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Inaugurato il reparto Covid della Rsa di Premosello

Preioni: "Ora l'Asl dia presto via libera all’utilizzo"

Il nucleo Rsa Covid di Premosello Chiovenda è pronto per accogliere i suoi ospiti. Con il taglio del nastro odierno si è completata la fase uno: quella della ristrutturazione. Ora si attende l’avvio della fase due:  l’operatività del centro.

Costo dei lavori 300mila euro circa, finanziati con donazioni private che hanno portato alla costruzione del primo centro dedicato ad anziani in fase da remissione dal Covid-19. Il nucleo è stato realizzato in soli 45 giorni ad opera di volontari. Una settantina residenti del comune di Premosello a cui si sono aggiunti molti artigiani della zona.  L’inaugurazione odierna non segna però l’apertura della struttura. Perché sia operativa occorre il via libera della Commissione di vigilanza dell’Asl. Per questo motivo il consigliere regionale, Alberto Preioni, presente al taglio del nastro, ha lanciato un appello al direttore generale Angelo Penna: “La Regione – ha detto – è alla ricerca di strutture come queste. L’assessore Icardi è stato chiaro. Da Torino non deve arrivare nessuna autorizzazione. La palla ora è in mano all’Asl. Speriamo ci sia presto via libera all’utilizzo“.

La cerimonia di inaugurazione è cominciata sulle note dell’Inno de Mameli a cui ha fatto seguito un minuto di silenzio a ricordo di tutte le vittime del Coronavirus : “Residenti e ospiti del nostro comune. Ma anche di tutta Italia“ ha detto un commosso Giuseppe Monti. Il sindaco ha  ricordato i giorni di chiusura della Rsa a causa dell’alto numero di contagi al suo interno. “In 20 anni di vita amministrativa ho visto di tutto. Alluvioni, terremoti mai però mi sono confrontato con situazioni come quelle causate dal Covid. Mi porterò dentro tutto questo per molto tempo. Il mio grazie va a quanti, veri eroi, hanno lavorato al primo piano della Riss al servizio dei nostri ospiti. Da veri soldati sono andati in guerra e hanno ottenuto risultati importanti”.

L’altro grazie è stato per Aib, Cri e alpini che nel periodo dell’emergenza hanno lavorato per garantire medicinali, spesa e pasti agli anziani del paese. “Siamo una grande Comunità, i fatti di oggi lo dimostrano“ ha concluso Monti. Ha scelto di citare solo qualche nome per ricordare le infermiere, Oss e addette alle pulizie che per 45 giorni hanno scelto volontariamente di chiudersi al mondo esterno e garantire il funzionamento della Rsa. All’ingresso del nucleo Covid, davanti al portone d’ingresso campeggia una lastra in sasso. Sopra vi sono scolpite due mani sinistre. L’artigiano che l’ha realizzata ha detto che simboleggia la bontà d’animo di chi con una mano dà e l’altra riceve. Lo scoprimento di due targhe e la benedizione della struttura da parte di don Ezio ha concluso il pomeriggio.  A fare da corollario all’inaugurazione molti premosellesi, tenuti tutti a debita distanza. “Oggi non è il giorno delle polemiche. Il mio carattere spigoloso  però mi impone di dirlo, questa opera è stata osteggiata. Non so se per motivi politici. Per le polemiche ci sarà tempo, oggi è solo il giorno del ricordo e dei ringraziamenti“ ha concluso Monti.

di info@ossolanews.it
Pubblicato il 25 Maggio 2020
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