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È morto Giancarlo Colla, socio fondatore e colonna storica della Sezione CAI di Luino

Il suo mito è nato nel dopoguerra, precisamente nel 1948, quando poco più che ventenne decise di sfidare il Cervino. I funerali sabato 7 gennaio alle ore 11 presso la chiesa di San Pietro in Campagna a Luino

Generico 02 Feb 2026

È morto Giancarlo Colla, classe 1929, alpinista e figura mitica delle montagne del Luinese e non solo.

La scomparsa di Giancarlo Colla, socio fondatore e colonna storica della Sezione CAI Luino, segna un momento di profondo dolore per la comunità alpinistica locale, ricordandolo come un uomo che ha dedicato la vita alla montagna. Il suo contributo al CAI Luino rimane un’eredità preziosa per tutti gli appassionati. Le più sentite condoglianze vanno ai familiari, agli amici e a tutti i soci del CAI che hanno condiviso con lui l’amore per le vette. Ora è sulle sue montagne.

La cerimonia funebre di Giancarlo si svolgerà sabato 7 gennaio alle ore 11 presso la chiesa di San Pietro in Campagna a Luino.

Il suo mito nasce nel dopoguerra, precisamente nel 1948, quando poco più che ventenne decise di sfidare il Cervino. In un’epoca lontana dai materiali iper-tecnologici di oggi, affrontò la Gran Becca in solitaria, superando la celebre Scala Jordan tra nebbia e nevischio. Quell’impresa solitaria rimase impressa nei suoi diari e nella memoria collettiva come l’inizio di un legame indissolubile con le Alpi. Luinese d’adozione, Giancarlo era il protagonista di un’epoca romantica: celebri erano le sue partenze all’alba a bordo di una vecchia Fiat 127 verso il Sempione, con l’obiettivo di raggiungere la Punta Dufour sul Monte Rosa, vissuta non come una conquista, ma come un ritorno a casa.

Il soprannome “Ul Matt” (Il Matto) non era che un omaggio alla sua lucida e meravigliosa ostinazione. Era la “follia” di chi non accetta i limiti imposti dall’anagrafe: Giancarlo ha continuato a calcare i sentieri della sua amata Valtravaglia e le creste alpine fin oltre i novant’anni, mantenendo lo sguardo curioso di un ragazzino. La sua filosofia di vita è stata magistralmente catturata in documentari come “Ul Matt – Sottosopra”, che ne hanno celebrato il carisma e quella capacità rara di vivere in armonia con la verticalità.

Nel 2013 scrisse il libro “Montagne di ricordi”, presentato a Luino.

Oggi, ricordare Giancarlo Colla significa onorare un uomo che ha attraversato quasi un secolo di storia della montagna con umiltà e spirito anticonformista. Con lui scompare un pezzo di storia delle Prealpi Varesine, ma resta l’esempio di una passione che non si è mai arresa al passare del tempo, lasciando una traccia indelebile come un chiodo ben piantato nella roccia.

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Pubblicato il 04 Febbraio 2026
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