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Ciclopedonale di Via Varese a Ispra: le opposizioni, «La variante costa 130.000 euro in più»

I gruppi Ispra Cresce, Ispra Ispira e Ispra per tutti criticano le nuove prospettive per i costi, l'assenza di un collegamento diretto col rione Cascine e i ritardi nei lavori

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Le modifiche al progetto del secondo lotto della pista ciclopedonale di Via Varese è finito al centro delle critiche dei gruppi di opposizione Ispra Cresce, Ispra Ispira e Ispra per Tutti. In una nota congiunta, le opposizioni esprimono dubbi sul tema dei costi, affermano che le opere presentate dall’amministrazione comunale durante l’assemblea del novembre 2024 siano state escluse dal progetto e chiedono spiegazioni sui ritardi nei lavori.

I costi per la variante, «L’intero impianto spinto al limite»

«Il quadro economico – scrivono le opposizioni – è rimasto formalmente invariato, circa 785.000 euro. Ma dentro quei numeri è cambiato tutto. Le economie d’asta, pari a circa 100.000 euro, sono state praticamente azzerate; il fondo per imprevisti è stato ridotto da 35.000 a 13.000 euro. L’intero impianto è stato spinto al limite. Sulla carta è tutto legittimo, ma la sostanza è la seguente: se domani si presenta un problema, non ci sono più risorse. E, soprattutto, i circa 130.000 euro di costi in più che avrebbero potuto rientrare nel bilancio comunale come economie di progetto sono stati completamente assorbiti da questa variante. Dire che la variante non sta costando nulla è fuorviante: si è rinunciato a interventi già previsti, e anche questo non è bastato».

L’amministrazione, «Costi frutto di un’attento studio per migliorare il percorso»

Le critiche delle opposizioni non trovano d’accordo l’amministrazione. «La ciclopedonale – afferma il sindaco Rosalina Di Spirito – è stata progettata e realizzata dalla precedente amministrazione (che vedeva in maggioranza anche le attuali minoranze) nonostante le contestazioni di cittadini come me, in quanto realizzata su un percorso poco fruibile dalle persone delle Cascine e perché non si connette facilmente con il centro paese di Ispra, oltre a terminare a ridosso di un ponte in una via oggetto di modifiche da Alptransit».

«Nell’incontro pubblico con i cittadini – aggiunge la prima cittadina – abbiamo spiegato criticità, costi e procedure. Abbiamo spiegato perché non si poteva cambiare o sospendere il progetto e i suoi costi portando alcune proposte per mitigare un opera già definita da gran parte delle attuali minoranze di oggi, anticipando le possibili varianti che sarebbero state presentate».

Secondo l’amministrazione, inoltre, utilizzare appieno le risorse stanziate per il progetto non rappresenta un elemento negativo. «L’invariato costo totale del quadro economico – sottolinea Di Spirito – è frutto di un attento studio delle possibilità per rendere più efficace il percorso ciclopedonale. L’avanzo non è considerato un virtuosismo e se l’amministrazione comunale ha a disposizione una somma, nel caso specifico quella totale di € 785.000, ha il dovere di utilizzarla nel suo complesso. Le somme previste sono a disposizione per il miglioramento del paese, tenendo in conto gli imprevisti di un opera iniziata da altri e anche cantierizzata».

«Manca il collegamento col rione Cascine»

Nonostante l’aggiunta di un tratto di percorso, secondo le opposizioni non si può ancora parlare di un collegamento reale e praticabile con il rione Cascine. Non ci sarà nessun attraversamento pedonale aggiuntivo, e non ci sono novità sul percorso cicloturistico lungo Via Girolo che si ricolleghi a Via Carducci.

«È stato inoltre eliminato un elemento già progettato e finanziato – aggiungono i gruppi d’opposizione – come il marciapiede sul lato nord di Via Varese, rinviato a un ipotetico intervento futuro di cui non c’è traccia. La tanto annunciata fruibilità immediata  è invece un’illusione. Il nuovo tracciato si fermerà infatti in Via Brugherascia, dove il futuro collegamento con il percorso di via Enrico Fermi dipende da un intervento della Provincia non ancora calendarizzato e da complessi lavori sulla rotonda che non rientrano tra quelli previsti ad oggi».

Per quanto riguarda il percorso cicloturistico di Via Girolo, l’amministrazione afferma che «Dovrà trovare conformità negli atti che si stanno predisponendo anche nel nuovo strumento urbanistico, che la precedentemente amministrazione ha lasciato incompleto in eredità alla nostra amministrazione».

«Non si possono fare promesse e poi non mantenerle»

Le opposizioni disapprovano anche i tempi di realizzazione del progetto. Il secondo lotto sarebbe dovuto essere completato a maggio 2025, ma la nuova scadenza è fissata ad agosto 2026 con un ritardo di quindici mesi.

«Questa variante – commentano le opposizioni – non è un esempio virtuoso di gestione amministrativa. È un intervento che ha tolto più di quanto darà, consumando risorse che avrebbero potuto finanziare altri progetti, allungando i tempi e disattendendo gli impegni assunti con la cittadinanza».

«Non si possono fare promesse pubbliche – sottolineano i gruppi di minoranza – e poi non mantenerle, continuando per giunta a raccontare una versione dei fatti che non regge alla prova dei documenti. Le scelte sbagliate non sono solo un problema di coerenza politica, ma un limite concreto alla capacità di governare bene una comunità».

Il sindaco, «Ritardi dovuti a imprevisti»

Secondo la maggioranza, i ritardi nei lavori sono dovuti alla fretta con cui sarebbe stato presentato il progetto dagli amministratori precedenti e una serie di cause imprevedibili come il maltempo. «La consegna dei lavori – racconta Di Spirito – è stata fatta dalla precedente amministrazione in fretta e furia a fine maggio 2024 , appena prima delle elezioni, ben sapendo che con il loro mandato sarebbe scaduto anche il contratto del Rup (responsabile Ufficio tecnico) con il Comune di Ispra, lasciando non pochi problemi da assolvere senza un responsabile».

«I ritardi – aggiunge –  sono avvenuti per cause impreviste. Il direttore dei lavori è stato costretto a sospendere la realizzazione della pista diverse volte per il maltempo, come attestato dai verbali di sospensione e ripresa dei lavori trasmessi al Comune».

«L’ unica cosa certa per il gruppo di maggioranza SiAmo Ispra – conclude il sindaco – è che la ciclopedonale di Via Varese è stata un progetto non condiviso e un dispendio di risorse economiche per un bilancio in grande sofferenza, che oggi stiamo riordinando. È anche certo che le attuali minoranze, allora maggioranza, hanno deciso ed eseguito quel progetto da noi contrastato, senza mai portare suggerimenti in merito».

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Pubblicato il 29 Gennaio 2026
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