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Ladri di canapa a Crodo, duecento piante rubate in un mese

I Carabinieri hanno individuato i tre responsabili e sequestrato 2 chili di marijuana e 500 grammi di hashish

Sono stati scoperti e denunciati dai militari dell’Arma di Domodossola gli autori dei furti di “cannabis sativa” consumati alla fine dell’estate 2019 nel comune di Crodo.

Al termine di un’articolata indagine, i Carabinieri della Stazione di Crodo, unitamente a quelli della Stazione di Domodossola e dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Domodossola, sono risaliti agli autori dei furti compiuti nel mese di settembre 2019 in località “Vinum” del comune montano di Crodo.

L’attività investigativa, scaturita dalle denunce di furto, avvenuto in più riprese, per un totale di circa 200 piante di “canapa”, è stata effettuata tramite il costante monitoraggio dell’ambiente locale dei consumatori abituali ed ha portato all’individuazione dei tre uomini autori del furto, tutti trentenni residenti a Domodossola.

I Carabinieri hanno osservato i tre, durante l’anno trascorso, avvertendo il loro chiaro interesse verso il mondo degli stupefacenti e, in particolare, verso la coltivazione della canapa sativa (peraltro consentita dalla L. 2 dicembre 2016, n. 242, che permette la libera coltivazione di “cannabis sativa” con contenuti di principio attivo THC inferiori al 0,2%) nonché di altri tipi di stupefacente, come “l’hashish”, verosimilmente attratti dai vantaggi della coltivazione “fai da te” soprattutto della “cannabis indica”, richiesta dai consumatori per i valori di principio attivo più elevati.

Proprio quest’interesse privato, solo apparentemente un “hobby” per i tre giovani, ha portato i militari a monitorarli con maggiore attenzione, ottenendo presto il risultato. Le perquisizioni delle loro abitazioni hanno consentito di rinvenire e di sequestrare: 2 kg di “marjuana”, 500 grammi di “hashish”, 3 piante di “cannabis indica” già a maturazione e pronte per l’essicazione, nonché una serra perfettamente attrezzata per la coltivazione delle piantine e diversi strumenti utili alla preparazione ed al confezionamento delle dosi per il successivo smercio al dettaglio. Per O.M., 29enne è scattato l’arresto, mentre per A.C., 31enne, la denuncia, in entrambi i casi ritenendoli responsabili di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, pregiudizio di cui già risultavano gravati. Concluse le rituali formalità in Caserma, il 29enne è stato riaccompagnato presso la propria abitazione dove permarrà in regime degli arresti domiciliari in attesa delle successive determinazioni dell’Autorità Giudiziaria.

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Pubblicato il 27 Ottobre 2020
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