Lago Maggiore, giovani e pesca: all’alberghiero Falcone un incontro su territorio e futuro
Al centro dell’iniziativa il futuro del Lago Maggiore, un ecosistema unico nel panorama dei grandi laghi europei, collegato a numerosi bacini minori che contribuiscono al suo equilibrio ambientale e alla ricchezza della fauna ittica
Creare sinergie tra associazioni, scuole e realtà locali per valorizzare il territorio dal punto di vista economico, enogastronomico e culturale. Con questo obiettivo l’associazione Lands Lake ha promosso sabato mattina un incontro all’Istituto Alberghiero Falcone di Gallarate, in collaborazione con Slow Food.
Al centro dell’iniziativa il futuro del Lago Maggiore, un ecosistema unico nel panorama dei grandi laghi europei, collegato a numerosi bacini minori che contribuiscono al suo equilibrio ambientale e alla ricchezza della fauna ittica. Un equilibrio che nel tempo è stato favorito anche dalla gestione delle acque e dei diritti di pesca, storicamente detenuti in parte dalla Famiglia Borromeo, oltre che da altri soggetti pubblici e privati per i laghi minori.
Oggi però il sistema dei laghi si trova davanti a nuove sfide. La pesca professionale sta vivendo un progressivo invecchiamento degli operatori e il rischio è quello di perdere un patrimonio di conoscenze, tecniche e cultura del lago. Da qui la necessità di favorire l’ingresso di nuove generazioni nella filiera del pesce di lago: pescatori, trasformatori, ristoratori e operatori turistici.
Il pesce di lago, è stato sottolineato durante l’incontro, non rappresenta solo una risorsa alimentare ma anche un elemento identitario del territorio e della sua biodiversità. Per questo diventa strategica una collaborazione tra istituzioni, gestori delle acque e realtà associative per coniugare tutela ambientale, sviluppo economico e nuove opportunità per i giovani.
Tra le proposte avanzate dall’associazione anche quella di una vera e propria “metropolitana d’acqua” sul Lago Maggiore: un sistema di navigazione più frequente e capillare capace di collegare le comunità rivierasche, favorire il turismo sostenibile e sostenere le attività legate alla filiera del pesce di lago.
L’obiettivo è trasformare la frammentazione del territorio – tra regioni, province e Stati – in una rete capace di valorizzare il lago come infrastruttura naturale e motore di sviluppo sostenibile. Un percorso in cui ambiente, cultura e attività produttive possano crescere insieme.










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