Via Lido ed ex Ratti, cantieri e controlli ambientali accendono il confronto a Luino
Dopo l’apertura di più cantieri nell’area dell’ex stabilimento industriale, il capogruppo di minoranza Furio Artoni chiede chiarimenti su indagini e campionamenti del suolo. La proprietà annuncia nuove bonifiche, il Comune rassicura sulla compatibilità ambientale dei lavori
Più cantieri aperti nello stesso tratto di via Lido, a ridosso dell’ex stabilimento industriale Ratti, riaccendono a Luino il confronto su sicurezza dei lavori, controlli ambientali e futuro dell’area.
Nella stessa fascia urbana affacciata sul lago sono infatti in corso tre interventi distinti: la riqualificazione di via Lido avviata dal Comune nel tratto tra l’incrocio con viale Dante e l’ex campo sportivo, i lavori di riqualificazione del Lido di Luino e le attività sulle coperture dell’ex stabilimento Ratti da parte della società proprietaria Grand Luino srl.
I dubbi della minoranza
A sollevare interrogativi è il capogruppo di minoranza Furio Artoni (Azione Civica per Luino e frazioni), candidato sindaco degli Stati Generali del centrodestra per Luino. Il consigliere richiama la lunga storia industriale dell’ex Ratti, attiva dal 1869 per oltre un secolo, e la necessità di chiarire se prima dell’avvio degli scavi siano state effettuate indagini geologiche e campionamenti documentati del sottosuolo.
Via Lido, osserva Artoni, è anche l’accesso al Centro Remiero della Canottieri Luino e a diverse strutture sportive frequentate quotidianamente da centinaia di persone, tra cui molti minori. Da qui la richiesta di rendere pubblica l’eventuale documentazione tecnica relativa alle verifiche ambientali.
Il tema è tornato anche durante la Commissione Territorio. In un secondo intervento Artoni ha posto l’attenzione sulle analisi del terreno effettuate nell’area dei lavori. Secondo il consigliere, il campione analizzato per attestare la conformità ai limiti di legge sarebbe stato ricevuto da un laboratorio privato ad Atina, in provincia di Frosinone, il 10 febbraio 2026, mentre gli scavi sarebbero iniziati alcuni giorni dopo.
«I cittadini di Luino meritano una risposta chiara» ha affermato Artoni, chiedendo ulteriori verifiche e il coinvolgimento diretto di ARPA Lombardia con carotaggi e analisi indipendenti sull’intera area interessata dagli interventi. «Togliere l’asfalto è un po’ come togliere il coperchio al vaso di Pandora: può uscire di tutto».
La posizione della proprietà
Sulla vicenda è intervenuta anche la società proprietaria dell’ex stabilimento. Grand Luino srl spiega di non aver preso parte alla Commissione Territorio perché in attesa di alcuni giudizi pendenti con il Comune.
«In questi giorni riprenderemo le bonifiche delle coperture e altre attività in linea con le analisi ambientali molto accurate in nostro possesso» afferma l’amministratore unico Luca Sartorio. La società richiama inoltre una recente sentenza del Tar sul procedimento di autorizzazione paesaggistica relativo alla demolizione di edifici fatiscenti, sostenendo che la decisione avrebbe dato ragione alla proprietà. «Le norme tecniche del Documento di Piano del Pgt consentono sempre la demolizione di edifici fatiscenti e le bonifiche anche in pendenza del piano di negoziazione preliminare».
Grand Luino respinge inoltre l’ipotesi che i progetti depositati prevedano la trasformazione di aree pubbliche in spazi a uso esclusivo privato. «Nessuna planimetria depositata prevede la trasformazione di aree pubbliche in aree ad uso esclusivo privato» sostiene Sartorio, ricordando anche che le prescrizioni attuative del Pgt prevedono un coordinamento tra iniziativa pubblica e privata nello sviluppo dell’area.
Il progetto del Comune
Nel frattempo il Comune ha annunciato l’avvio dei lavori di riqualificazione di via Lido, un intervento diviso in due fasi che dovrebbe concludersi entro la primavera del 2026. Il progetto prevede il rifacimento della pavimentazione, nuovi accessi al lago, un ampliamento delle aree verdi e la riorganizzazione dell’incrocio tra via Lido e viale Dante.
Lungo il confine con l’ex area Ratti è prevista anche la realizzazione di una fascia vegetale con alberi e piante perenni, mentre davanti al cantiere nautico nascerà una nuova piazzetta alberata. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è migliorare la qualità urbana della zona, ridurre le superfici asfaltate e aumentare gli spazi verdi.
Sul tema delle verifiche ambientali il Comune precisa che l’intervento è disciplinato dalla normativa sulle terre e rocce da scavo e che le indagini effettuate hanno verificato l’assenza di inquinanti e la compatibilità ambientale dei lavori.
L’amministrazione sottolinea inoltre che l’intervento pubblico riguarda esclusivamente la sede stradale e non è collegato alle eventuali procedure di recupero o bonifica dell’ex area Ratti, che restano di competenza della proprietà privata e seguono un iter normativo distinto.
«Si vuole ridurre l’asfalto, lasciandolo solo dove strettamente necessario. L’obiettivo dell’amministrazione è dare migliore vivibilità agli spazi cittadini investendo nel verde là dove possibile» afferma l’assessore alle Infrastrutture Francesca Porfiri. «Pensiamo che alberi e piante siano un valore aggiunto non soltanto stilistico e di bellezza, ma anche ecologico e di comfort».









