“Servono più tutori per i minori stranieri non accompagnati, ne mancano 200”. L’appello del garante lombardo
In regione sono 737 i tutori attivi, ma il numero non basta per seguire adeguatamente i 2.133 minori presenti. Ecco le informazioni per rendersi volontari
È stato pubblicato il nuovo bando regionale per la selezione di tutori volontari dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) presenti in Lombardia. L’avviso, uscito sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia il 17 dicembre, punta ad ampliare la rete di cittadini disponibili ad affiancare ragazzi e ragazze arrivati in Italia senza adulti di riferimento.
Oggi in Lombardia sono 737 i tutori volontari riconosciuti e attivi, ma per garantire un accompagnamento adeguato ai 2.133 minori migranti presenti sul territorio regionale ne servirebbero almeno altri 200.
I numeri in Lombardia
Negli ultimi due anni sono state 670 le domande di candidatura arrivate all’Ufficio del Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza. Un dato considerato positivo, ma ancora insufficiente rispetto ai bisogni. Ogni tutore può infatti seguire fino a un massimo di tre minori.
Attualmente i tutori iscritti agli Albi dei Tribunali per i Minorenni sono 516 a Milano e 221 a Brescia. L’obiettivo indicato dal Garante è arrivare a circa mille tutori distribuiti in modo omogeneo su tutto il territorio lombardo.
La Lombardia resta la seconda regione italiana per numero di MSNA: al 30 novembre 2025 i minori migranti erano 2.133, su un totale nazionale di 17.504, secondo i dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Chi sono i minori stranieri non accompagnati
In Lombardia il 19,2% dei MSNA è di genere femminile e l’80,8% maschile, una percentuale di ragazze decisamente più alta rispetto alla media nazionale. Il 70% ha tra i 15 e i 17 anni, il 25% tra i 7 e i 14 anni, mentre il 5% ha meno di 6 anni. Le cittadinanze più rappresentate sono Egitto, Tunisia e Ucraina.
L’appello del Garante
«Essere tutori significa essere il punto di riferimento legale, umano e personale per una persona minorenne che si trova nel nostro Paese senza adulti di riferimento» sottolinea Riccardo Bettiga, Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza. «Il tutore volontario è una presenza adulta stabile e fondamentale, capace di accompagnare questi ragazzi nella comprensione di regole, diritti, doveri e opportunità, senza annullare la loro storia».
Bettiga richiama anche lo spirito della legge 47 del 2017, la cosiddetta legge Zampa, che ha istituito la figura del tutore volontario: «Una relazione umana e di fiducia migliora la qualità della vita dei minori e aiuta il lavoro dei servizi e degli enti locali. Dove c’è relazione, diminuisce il rischio di isolamento, marginalità e sfruttamento».
Chi può diventare tutore volontario
Il tutore volontario è un cittadino che ha compiuto almeno 25 anni e che, dopo un percorso di formazione curato dal Garante, può ricevere l’incarico dal Tribunale per i Minorenni. Il suo ruolo è rappresentare giuridicamente il minore, tutelarne i diritti, seguirne il percorso educativo e di integrazione, vigilare sulle condizioni di accoglienza e promuoverne il benessere psicofisico.
La domanda e tutte le informazioni per candidarsi sono disponibili sul sito del Garante per la tutela dei minori e delle fragilità di Regione Lombardia.






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