90 anni fa la guerra di Spagna, a Verbania un convegno sui volontari ossolani e ticinesi che lottarono per la Repubblica
Dalla Svizzera partirono centinaia di volontari, in parte anche dal Cantone italofono. Ma ci furono anche miliziani venuti dall'Ossola
Furono una trentina i volontari antifascisti originari dell’attuale Verbano-Cusio-Ossola che partirono per combattere nella guerra civile spagnola. Uomini che lasciarono le valli e i paesi del territorio per unirsi alla difesa della Repubblica spagnola e che, in alcuni casi, continuarono la lotta contro il fascismo anche durante la Resistenza.
Tra loro ci fu Giulio Albini, originario di Premia, che dopo l’esperienza in Spagna combatté nella Resistenza francese e successivamente tornò in Ossola, dove militò nella II Divisione Garibaldi “Redi”.
Altri non fecero ritorno. Isaia Miazza, nato a Montescheno nel 1901, rimase ferito a Farlete nell’agosto del 1937 e morì in ospedale nel settembre successivo. Domenico Motetta, di Pallanzeno, rimase invece gravemente ferito e morì in Francia nel 1941.
Sono alcune delle storie, oggi poco conosciute, dei volontari antifascisti partiti dall’Alto Novarese per prendere parte a un conflitto che richiamò migliaia di combattenti da tutto il mondo. Furono almeno 65 quelli provenienti dall’allora provincia di Novara, una trentina dei quali originari del territorio che oggi costituisce il Verbano-Cusio-Ossola.
Dalle storie locali alla dimensione internazionale
A novant’anni dall’inizio della guerra civile spagnola, la Casa della Resistenza di Verbania Fondotoce dedica proprio a queste vicende una giornata di studi, allargando lo sguardo anche ai volontari provenienti dalla vicina Svizzera.
Venerdì 25 settembre, alle 15, si terrà l’incontro “Dalle Alpi alla Spagna. I volontari antifascisti dall’Ossola e dalla Svizzera nella guerra civile spagnola”, iniziativa di formazione e approfondimento dedicata alla dimensione internazionale della guerra di Spagna e alla storia transfrontaliera dei combattenti ossolani e ticinesi.

L’appuntamento è aperto a tutti ed è rivolto in particolare agli insegnanti, per i quali sarà previsto un attestato di partecipazione valido per il riconoscimento dei crediti formativi.
La guerra civile spagnola rappresentò infatti un punto di incontro tra le diverse culture antifasciste internazionali. Migliaia di volontari provenienti da numerosi Paesi e appartenenti a differenti correnti politiche raggiunsero la Spagna per combattere in difesa della Repubblica contro le forze guidate da Francisco Franco.
Gli interventi e il documentario finale
La giornata di studi sarà aperta da Enrico Acciai, docente dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e studioso della guerra civile spagnola. Il suo intervento sarà dedicato all’“internazionalismo in armi” e alla partecipazione dei volontari antifascisti provenienti da diversi Paesi.
A seguire Massimo Gianoglio, docente e studioso locale e componente del comitato di redazione dell’Almanacco storico ossolano, approfondirà la vicenda dei volontari antifascisti provenienti dall’Ossola.
Il ricercatore svizzero Raphael Rues si concentrerà invece sui combattenti provenienti dal Canton Ticino e sul ruolo svolto dalla Confederazione elvetica come territorio di transito per quanti erano diretti verso la Spagna in guerra.
I volontari ticinesi che lottarono contro il fascismo in Spagna
A concludere l’incontro sarà la proiezione del documentario «¡No pasarán!» – ticinesi antifascisti in Spagna (1976, 55’), introdotto e commentato dal regista Werner Weick, autore e produttore di oltre 200 documentari e collaboratore di numerose istituzioni culturali e musei svizzeri.
L’obiettivo della giornata è offrire nuovi strumenti per approfondire la storia della guerra di Spagna, delle Brigate Internazionali e dei movimenti antifascisti europei, mettendo in relazione la dimensione internazionale del conflitto con le vicende del territorio ossolano e ticinese.
L’ingresso è libero e gratuito.










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