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Da Verbania in bici sulle orme dei grandi campioni

Alcune proposte per trascorrere una giornata sui pedali adatte sia agli sportivi più allenati che ai ciclisti alle prime armi lungo i percorsi che hanno fatto la storia

Anche il tuo giro parte da Verbania

“Anche il tuo giro parte da Verbania”, la città lancia una campagna di rilancio del cicloturismo per portare gli amanti delle due ruote più allenati sulle orme dei più grandi campioni di tutti i tempi e i principianti e le famiglie sui percorsi immersi nella natura partendo proprio da Verbania.

Il rapporto Legambiente presentato al “Bike Summit 2020” dipinge il cicloturismo come un settore in rapida ascesa che, nel 2019, ha registrato solo in Italia 55,1 milioni di pernottamenti (dei quali 34,4 milioni di ciclo-turisti stranieri), i quali hanno generato una spesa totale stimata per 4,6 miliardi di euro (2,9 da parte degli stranieri). Beni e servizi collegati all’alloggio e alla ristorazione hanno assorbito il 64% del budget degli stranieri (61% italiani), con una spesa media giornaliera di 75 euro. In ottica di sviluppo, il noleggio di attrezzature sportive interessa il 4% dei ciclo-turisti, con una spesa media giornaliera di 40 euro per gli stranieri, 26 per gli italiani.

Un turismo per lo più locale e all’aperto, in linea con l’attuale situazione in cui ci troviamo, e green, attento alla mobilità sostenibile e compatibile con la vocazione del territorio, in cui il “soggiorno a Verbania e dintorni” diventa base di partenza per raggiungere e conquistare i principali itinerari ciclo-turistici del luogo.

Ciclo-amatore, atleta evoluto, ciclo-turista e «randonneur», con itinerari che vanno dal percorso più impegnativo di taglio sportivo, su cui si sono cimentati alcuni dei più famosi campioni italiani, fino alla gita su sentieri off-road accessibili anche al ciclista alle prime armi e alla famiglia amante della natura: il Verbano è ricco di molti percorsi di diverso grado di difficoltà, da abbinare a destinazioni e soste di carattere culturale ed eno-gastronomico.

Ecco tutti i percorsi per le diverse tipologie di ciclista:

Appassionato di ciclismo, atleta allenato

Sulle orme di campioni come Marco Pantani, Gilberto Simoni, Philippe Gilbert, Miguel Indurain e Paolo Tiralongo, oppure sulle strade dove è nato e su cui si sta allenando il ciclista campione del mondo verbanese Filippo Ganna: gli appartenenti al primo gruppo sono atleti allenati, suggestionati dall’ambizione di poter ripercorrere le strade sulle quali i campioni del Giro d’Italia si sono dati battaglia, rivedere i luoghi, riconoscere i tornanti, le rampe e i traguardi.

Monte Ologno (2015): l’impresa di Philippe Gilbert che da Piancavallo plana su Verbania

Una salita spettacolare dal punto di vista panoramico ed estremamente impegnativa da quello sportivo. Dopo Cannero Riviera, paese degli agrumi più a nord d’Italia, si sale percorrendo tornanti a picco sul lago dai panorami indimenticabili, sino ad arrivare all’incredibile vista panoramica sul Monte Ologno. Prosegue un saliscendi che attraversa Colle e Piancavallo, altro belvedere sul Lago Maggiore, poi Manegra, Pian di Sole e Premeno, tutte località immerse nella natura e in panorami da cartolina. Il ciclismo racconta che il Giro d’Italia passò sulla ‘Trarego–Colle’ il 28 maggio 2015 nella tappa da Melide a Verbania. Grande protagonista fu Philippe Gilbert, ‘Le Roi Philippe’, gigante belga delle classiche che non disdegnava di vincere nei grandi cimenti a tappe. Quel giorno lungo i durissimi tornanti che salivano allo scollinamento in località Monte Ologno perse le ruote dai compagni di fuga mentre dietro la maglia rosa Alberto Contador staccò tutti. Dal Gpm all’intersezione con la salita della Segletta, Gilbert non solo tornò sui primi ma nel tratto di continuo falsopiano staccò tutti, planando da solo a Verbania e vincendo una grande frazione.

