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Addio alla storica Ratti di Luino: sono partite le demolizioni sul lungolago

Il sindaco Andrea Pellicini commenta l'avvio del cantiere per smantellare i quasi 300mila metri cubi dell'ex stabilimento: «Un fatto a suo modo storico. Un'occasione unica per il rilancio economico e sociale del nord Verbano»

Generico 29 Jun 2026

Le ruspe sono entrate in azione sulle sponde del lago Maggiore, segnando l’inizio di una trasformazione urbana attesa da anni. È partita ufficialmente la demolizione della Ratti, lo storico stabilimento che per decenni ha rappresentato uno dei pilastri della vita economica, industriale e sociale di Luino.

Un passaggio epocale per la città, che vede la progressiva cancellazione di manufatti industriali ormai fatiscenti e inutilizzati da lungo tempo, estesi su un volume imponente di quasi trecentomila metri cubi. L’area, situata in una posizione strategica e di assoluto pregio direttamente sulle rive del Verbano in via Lido, al confine con Germignaga, è destinata a cambiare radicalmente volto.

Il commento del sindaco sui social

Sull’avvio dei lavori è intervenuto il sindaco di Luino, Andrea Pellicini, da poco riconfermato alla guida di Palazzo Serbelloni e deputato di Fratelli d’Italia, che ha affidato ai propri canali social una riflessione nella serata di lunedì 29 giugno: «Un fatto a suo modo storico: è partita la demolizione della Ratti, un’azienda che ha caratterizzato per tanto tempo l’economia della città, verso la quale non si può non nutrire un sentimento di profonda gratitudine – ha dichiarato il primo cittadino –. Al tempo stesso, la demolizione di manufatti industriali di quasi trecentomila metri cubi ormai fatiscenti e inutilizzati da anni, posizionati proprio sulle rive del lago Maggiore, rappresenta un’occasione unica di trasformazione urbanistica di Luino».

Un pezzo di storia nato nel 1869

Fondata originariamente nel lontano 1869 da Michele Ratti, l’azienda ha legato indissolubilmente il proprio nome alla storia di Luino, diventando nel corso del Novecento un vero e proprio leader mondiale nella produzione di macchine tessili (in particolare per la torcitura e la spiralatura della seta e dei filati). Per oltre un secolo, lo stabilimento ha garantito l’occupazione a intere generazioni di luinesi, prima del trasferimento delle attività industriali in un’altra sede della provincia, avvenuto nel 2013, che ha lasciato l’enorme comparto sul lago in stato di progressivo abbandono.

Le prospettive per il territorio

L’abbattimento dei vecchi capannoni industriali non cancella la memoria della fabbrica, ma apre le porte a una nuova stagione per l’area lacustre, al centro di un ambizioso progetto di rigenerazione territoriale orientato allo sviluppo turistico e ricettivo.

Nelle intenzioni dell’amministrazione e nei piani dei privati, l’operazione di bonifica e riqualificazione urbana non si esaurisce entro i confini cittadini, ma si candida a diventare il fulcro del «rinnovo dell’immagine e del rilancio economico e sociale dell’intero nord Verbano». I dettagli sui futuri progetti legati alla destinazione d’uso dello spazio liberato sul lungolago saranno al centro del dibattito urbanistico dei prossimi mesi.

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Pubblicato il 29 Giugno 2026
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