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Nuovo ufficio turistico e internet point a Ispra, ISPiRA chiede chiarezza su scelte, costi e fattibilità

Il gruppo di minoranza ha depositato un'interrogazione consiliare per chiedere all'amministrazione informazioni sul progetto che prevede la realizzazione della nuova struttura in Piazzale Cesare Rapazzini,

ispra municipio comune

Il gruppo ISPiRA ha depositato un’interrogazione consiliare sul progetto dell’Amministrazione di Ispra di realizzare un nuovo ufficio turistico e un “multifunctional internet point” in Piazzale Cesare Rapazzini, sul lungolago, per una spesa complessiva di 146.600 euro. Un progetto che, secondo il gruppo di opposizione, «Solleva cinque questioni concrete a cui i cittadini meritano risposta».

Il primo nodo sollevato da ISPiRA riguarda la copertura finanziaria. «Il progetto – sottolinea il capogruppo Massimiliano Balestrero – è stato approvato dalla Giunta con delibera n. 86 del 3 settembre 2025 e candidato al Fondo unico nazionale per il Turismo del Ministero del Turismo per ottenere circa 110.000 euro. Nel frattempo, sulla stampa la sindaca attribuiva il finanziamento alla Regione Lombardia tramite un emendamento di un consigliere regionale. Atti deliberativi e dichiarazioni pubbliche raccontano versioni diverse. Chiediamo: quale delle due corrisponde agli atti? Il contributo è stato concesso o è ancora in attesa? Sono passati sei mesi dalla delibera e la cittadinanza non è stata informata».

Il secondo riguarda, invece, l’interesse pubblico. «La motivazione addotta dagli atti – aggiunge Balestrero – è che il proprietario dell’attuale sede in via Verbano “presumibilmente” non rinnoverà il contratto, in scadenza nel giugno 2027. Non una disdetta formale, non una comunicazione scritta: una presunzione. Su questa base, senza certezza alcuna, l’Amministrazione si accinge a impegnare quasi 150.000 euro di denaro pubblico. Chiediamo: esiste o no una disdetta formale? E se non esiste, perché non si è esplorata la strada del rinnovo del contratto o di una nuova locazione?»

La terza obiezione si concentra sulla fattibilità autorizzativa. «Il Piazzale Rapazzini – segnala Balestrero – è in zona soggetta a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 42/2004. La stessa relazione tecnica ammette che sarà necessario il parere della Soprintendenza — parere che al momento della delibera non era stato né richiesto né ottenuto. Il Comune ha dunque presentato una candidatura ministeriale per un progetto di cui non sa ancora se potrà essere realizzato. Se la Soprintendenza nega il nulla osta, l’intera operazione cade. Questo rischio non viene citato in nessun atto».

Il quarto nodo riguarda le esondazioni del Lago Maggiore, che potrebbero interessare la nuova struttura. «Il lago può esondare ed è già esondato su Piazzale Rapazzini – ricorda Balestrero – . Non è un’ipotesi: il Centro Geofisico Prealpino indica nella propria tabella ufficiale che già a quota 195,95 metri s.l.m. le acque del lago raggiungono i giardini comunali e quel piazzale. Nell’aprile 2024 il lago a Ispra è esondato. E nell’aprile 2025, cinque mesi prima che la Giunta approvasse questo progetto, la sindaca Rosalina Di Spirito ha personalmente pubblicato un avviso ufficiale ai cittadini per avvertirli dell’esondazione sul lungolago, con la Protezione civile e la Polizia locale a transennare quella stessa area. La stessa Sindaca che ad aprile transennava il lungolago, ad agosto firmava un progetto per costruirci sopra strutture permanenti. E nello studio di fattibilità non c’è una riga su come proteggere le strutture dalle esondazioni, né sui costi aggiuntivi che questo comporterebbe».

C’è poi la questione dell’accessibilità. «La maggioranza dei turisti – afferma ISPiRA – arriva a Ispra in automobile, non via battello, che peraltro effettua pochissime corse nei mesi estivi. I parcheggi in zona Piazzale Rapazzini sono pochi e sempre saturi d’estate. Una struttura di accoglienza turistica ha senso se si trova dove arrivano i turisti, non dove arriva il battello due volte al giorno. Una collocazione più centrale, vicina alla provinciale e ai parcheggi, avrebbe una logica molto più solida».

«Va inoltre segnalato – aggiunge il capogruppo – che l’attuale ufficio turistico è aperto solo in determinati periodi dell’anno e non per tutti i giorni della settimana. Il passaggio a un servizio aperto tutto l’anno è un obiettivo condivisibile, ma né la delibera né la relazione tecnica contengono alcuna stima dei costi di gestione ricorrenti che questo comporterà: personale, utenze, manutenzione, anno dopo anno. Si investe in una struttura senza dire quanto costerà tenerla aperta e senza realizzare una valutazione di costo – opportunità. È un’omissione che deve essere colmata».

«È importante – aggiunge Balestrero – favorire il turismo e consolidare i servizi ai cittadini, ma non con scelte fragili che non reggono all’esame degli atti. Sicuramente per ISPiRA la collocazione di strutture prefabbricate nell’area del lungolago, in zona vincolata paesaggisticamente, è da evitare per l’impatto visivo che l’intervento produrrebbe su uno dei contesti ambientali più rappresentativi del territorio comunale, indipendentemente dall’esito del parere soprintendentizio».

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Pubblicato il 18 Marzo 2026
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