Macugnaga (2011): Paolo Tiralongo e il gesto nobile di Alberto Contador

Alla scoperta di Macugnaga, nella Valle Anzasca. Una vallata dalla natura intatta, incantevoli borghi e tradizioni antiche, ai piedi dell’impressionante parete est del Monte Rosa. Qui il tempo scorre ancora lento, silenzioso e cordiale e, grazie anche a un territorio completamente privo di contaminanti, l’offerta enogastronomica è di alto livello, con ottime produzioni di nicchia per i consumatori più attenti. La Valle dell’oro, conosciuta già dal 1100 per la ricchezza di giacimenti auriferi nel sottosuolo, sede delle miniere più attive in Italia fino al secolo scorso oggi aperte al pubblico, si veste di colori e di profumi intensi in tutte le stagioni. La salita ai piedi del Monte Rosa inizia da Vogogna, l’antica capitale dell’Ossola Inferiore su cui domina il castello Visconteo e dove ha sede l’Ente Parco Nazionale della Val Grande. Un solo arrivo del Giro d’Italia sulla lunga ma pedalabile salita verso Macugnaga, il 27 maggio 2011. Il finale della Bergamo-Macugnaga fu spettacolare, con un attacco del siciliano Paolo Tiralongo; all’ultimo Km l’ha raggiunse la maglia rosa Alberto Contador, difendendolo dagli attacchi e intimandogli di seguirlo verso il traguardo, dove gli cederà il successo di giornata; i due sono amici e l’anno precedente erano anche compagni di squadra. Terzo fu un giovane Vincenzo Nibali.

Cascate del Toce (2003): l’ultimo scatto del Pirata Marco Pantani

Ci sono posti unici, misteriosi e quasi magici, protetti dalle montagne che li custodiscono insieme alle loro leggende. Uno di questi posti sono sicuramente le cascate del Toce: in Val Formazza, un impressionante salto d’acqua di 143m, considerato uno dei più belli delle Alpi. Emozioni da sudarsi fino a quasi 1700m di altitudine. La strada prosegue per altri 4km che, attraversata la splendida piana di Riale, portano ai 1815m del Lago di Morasco. L’intera vallata propone soste per ristori a base di prodotti tipici, prodotti di eccellenza come il formaggio Bettelmatt, prodotto tipico dell’alta Val d’Ossola. La salita dalle emozioni forti rievoca l’ultima zampata che il Pirata regalò alla storia del ciclismo moderno; pura iconografia del ciclismo, il 30 maggio del 2003 il Giro per la prima volta fece tappa in Val Formazza, alla Cascata del Toce, salita totem del mondo amatoriale, partendo da Canelli. Nei pressi di Canza allungò Marco Pantani, due scatti che però non diedero l’esito che tutti quel giorno avrebbero voluto. Vinse Gilberto Simoni in maglia rosa, ma nell’immaginario collettivo la strada che porta verso la Cascata è quella «dell’ultimo scatto di Pantani». In vetta fu inaugurato un piccolo monumento a ricordo di Adriano De Zan, storico cronista del ciclismo per decenni.

