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“L’ascolto che cura”, rinnovata la convenzione tra Costa Sorriso e Fondazione Comi di Luino

Prosegue per tutto il 2026 il progetto intergenerazionale che unisce giovani con disabilità e anziani della RSA, puntando su relazioni, inclusione e benessere reciproco

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È stata rinnovata la convenzione per il progetto intergenerazionale “L’ascolto che cura” tra l’associazione Costa Sorriso e la Fondazione Monsignor Comi di Luino. L’iniziativa, giunta al suo secondo anno, mette in relazione giovani con disabilità dell’associazione e i residenti della RSA, attraverso attività condivise basate su ascolto, compagnia e supporto reciproco. Il 15 gennaio è stato ufficializzato il rinnovo dell’accordo, che consentirà la prosecuzione del progetto per tutto il 2026.

Il rinnovo ha rappresentato anche un momento di valutazione del primo anno di attività. Il progetto è infatti partito alla fine del 2024 con il coinvolgimento di due giovani dell’associazione Costa Sorriso, Ilaria e Andrea. Una prima fase di inserimento ha permesso alle educatrici della RSA, Monica Rossi e Margherita Parolin, con il supporto della psicologa Eleonora Colaleo, di conoscere meglio interessi e attitudini dei partecipanti, così da proporre attività coerenti con le loro caratteristiche personali, sociali ed emotive.

Ilaria ha trovato un ruolo centrale nella gestione del gioco della tombola, una delle attività più apprezzate dai residenti della RSA e utilizzata come strumento di stimolazione cognitiva e socializzazione. Il gioco diventa così un momento di incontro tra gruppi diversi, con la possibilità di vincere premi e sentirsi attivi. Ilaria ha acquisito progressivamente tutte le modalità di gestione della tombola, sia nel lavoro individuale con un singolo residente, sia nella conduzione del gioco con gruppi più numerosi.

Andrea, che conosceva già la realtà della RSA, è stato invece inserito nel laboratorio del caffè, un’attività di stimolazione sensoriale svolta nei vari piani della struttura. Grazie alle sue spiccate capacità relazionali e all’esperienza lavorativa in un bar, Andrea ha svolto con entusiasmo la raccolta delle ordinazioni, la preparazione e la distribuzione dei caffè insieme al personale della RSA, contribuendo a creare un clima di empatia e convivialità.

Nella seconda metà dell’anno Ilaria ha inoltre avviato un laboratorio di cucito che, grazie al supporto delle volontarie dell’Associazione di Volontariato Mons. Comi, si è sviluppato nella creazione di bambole e oggetti a tema, destinati ai mercatini e legati ai diversi periodi dell’anno.

Per molti anziani, il rapporto con i giovani rappresenta la possibilità di riappropriarsi del ruolo di nonno o nonna, una dimensione importante della propria identità familiare e sociale. I giovani portano energia, simpatia e freschezza, mentre gli anziani offrono stabilità ed esperienza: relazioni che favoriscono un supporto emotivo reciproco, riducono i sentimenti di isolamento e migliorano il benessere psicofisico e la qualità della vita. Al termine dell’anno, le educatrici hanno avuto un momento di confronto con Ilaria e Andrea, riconoscendo loro il grande lavoro svolto, il coraggio di mettersi in gioco anche di fronte alle difficoltà di un nuovo contesto, il supporto offerto all’équipe educativa e ai residenti, e soprattutto la loro forte motivazione.

A conclusione di questo primo anno di attività, il presidente della Fondazione Monsignor Comi, Gianfranco Malagola, e il direttore generale Fausto Turci, alla presenza della presidente dell’associazione Costa Sorriso, Cristina Dedè, hanno consegnato a Ilaria e Andrea gli attestati di partecipazione al progetto, ringraziandoli per l’impegno e i risultati ottenuti. Il progetto proseguirà per tutto il 2026 con l’inserimento di un nuovo giovane.

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Pubblicato il 27 Gennaio 2026
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