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Botte con le spranghe, proseguono le indagini sul “folle pomeriggio” di Cittiglio

Al lavoro dei carabinieri della Stazione di Laveno Mombello e della Compagnia di Luino. Nei fatti implicati anche adulti, forse impugnate anche armi da fuoco

carabinieri laveno mombello

Nove punti di sutura alla testa, contusioni da colpi di spranga sul corpo, braccia spezzate. Il tutto, pare, sotto la minaccia di adulti intervenuti per dare man forte ai minori. Forse addirittura con l’ausilio di armi da fuoco. Sono ancora pochi, pochissimi, gli elementi che emergono dalle indagini che stanno conducendo i carabinieri della Stazione di Laveno Mombello e i colleghi della Compagnia di Luino.

Bocche cucite per via dei serrati approfondimenti in corso per reati perseguibili d’ufficio quindi anche senza l’estensione delle denunce da parte delle due parti offese cioè due ragazzi, uno di 15 anni non ancora compiuti, l’altro di 16. Entrambi rimasti coinvolti in un sabato di violenza che si è consumato a Cittiglio dove un folto gruppo di ragazzini, almeno una quarantina, tutti minorenni, era arrivato in treno da Cocquio Trevisago, due fermate di «Nord» e poi giù dai convogli di corsa.

Un fatto che aveva insospettito più di un testimone: è stato chiamato il 112 che ha inviato sul posto pattuglie dei carabinieri e della polizia di Stato, che avevano fatto in tempo a identificare una quindicina di ragazzi. Gli altri avevano proseguito il viaggio in direzione Laveno Mombello, località capolinea. Sembrava tutto finito, una sorta di scorribanda per qualche motivo legato a screzi con gruppi rivali ma poi, dopo un paio d’ore, l’allarme si è riproposto allorché due ragazzini feriti in modo grave sono arrivati in pronto soccorso a Cittiglio.

Non è chiaro qui se si sia trattato di persone appartenenti al medesimo gruppo, sta di fatto che entrambi hanno parlato di aggressioni a colpi di spranghe, di minacce con armi da fuoco imbracciate da adulti, poi dileguatisi a bordo di un’auto scura dopo l’arrivo sul posto dei genitori dei feriti.

Un fatto che potrebbe vedere, in caso di identificazione e denuncia, due distinti filoni procedurali: uno, di fronte alla Procura dei minorenni di Milano; l’altro, se venisse accertata la presenza di adulti, di fronte agli inquirenti di piazza Cacciatori delle Alpi. Il reato, perlomeno il più grave, si inquadra come lesioni personali gravi e aggravate, sia dalla minore età delle vittime, sia dall’impiego di armi. Sono tuttora in corso accertamenti da parte dei reparti dell’Arma.

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Pubblicato il 26 Gennaio 2026
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