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Emma Morano, la donna di Verbania che visse 117 anni

La straordinaria storia di Emma Morano, scomparsa nel 2017 all'età di 117 anni. Fino al 2015 ha vissuto da sola e in autonomia. In molti si sono interrogati sul segreto della sua longevità

Emma Morano, la donna più longeva del mondo

Alle undici e mezza di sera del 29 novembre 1899, a Civiasco comune piemontese della provincia di Vercelli, venne alla luce una bambina. I suoi genitori la chiamarono Emma Martina Luigia Morano, per tutti Emma.

Emma Morano visse 117 anni e morì nel sonno il pomeriggio del 15 aprile 2017 nella sua casa di Pallanza, frazione di Verbania sul Lago Maggiore. Di lei hanno raccontato i media italiani e quelli stranieri. Sulle rive del Verbano sono arrivati i giornalisti e le videocamere, tanti biglietti di auguri (quello “da tradizione” firmato dal presidente della Repubblica e quello in formato gigante che le spedì nel 2015, l’allora ambasciatrice di Expo, Carla Fracci) e perfino i ricercatori provenienti dall’altra parte del mondo, mossi dalla curiosità – scientifica – di conoscere il suo segreto, quel dono di longevità che non solo le ha permesso di diventare decana dell’umanità ma che l‘ha portata a invecchiare in quel modo straordinario.

Emma Morano ha vissuto in autonomia fino al 2015. In un’intervista video, realizzata quando di primavere ne aveva già viste sbocciare 109, la si può osservare mentre si prepara il pranzo e chiacchiera, riordinando con lucidità i ricordi di una vita. Per le faccende che non poteva sbrigare da sola era assistita dai famigliari e negli ultimi anni era vegliata da una badante.

Nei video più recenti, quelli realizzati al suo 116esimo compleanno, la ritroviamo visibilmente più anziana, con il fiato più corto ma comunque consapevole nei suoi pensieri.

Che cosa mangia? È la domanda che le fu posta più spesso, perché oltre alla genetica è nell’alimentazione che molti sperano di ritrovare l’elisir. «Tre uova al dì e un pochino di carne cruda macinata, come ha detto il dottore». Chissà se proprio quella dieta semplice e ripetitiva sia stata la chiave che l’ha portata ad attraversare tutto il Novecento e quasi due decenni degli anni Duemila.

Quanti accadimenti ha visto passare Emma. Due guerre mondiali, una pandemia (l’influenza spagnola), dieci papati, due regni e in tempi più moderni, la guerra fredda, il crollo del muro di Berlino, la nascita dell’Unione Europea, l’attacco alle Torri Gemelle. Di quella storia che ha visto passare e vissuto, ne ha parlato alcuni anni fa con il giornalista Michele Brambilla che pubblicò sulla Stampa un’intervista realizzata in occasione del centododicesimo compleanno. «Sono contenta – raccontò Emma in quell’occasione – della vita che ho fatto. Il periodo più bello è stato la giovinezza: niente di particolare, ma andavo a ballare il valzer, ed ero felice così».

Se ve lo state chiedendo, no, la vita di Emma Morano non è stata facile, tutt’altro. E non è un caso che, per celebrarla, nel 2016, a Verbania fu portato a teatro uno spettacolo ispirato alla sua vita.

Emma per chi l’ha conosciuta e per chi ne ha ricostruito la vita è stata un simbolo, di coraggio e ribellione. La Morano l’amore lo incontrò da giovanissima ma fu soltanto un lampo. Il primo fidanzato lo portò via la Grande Guerra e pochi anni dopo fu costretta a sposare Giovanni Martinuzzi, marito violento (“Mi picchiava tutti i giorni” rivelò Emma) dal quale ebbe un figlio, Angelo, che però morì dopo appena sei mesi di vita. Erano altri tempi, nel ’38 le donne separate si contavano sulle dita di una mano. Ma in quell’anno da quella gabbia che era diventata la sua casa, Emma se ne andò dimostrando tutta la sua forza. Fu una delle prime donne italiane a separarsi dal marito.

«Ho preso le mie cose e me ne sono andata» racconterà poi. La sua vita da allora prese una piega diversa. Ci furono altri corteggiatori, ammise in un’altra intervista. Ma Emma ormai aveva deciso per il suo futuro e nella sua nuova casa visse per sempre da sola.  

 

 

di mariacarla.cebrelli@varesenews.it
Pubblicato il 12 Gennaio 2022
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