La data non è casuale: coincide con l’anniversario della nascita di Antonio Dal Masetto (Intra, 1938 – Buenos Aires, 2015), lo scrittore italo-argentino cui il premio è intitolato. Un autore che attraverso i suoi libri seppe costruire un ponte culturale tra due mondi, facendo del ritorno, della migrazione e della memoria i cardini della propria opera.
Il riconoscimento è destinato ad autori di madrelingua non italiana che hanno scelto l’italiano come lingua di espressione letteraria. Il premio prevede un assegno di mille euro che i vincitori potranno devolvere a un’associazione no profit argentina tra quelle proposte dagli organizzatori, in coerenza con la sensibilità sociale che caratterizzò l’opera di Dal Masetto.
La giuria, composta da Ilaria Magnani dell’Università di Cassino, studiosa dell’opera di Dal Masetto, dalla scrittrice Laura Pariani e dal critico letterario ed editore Roberto Cicala, ha proclamato vincitori ex aequo Adrián N. Bravi e Andreea Simionel.
Bravi, nato a Buenos Aires nel 1963 e residente a Macerata, viene premiato per la capacità di trasformare l’esperienza del passaggio di lingua e di paese in una poetica riconoscibile. Dall’esordio in spagnolo alla scelta dell’italiano come lingua narrativa, fa dialogare Argentina e Italia con un’ironia vigile e una misura stilistica che restituiscono la complessità di un’identità in movimento. Nel romanzo Adelaida (Nutrimenti, 2024), candidato al Premio Strega e vincitore del Premio Comisso, ricuce i due continenti attraverso la vita dell’artista Adelaida Gigli, intrecciando biografia, romanzo e testimonianza civile.
Simionel, nata in Romania nel 1996 e trasferitasi in Italia nel 2008, è premiata per Male a est (Italo Svevo, 2022), in cui racconta lo sradicamento senza retorica: una famiglia segnata dall’emigrazione, una Romania proiettata verso l’Europa, l’arrivo a Torino come impatto con la scuola, i corpi e le parole. La sua scrittura, scarna e precisa, mette in scena l’italiano come terreno di conquista, manipolato e reinventato da una voce non madrelingua che rende visibile il trauma ma anche la possibilità di rinominare il mondo.
Il programma della cerimonia prevede momenti musicali con l’associazione Tango Para Todos sulle note di “Volver” di Carlos Gardel, letture tratte dalla trilogia migratoria di Dal Masetto in spagnolo e italiano, un ricordo affidato alla figlia Daniela Dal Masetto e un dialogo pubblico con i vincitori.
«Il Premio Volver si ispira e soprattutto vuole ricordare un illustre concittadino, Antonio Dal Masetto – dichiara Luciano Paretti, assessore alla Cultura del Comune di Verbania – che attraverso i suoi libri seppe costruire un ponte culturale tra i due mondi. Possiamo dire così che “el Tano” è tornato a casa».
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