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Il turismo sostenibile tra Varesotto, Piemonte e Svizzera: Maccagno Imperiale nel progetto “Sustainevents”

Il progetto europeo che unisce il Canton Ticino e cinque province italiane sul Lago Maggiore punta sulla mobilità dolce per rilanciare sette perle storiche certificate tra i borghi più belli d'Italia

Scorci di una Maccagno imperiale

I borghi storici dell’Alto Piemonte e della provincia di Varese si alleano nel nome del turismo sostenibile e della mobilità lenta. Grazie al progetto SUSTAINEVENTS – che unisce le province di Varese, Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli e il Canton Ticino – sette perle inserite nel circuito de “I Borghi più Belli d’Italia” si stanno trasformando in veri e propri laboratori di innovazione a basso impatto ambientale. Tra queste spicca Maccagno Imperiale, l’affascinante avamposto varesino sul Lago Maggiore, che insieme alle località piemontesi dimostra come la tutela della biodiversità e la qualità dell’esperienza turistica possano integrarsi con la vita quotidiana delle comunità locali.

La sponda varesina: il fascino senza tempo di Maccagno Imperiale

All’interno di questo circuito transfrontaliero, la provincia di Varese gioca un ruolo da protagonista con Maccagno Imperiale, uno dei centri più antichi e ricchi di storia dell’intero territorio specchiato sul Lago Maggiore. Questo borgo duecentesco, diviso in due nuclei distinti dal corso del fiume Giona, rappresenta l’esempio ideale di come la storia e la natura possano convivere e attirare un turismo consapevole, equamente diviso tra amanti dello sport e del relax.

Mentre Maccagno Superiore si sviluppa a nord, proprio all’imbocco della verdeggiante Val Veddasca, è nel nucleo di Maccagno Inferiore che si respira l’atmosfera più autentica del passato. Qui i visitatori che scelgono la mobilità dolce possono perdersi tra le strette viuzze della Contrada Maggiore, dove le case sono ancora addossate le une alle altre, per poi scoprire la Torre Imperiale e il suggestivo Santuario della Madonna della Punta, un edificio che si affaccia direttamente sulle acque del lago regalando un panorama mozzafiato.

Tra l’Alto Piemonte e il Lago d’Orta: le altre perle del circuito

Il viaggio alla scoperta del turismo consapevole promosso da SUSTAINEVENTS si estende poi oltre i confini lombardi, toccando l’Alto Piemonte. La prima gemma che si incontra è Orta San Giulio, in provincia di Novara, un borgo storicamente preservato dalle auto che sorge sull’omonimo lago e che permette ai visitatori di percorrere a piedi l’anello panoramico del Sacro Monte, sito patrimonio UNESCO, prima di imbarcarsi verso la mistica Isola di San Giulio.

Spostandosi verso la Val d’Ossola si incontra invece l’incanto medievale di Vogogna, considerata la “porta verde” del Parco Nazionale della Val Grande. In questo borgo, costeggiando il castello, i turisti possono percorrere a piedi l’antica mulattiera in pietra che sale tra i terrazzamenti fino alla frazione montana di Genestredo e ai resti dell’antica Rocca.

Dal Biellese alla Valsesia: i borghi della pietra e della tradizione Walser

Il progetto coinvolge in modo significativo anche il Biellese, a partire dal celebre Ricetto di Candelo, spesso definito la “Pompei medievale”. Questa struttura fortificata tardo-medievale, nata tra il XIII e XIV secolo per proteggere i prodotti agricoli e la popolazione, è oggi il simbolo della memoria del territorio e fa da traino per le escursioni nella vicina Riserva Naturale della Baraggia, soprannominata la “savana biellese”. Restando nel Biellese, il circuito tocca lo storico borgo del Piazzo di Biella, fondato nel 1160 e accessibile attraverso le ripide stradine acciottolate dette “coste”, e Rosazza, il paese della Valle Cervo dove l’architettura fonde costantemente l’acqua e la pietra, arricchendosi di simboli legati alla massoneria e all’esoterismo.

L’itinerario della sostenibilità si chiude infine a Rassa, un piccolo paese Walser situato nella Val Sorba, in provincia di Vercelli. Il borgo è storicamente suddiviso in cantoni, tra cui spiccano Pavaraj, con il suo caratteristico ponte che attraversa il torrente, e Sant’Antoniu, punto di incontro tra le valli e base di partenza per gli escursionisti che vogliono esplorare la montagna a piedi, nel pieno rispetto dell’ambiente.

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Pubblicato il 18 Giugno 2026
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