Violenta aggressione alla compagna, i Carabinieri arrestano un 33enne a Marchirolo
Le accuse a suo carico sono diverse e vanno dalle lesioni personali alla minaccia aggravata, fino al furto con strappo e alla detenzione illecita di sostanze stupefacenti e munizioni
I Carabinieri della Compagnia di Luino hanno arrestato un uomo di 33 anni, già noto alle forze dell’ordine, protagonista di una violenta aggressione ai danni dell’ex compagna avvenuta a Marchirolo nella serata del 30 dicembre. L’intervento tempestivo dei militari delle stazioni di Marchirolo e Ponte Tresa, supportati dall’Aliquota Radiomobile, ha permesso di fermare l’aggressore ancora nei pressi dell’abitazione della vittima, evitando che la situazione potesse degenerare ulteriormente.
L’aggressione e la fuga con il cellulare
L’episodio è scaturito da un violento diverbio scoppiato nell’abitazione della donna a Marchirolo, dove l’uomo si è presentato in evidente stato di alterazione psicofisica. Durante la lite, il 33enne ha aggredito ripetutamente l’ex compagna, rivolgendole gravi minacce e sottraendole con la forza sia i documenti d’identità sia il telefono cellulare, che è stato poi danneggiato. La vittima, nonostante il terrore e la minaccia di una pistola riferita ai soccorritori, è riuscita a dare l’allarme chiamando il Numero Unico di Emergenza 112.
La perquisizione e il ritrovamento di droga e proiettili
Ricevuta la segnalazione, la Centrale Operativa ha inviato sul posto tre pattuglie che hanno bloccato l’uomo in flagranza di reato mentre si trovava ancora nei dintorni della casa. Sebbene la successiva perquisizione nell’abitazione dell’arrestato non abbia portato al rinvenimento dell’arma descritta dalla donna, i Carabinieri hanno trovato 51 grammi di marijuana e due proiettili di diverso calibro, compatibili con una pistola. L’uomo era già finito al centro di un’indagine lo scorso 16 novembre, quando si era presentato al pronto soccorso di Luino con una ferita da arma da fuoco a un arto, sostenendo di essere stato colpito da alcuni spacciatori nei boschi della Valganna.
I soccorsi alla vittima e i capi d’imputazione
La donna è stata subito assistita dal personale sanitario e trasportata in codice verde all’Ospedale di Varese per le cure del caso. Per l’aggressore si sono invece aperte le porte del carcere dei Miogni: al termine delle operazioni di rito e del fotosegnalamento, il 33enne è stato condotto presso la Casa Circondariale di Varese a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Le accuse a suo carico sono pesanti e comprendono minaccia aggravata, lesioni personali, furto con strappo, detenzione illecita di sostanze stupefacenti e munizioni. Spetterà ora ai magistrati valutare la responsabilità penale dell’uomo e le eventuali misure cautelari da adottare per garantire la tutela e la sicurezza della vittima.






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