Difendere i rospi significa difendere l’ambiente: la tutela degli anfibi del Basso Verbano
Trent'anni di volontariato tra i boschi di Sesto Calende e Golasecca: il presidente dell'associazione Milo Manica racconta un’associazione che cresce con il territorio e la responsabilità di tutelare una specie endemica come la rana di Lataste
Quando cala il buio e arriva la pioggia, nel Basso Verbano inizia un impegno che va avanti da decenni. «Siamo una realtà che da trent’anni siamo sulle strade a salvare gli anfibi», racconta Milo Manica, presidente di Tutela Anfibi Basso Verbano, ospite della Materia del Giorno di lunedì 19 gennaio sulla web tv di VareseNews. Un impegno portato avanti da volontari, che segue il ritmo delle migrazioni di rospi e rane tra boschi e zone umide.
Fondamentale capire i punti critici
La puntata inizia dalla conclusione della serata pubblica di venerdì 16 gennaio a Sesto Calende, durante la quale l’associazione ha condiviso i numeri del 2025. «Abbiamo voluto ampliare lo sguardo rispetto agli anni passati», ha spiegato Manica, parlando della collaborazione con il Parco Lombardo della Valle del Ticino. Grazie a un progetto sostenuto da fondi PNRR e basato sulla Citizen Science, i cittadini hanno segnalato nuovi punti di attraversamento degli anfibi. «Sono arrivate più di venti segnalazioni, poi verificate sul campo», ha aggiunto.
Il monitoraggio ha permesso di restituire un quadro più preciso della situazione. «Non è possibile intervenire ovunque – ha chiarito Manica – ma questi dati ci aiutano a capire quali sono i punti più critici». Informazioni fondamentali per pianificare futuri interventi di messa in sicurezza lungo le strade che intercettano le rotte migratorie.
Sesto Calende e Golasecca
Restano centrali i due siti storici seguiti dall’associazione. «A Sesto Calende continuiamo a registrare un calo della popolazione», ha spiegato Manica. Diversa la situazione a Golasecca, dove «vediamo un lieve incremento, con qualche migliaio di rospi comuni salvati». Un risultato che, secondo il presidente, conferma «l’importanza concreta del lavoro dei volontari».
Un’associazione che cresce con il territorio
In oltre trent’anni di attività sono cambiate molte cose. «Chi ha iniziato nel 1997 racconta che la migrazione partiva a metà febbraio, oggi è anticipata», ha osservato Manica, collegando il fenomeno ai cambiamenti climatici. È aumentato il traffico, ma è cresciuta anche la sensibilità dei cittadini. «All’inizio ci guardavano con curiosità, oggi c’è molta più consapevolezza».
Come funziona il salvataggio notturno
«Gli anfibi passano l’inverno nei boschi e in primavera devono raggiungere stagni e canali per riprodursi», ha spiegato Manica. Le strade. a causa delle automobili, diventano ostacoli pericolosi, così i volontari installano barriere temporanee e, di sera, raccolgono gli animali per trasportarli in sicurezza. «Servono torcia, guanti, stivali e giubbotto catarifrangente: la sicurezza viene prima di tutto».
La rana di Lataste, una responsabilità locale
Accanto al rospo comune, nel Basso Verbano vive anche la rana di Lataste, specie endemica della Pianura Padana. «Esiste solo qui ed è classificata come vulnerabile», ha ricordato Manica. «Questo ci dice quanto sia importante tutelare questi ambienti».










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