Il Varesotto si prepara alla più grande prova di soccorso: 630 volontari e 25 cantieri al Campo dei Fiori
Dal 13 al 16 marzo un’esercitazione senza precedenti tra Casciago, Luvinate e Barasso. Tra le novità: salvaguardia dei beni culturali, droni e il recupero di cavalli
Non chiamatela solo “esercitazione”. Quella che andrà in scena tra il 13 e il 16 marzo 2026 nel Parco del Campo dei Fiori è una vera e propria prova di soccorso su scala monumentale, probabilmente la più imponente mai realizzata in Lombardia.
I numeri illustrati dai sindaci di Casciago, Barasso e Luvinate, parte del Gruppo Intercomunale di Protezione Civile Valtinella e dai vertici della Protezione Civile sono impressionanti: 630 volontari, oltre 100 gruppi coinvolti, 25 cantieri operativi simultanei e una colonna mobile di 40 automezzi pesanti che attraverserà il territorio sabato 14 marzo.
Un centro operativo d’eccellenza a Casciago
Il quartier generale sarà la sede della Protezione Civile di Casciago, una struttura di 200 mq recentemente rinnovata. «Siamo orgogliosi di ospitare questo evento che testa la nostra capacità di risposta a 360°», ha dichiarato il sindaco Mirko Reto. Il campo base non sarà solo un punto logistico, ma un piccolo villaggio autosufficiente capace di garantire 100 posti letto e 500 pasti in contemporanea, oltre a gestire sale radio e segreterie operative h24.
A presentare la grande iniziativa lo stesso Reto, insieme al collega di Barasso Lorenzo Di Renzo Scolari, all’assessore di Luvnate Marco Broggi, al presidente del Parco del Campo de Fiori Giuseppe Barra e ai tecnici della Protezione Civile, il vice coordinatore del Gruppo Intercomunale Valtinella Alberto Gaggioni, il coordinatore dell’esercitazione Campo dei Fiori 2026 Rinaldo Gero e il presidente del comitato di coordinamento varesino Giovanni Barranco che ha portato i saluti del presidente della Provincia di Varese Marco Magrini (che ha la delega alla Protezione Civile) e di Aurelio Giannini, dirigente dell’Area Sicurezza della Provincia di Varese.

Scenari innovativi: dai beni culturali ai sommozzatori
L’esercitazione del 2026 introduce scenari inediti che vanno oltre il classico rischio idrogeologico. Ci saranno infatti simulazioni di intervento legate alla Tutela Beni Culturali, per la prima volta verranno simulate le procedure di messa in sicurezza e catalogazione di opere d’arte in caso di calamità, con il supporto dei Carabinieri; Recupero Animali, in collaborazione con ATS Insubria, verrà simulata l’evacuazione di cavalli intossicati dal fumo di un incendio presso l’agriturismo Valtinella; Tecnologia e Ricerca, con impiego massiccio di droni per il monitoraggio dei cantieri e unità cinofile per la ricerca persone con sistemi GPS e cartografia digitale; Ponte Bailey, montato al confine tra Varese e Casciago, un ponte modulare in acciaio, testando la capacità di ripristinare collegamenti viari interrotti; Sommozzatori, con operazioni di recupero previste nelle acque del Lago di Varese, tra la foce del Tinella e Groppello.
Manutenzione del territorio e “caso bikers”
L’esercitazione avrà risvolti pratici immediati. I volontari interverranno per ripristinare l’alveo di torrenti a Barasso e Luvinate e per pulire aree sensibili a Casciago, come il suggestivo Ponte del Diavolo.
Sulla questione sentieri, il sindaco di Barasso Lorenzo Di Renzo Scolari e il presidente del Parco Giuseppe Barra hanno ribadito: «Non è un’esercitazione contro i ciclisti. Il bosco è di tutti, ma le regole vanno rispettate. Lo smantellamento dei manufatti abusivi durante la prova serve a garantire la sicurezza di tutti e la salute idrogeologica della montagna».
“Nessuno vuole vietare le biciclette nel Parco, ma serve equilibrio e rispetto”
Porte aperte ai cittadini
Il volontariato “organizzato” vuole mostrarsi alla comunità: sabato pomeriggio (14 marzo) e domenica mattina (15 marzo) la sede di Casciago sarà aperta al pubblico. I cittadini, previa registrazione in segreteria, potranno visitare la sala operativa e scoprire come funziona la macchina dei soccorsi.







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