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Ristorni bloccati, Furio Artoni: “Lo avevamo previsto. Ora va abolita la tassa sulla salute”

L'intervento dell'avvocato e capogruppo di minoranza degli Stati Generali del Centrodestra per Luino dopo la decisione del Canton Ticino di sospendere il versamento dei ristorni alla Lombardia. Annunciata anche una mozione da presentare al Comune di Luino e da condividere con gli altri comuni di frontiera

Generico 11 May 2026

Dopo la decisione del Consiglio di Stato ticinese di sospendere il versamento di oltre 50 milioni di franchi di ristorni destinati alla Lombardia, interviene anche Furio Artoni, avvocato e capogruppo di minoranza degli Stati Generali del Centrodestra per Luino, che torna ad attaccare la cosiddetta “tassa sulla salute” e annuncia un’iniziativa politica sul tema.

«C’è una specialità nazionale che gli italiani coltivano con più dedizione del calcio e più costanza della pizza» esordisce Artoni. «Stamattina Bellinzona ha bloccato cinquanta milioni di franchi di ristorni e in molte redazioni si è consumato il consueto rito dello sbigottimento collettivo. Come se un cantone alpino avesse improvvisamente deciso di giocare a dadi col proprio bilancio. Non è successo nulla del genere. È successo, semplicemente, quello che era scritto».

L’avvocato rivendica di aver previsto questo scenario già nei mesi scorsi. «Lo avevo detto a febbraio, parlando di una bomba dietro una manciata di spiccioli. Lo avevo detto a maggio, quando citavo Zali e la sua frase sui rapporti “ai minimi storici”. Quando si introduce una tassa che la Confederazione stessa, tramite una perizia indipendente, bolla come violazione di un accordo internazionale, non bisogna chiamare un sismografo per sapere che prima o poi la terra trema. Basta un calendario».

Secondo Artoni, «la tassa sulla salute nasce dall’idea, tutta romana, che si possa strappare un accordo bilaterale con la stessa leggerezza con cui si straccia un biglietto della lotteria scaduto». Dall’altra parte del confine, aggiunge, «non ci sono burocrati distratti, ma un Cantone che i conti li fa con la pignoleria di chi non solo ha un ottimo cioccolato ma ha anche gli orologi di pregio. Bellinzona ha aspettato, ha avvertito, ha commissionato perizie, ha tenuto aperte tutte le piste. Poi, visto che a Roma il fioretto veniva scambiato per resa, ha tirato fuori la sciabola. Cinquanta milioni di franchi di sciabola».

Per Artoni, a pagare il prezzo della vicenda sono ora soprattutto i territori di confine. «Luino in testa, naturalmente, perché i territori di frontiera hanno questo privilegio raro: pagano per primi le distrazioni altrui e per ultimi ne ricevono le scuse, quando le ricevono».

Il capogruppo conclude chiedendo «per l’ennesima volta» l’abolizione della tassa sulla salute «prima che il conto presentato dai nostri vicini elvetici diventi non più una sospensione cautelativa, ma una separazione consensuale». Infine annuncia che nei prossimi giorni depositerà al Comune di Luino una mozione «che chiederò sia condivisa da tutti i Comuni di frontiera».

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Pubblicato il 30 Giugno 2026
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