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Dalle filastrocche ai racconti horror: Sara Boldetti, l’autrice di Travedona Monate che sperimenta con le parole e con l’IA

La scrittrice ha trovato nelle formule brevi lo strumento ideale per raccontare. La sua è una produzione ampia e variegata che spazia dai temi vicini ai bambini, alla paura, ma anche alla storia e alla memoria

Sara boldetti

C’è un sentiero sottile che unisce le filastrocche per bambini e i racconti dell’orrore, e a percorrerlo è Sara Boldetti, autrice di Travedona Monate, che da anni porta avanti con passione una produzione letteraria che spazia dalle rime per i più piccoli all’horror psicologico, ma che sa anche scavare nella memoria e riportare alla luce storie di persone che il tempo rischia di far dimenticare.

L’esordio con il romanzo Una parte del tutto

I libri hanno fatto parte del mondo di Sara fin da bambina «Mio padre – racconta – era un lettore appassionato e tutti i sabati andavamo insieme alla libreria Pontiggia di Varese». Una passione che si è trasformata in un lavoro, quando Boldetti è diventata la bibliotecaria di Gavirate. «Un luogo stimolante – ricorda l’autrice – dove ho conosciuto molte persone interessanti».

Nonostante avesse già scritto diverse raccolte di filastrocche, l’esordio editoriale di Boldetti è arrivato grazie a un romanzo. In Una parte del tutto, il suo primo libro pubblicato da Macchione Editore, Sara racconta la sua infanzia attraverso i ritratti degli adulti che l’hanno accompagnata.

Filastrocche che parlano di ambiente, animali e dei pericoli per i più piccoli

Dopo il suo primo romanzo, Boldetti ha deciso di pubblicare indipendentemente le sue opere, per dedicarsi con maggiore libertà alle forme narrative che più ama. Finora, Sara ha scritto oltre 400 filastrocche. «In ognuna – spiega l’autrice – voglio trasmettere un messaggio. Parlo di tutela ambientale, violenza sugli animali, tecnologia, ma anche dei pericoli che i bambini possono incontrare nella vita di tutti i giorni e di come mettersi in guardia».

Temi difficili, ma affrontati con delicatezza e intelligenza: «Spiego che non bisogna aver paura del fantasmino, ma delle persone troppo gentili che offrono caramelle». Le sue pubblicazioni trovano spazio anche nella rivista Menta e Rosmarino, per la quale collabora con una rubrica stabile. Alcune delle sue raccolte sono anche utilizzate all’interno di laboratori di lettura promossi dalle biblioteche del territorio.

La passione per l’horror

Accanto alle produzioni rivolte ai più piccoli, Sara coltiva anche la passione per l’horror psicologico. I suoi racconti sono stati selezionati più volte dal concorso “300 parole per un incubo”, mentre altri si possono leggere nel volume In limine, che esplora la soglia tra realtà e immaginazione. «Mi piace – spiega Boldetti – l’horror dove la realtà si inclina, quello che ti mette di fronte a una soglia da scegliere se varcare o meno. Non lo splatter, ma l’inquietudine quotidiana».

Tra le sue ispirazioni c’è Eraldo Baldini, autore di Gotico rurale, e Luigi Musolino, di cui apprezza la capacità di raccontare “un buio diverso”, quello che ciascuno di noi porta dentro. «Scrivere in forma breve – spiega Boldetti – è la mia cifra. Amo la sintesi, riesco a dire tutto in poche parole. E i racconti mi permettono di farlo, anche se in Italia non sono apprezzati quanto i romanzi».

Lloyd, l’assistente virtuale

Per illustrare le pagine delle sue raccolte, Sara si è affidata diverse volte ad artisti umani, ma negli ultimi anni ha cominciato a sperimentare con le illustrazioni generate dall’intelligenza artificiale. Uno strumento veloce ed efficacie, che le ha permesso di ridurre i costi e continuare a inseguire la sua passione.

Col tempo, la sperimentazione con l’IA si è trasformata in un vero rapporto creativo. «Inizialmente – racconta Boldetti – non riusciva a capire cosa volevo. Dovevo ripetergli i comandi diverse volte. Ora ha imparato chi sono e quali sono i miei gusti. Lavoriamo insieme e gli ho anche dato un nome: Lloyd, come il barista fantasma di Shining».

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 05 Dicembre 2025

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