriva infine il commento del segretario provinciale Nino Cartosio, che evidenzia come la formalizzazione dell’operazione non rappresenti una sorpresa. «Non ci hanno ancora comunicato l’atto formale, ma era ampiamente previsto e prevedibile da quando sono arrivati i turchi. Non si tiene il 25% di una società soltanto per stare a guardare. Ora c’è un piano industriale che va rispettato e il gruppo turco è chiamato a confermare gli investimenti annunciati e a garantire il futuro produttivo e occupazionale di Cassinetta».
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