Mille miliardi di alberi: uomo e natura dialogano nei quadri di Martina Forni a Santa Maria Maggiore
Le opere dell'artista di Cravegna invitano l'osservatore a riflettere sul valore delle piante per la sopravvivenza dell'essere umano e su tutto ciò che silenziosamente possono insegnargli
A trillion trees: quello che gli alberi non dicono è la nuova creazione di Martina Forni, artista di Cravegna (Crodo), che lunedì 3 agosto ha portato alla Casa del Profumo di Santa Maria Maggiore una raccolta di quadri che esplora il legame tra piante e esseri umani, cercando di attingere a quella saggezza nascosta che gli alberi possono insegnare a ognuno di noi.
Gli alberi, insegnanti silenziosi
L’esposizione – prima personale dell’artista – trae ispirazione dai meccanismi evolutivi e di collaborazione che caratterizzano alcune specie di alberi diffusi in tutto il mondo. Si tratta di aspetti del mondo vegetale che invitano l’osservatore a interrogarsi su quanto l’Uomo abbia da imparare da queste creature silenziose nella vita di tutti i giorni.
Si parte infatti dal ginepro e dalle sue bacche che hanno bisogno di due anni per maturare: un invito alla pazienza. Si prosegue con l’acero montano, che coi suoi colori montani è in grado di comunicare con gli insetti, «Mentre noi – sottolinea Forni – facciamo spesso fatica a dialogare anche con altri individui della nostra stessa specie».

C’è poi il faggio, diffusissimo in Ossola, che scambia sostanze nutritive con il micelio sotterraneo per sopravvivere: «Un promemoria – ricorda l’artista – su come il nostro benessere dipenda dalla salute delle nostre radici e di come la sopravvivenza non sia mai un viaggio solitario».

L’Uomo che cambia la natura, la natura che cambia l’Uomo
Al centro della mostra c’è anche un forte messaggio ecologista. Il titolo (in italiano: Mille miliardi di alberi) richiama le idee del botanico Stefano Mancuso, che suggerisce come piantare quell’esatto numero di alberi sia uno dei modi più concreti per contrastare l’accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera e – di conseguenza – il riscaldamento globale.

«Oggi sulla Terra – ricorda Forni – vivono tre mila miliardi di alberi. All’alba della nostra specie, 12.000 anni fa, erano il doppio». Un confronto forte, anche alla luce di un altro dato: tra il 2020 e il 2021, infatti, il peso di tutta la vita sul pianeta (che per l’87% è rappresentato da piante) è stato superato dal peso dei materiali sintetici prodotti dall’Uomo, in particolare cemento e plastica.
«Attraverso i miei quadri – spiega l’artista – non voglio sminuire l’essere umano. Il nostro cervello è sicuramente un vantaggio evolutivo, ma è uno strumento potente in mano a una specie ancora giovane. Proviamo a scendere dalla piramide in cima alla quale ci siamo posizionati e a rimetterci in cerchio insieme a tutti gli altri esseri viventi. Perché se da una parte l’Uomo è in grado di intervenire sulla natura, anche la natura può cambiare il nostro modo di vivere».
La mostra si potrà visitare gratuitamente tutti i giorni dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 18:00 fino al 30 agosto.













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