Il progetto Family+ sostiene novantasei nuclei familiari dell’Ovest Ticino
Superati gli obiettivi iniziali del consorzio intercomunale con centosessanta giovani seguiti sul territorio. Investimenti in formazione e approccio multidisciplinare per contrastare l'isolamento sociale
Romentino diventa il centro di un bilancio significativo per il welfare territoriale novarese. Il progetto Family+, promosso dal Consorzio intercomunale per la gestione dei servizi socio-assistenziali dell’Ovest Ticino, sta raccogliendo risultati che superano le previsioni iniziali nell’ambito del programma regionale sulla Genitorialità Positiva. L’iniziativa, partita nel settembre 2024, si è strutturata come un intervento di prossimità capace di integrare il supporto educativo personalizzato con attività di gruppo e azioni di vicinanza solidale.
Secondo quanto dichiarato dalla presidente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio, Carla Zucco, il piano «nasce con l’obiettivo di sostenere le famiglie con figli minorenni e rafforzare le reti educative territoriali». Si tratta di un modello che punta a «contrastare l’isolamento sociale e a promuovere relazioni di supporto tra famiglie», facilitando al contempo l’accesso alle diverse opportunità offerte dal territorio.
I numeri registrati fino a oggi delineano un quadro di forte partecipazione: sono 96 le famiglie coinvolte, equamente divise tra nuclei italiani e provenienti da quindici diverse nazioni straniere. In totale, il progetto ha accompagnato 160 tra bambini, ragazzi e adolescenti. Queste cifre, come sottolineato da Carla Zucco e dalla responsabile dell’Area Adulti, minori e famiglie, «dimostrano il superamento, con largo anticipo, degli obiettivi inizialmente previsti e che, di fatto, confermano la forte domanda di sostegno alla genitorialità presente nel territorio ».
Un pilastro fondamentale dell’attività riguarda l’inclusione sociale, mediata dalla partecipazione a iniziative educative e sportive. La dottoressa Caprino spiega che, oltre agli interventi individuali, le attività di gruppo sono essenziali per costruire reti di supporto informale. In questo contesto, sono stati attivati «percorsi specifici rivolti a madri con background migratorio, finalizzati a ridurre l’isolamento relazionale e a promuovere legami di vicinato, conoscenza reciproca e mutuo sostegno». L’obiettivo resta quello di intervenire preventivamente, sostenendo i nuclei familiari «prima che le difficoltà diventino emergenze».
Il Direttore del Cisa, Valentina Bertone, pone l’accento sulla metodologia adottata, evidenziando come Family+ sia «fortemente caratterizzato anche dalla scelta di un significativo investimento nella formazione continua degli operatori e per un approccio multidisciplinare che integra competenze educative, sociali e metodologie basate sui linguaggi espressivi e relazionali».
Il percorso di condivisione dei risultati proseguirà nei prossimi mesi con momenti di confronto pubblico. Il presidente dell’Assemblea dei sindaci del Cisa, Lido Beltrame, ha anticipato che in tali occasioni «saranno coinvolti istituzioni, servizi, scuole e realtà del territorio per una restituzione a trecentosessanta gradi delle azioni svolte dal 2024 a oggi a favore dei minori, della loro inclusione, della socializzazione e della genitorialità positiva».






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