Mottarone (2011, 2001, 1999 e 1966): il record di Gilberto Simoni

È una delle salite più ambite dagli appassionati e più volte è stata inserita nel Giro d’Italia professionisti, sia dal versante cusiano sia da quello dell’Alto Vergante. Su quattro edizioni del Giro passate sul Mottarone, in attesa di questo 2021, ben tre volte la salita venne affrontata sotto una pioggia battente, tra gelo, nebbia e nevischio. Nel 1999, nella tappa da Verres a Borgomanero, il tifo fu tutto per il mergozzese Marco Della Vedova; nel 2001, Gilberto Simoni, in maglia rosa, attaccò appena iniziata la seconda scalata del Mottarone, dal versante cusiano e fece l’impresa arrivando solo ad Arona. Nel 2011, prima di Macugnaga, la salita fu affrontata da Stresa ed al Gpm passò primo il francese Pineau. Protagonista della prima scalata nel 1966 fu Vittorio Adorni, in maglia rosa, che nei primi anni 60 conobbe Vitaliana Erbetta, figlia dei proprietari di un albergo in vetta al Mottarone, dove lo stesso Adorni stava passando un periodo di ritiro: oggi i due sono sposati da oltre 50 anni…Gignese. Il paese merita un attimo di sosta e forse anche di più, se non si vuole perdere l’occasione di fare una visita al locale museo dell’ombrello e al rinomato Giardino Alpinia.

Alpe Segletta (1992): Chioccioli e Chiappucci all’attacco della maglia rosa di Miguel Indurain

Le arcigne rampe della Segletta, definita “la salita più dura del giro 1992” dal direttore della Gazzetta dello Sport Candido Cannavò, sono un vero must per i ciclisti nostrani. Era il 12 giugno 1992, terz’ultima tappa di quella edizione della Corsa Rosa. Nei pressi di Aurano il toscano Franco Chioccioli, vincitore del Giro 91, attaccò l’inossidabile Miguel Indurain in maglia rosa; lo spagnolo prese 20 metri di distacco ma seppe rientrare con la sua classica eleganza. I primi tre della classifica: Indurain, Chioccioli ed il ‘Diablo’ Claudio Chiappucci diedero spettacolo e Max Lelli poté solamente fare da spettatore. A Verbania vinse Chioccioli su Chiappucci con Indurain che chiuse quarto come sempre senza sprintare. Chiappucci in maglia verde di leader del Gpm passò primo sia all’Alpe Segletta che a Pian di Sole, località poco sopra Premeno. Percorso ricco di salitelle collaterali (Intragna e Caprezzo per fare due nomi) che si incontrano lungo il percorso e collegamento con la discesa della da Piancavallo, Manegra, Pian di Sole. Una divagazione sul percorso se si volesse provare l’ebbrezza mozzafiato di una discesa con la Zip Line Lago Maggiore.

Passo del Sempione (2006, Cima Coppi 1985, 1965, 1963, 1956, 1952): arrivo a Domodossola: Ivan Basso

Il Passo del Sempione è storicamente una delle principali vie di comunicazione attraverso le Alpi; collega l’Ossola con la valle del Rodano e unisce la Pianura Padana alla Svizzera occidentale ed alla Francia. Dopo il confine di stato (800m) al villaggio di Gondo (855m), dove si trova la dogana svizzera, si penetra in forte ascesa nelle selvagge e pittoresche gole di Gondo. Passato il pittoresco villaggio di Simplon Dorf si entra nell’ampia conca del valico disseminata di grandi massi: su uno di questi è ben visibile l’aquila napoleonica, prima della torre dell’antico ospizio (1650) ed al massiccio fabbricato dell’ospizio iniziato da Napoleone e completato dai monaci del Gran San Bernardo. Il valico, aperto tra il Monte Leone (3552m) ed il Fletschorn (3996m), funge da punto di separazione convenzionale tra Alpi Pennine e Lepontine; il panorama è bellissimo, tra i ghiacciai del Monte Leone, del Fletschorn e del Weissmies (4023m); a nord svettano le cime del gruppo Jungfrau-Finsteraarhorn. Numerosi passaggi del Giro d’Italia, sin dagli anni ‘50 (1952, 1956, 1963, 1965) e Cima Coppi nel 1985 fino all’ultimo nel 2006 nella tappa con partenza da Aosta ed arrivo a Domodossola.

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Pubblicato il 12 Agosto 2021
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