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Laghetasc, lo stagno a Brebbia che ricorda il Bayou della Lousiana

Tra le piccole perle del Varesotto c’è anche la torbiera a pochi chilometri dal Lago Maggiore, ancora più bella tinta d’autunno o ghiacciata d’inverno

Laghetasc di Brebbia

I colori del foliage, l’odore del muschioso e della palude, la vegetazione, il gracidare delle rane e una ricca fauna boschiva. Davanti ai cipressi calvi del Laghetasc sembra mancare solo il suono di un banjo in sottofondo (e qualche alligatore in agguato) per credere di ritrovarsi nel “Bayou” della Louisiana, la patria del Jazz e famoso avamposto statunitense del Vudù.

Se la mente già galoppava in un viaggio transcontinentale, lungo i corsi del Mississippi e del suo paesaggio fluviale, per andare alla scoperta di uno dei luoghi più singolari del Varesotto, il Laghetasc di Brebbia, basta invece affacciarsi a pochi chilometri dal Lago Maggiore.

Sul Motto Piovone lungo le Vie del Verbano si trova infatti la torbiera paludosa del “laghetto” (laghetàsc in dialetto) caratterizzata dal cipresso calvo delle paludi, conifera d’acqua particolarmente diffusa negli Stati Uniti (in particolare del Sud del Paese a stelle e strisce) e conosciuta anche come tassodio.

Proprio grazie all’introduzione di questa pianta nell’area, in quello che per il cipresso calvo rappresenta un vero e proprio “habitat”, il laghetto di Brebbia si è trasformato in un locus amoenus, divenuto nel corso degli anni tappa da parte di curiosi visitatori che nella cittadina del Medio Verbano possono osservare l’incantevole Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (edificio di origine romanica posto nella piazza principale del paese) e il sorprendente Museo della Pipa fondato da Enea Buzzi, la persona che ha reso le “Pipe Brebbia” famose in tutto il mondo.

Vale sempre la pena visitare la torbiera ma, come testimoniato dalle numerose foto postate dai lettori di VareseNews sul gruppo “Oggi nel Varesotto”, il Laghetasc dà il meglio di sé nelle “stagioni fredde” come in autunno, quando il fogliame si tinge di colori variopinti – oppure in inverno, quando lo stagno si ghiaccia dopo le piogge.

Laghetasc di Brebbia - Maria Rosa Antonelli

Foto di Maria Rosa Antonelli – Oggi nel Varesotto (Facebook)

A impreziosire il sito vi sono inoltre le decorazioni realizzate dalla famiglia Franzetti, che sotto le feste addobbano il laghetto “a tema”: casa degli spettri nella notte di Halloween (come nel video), presepe durante le feste di Natale (dove il 6 gennaio sono arrivati i Re Magi) o con i classici cuori di San Valentino per la festa degli innamorati.

Come arrivare al Laghetasc di Brebbia:

Raggiungere il Laghetasc non è complicato, ma è necessario sapere avere dei punti riferimento prima di rischiare di girare in macchina tra i campi di Brebbia e di di Ispra. La soluzione più pratica è quella di iniziare la passeggiata poco prima dell’Agriturismo Piovione di Brebbia, dove poter parcheggiare l’automobile, e da lì salire lungo la strada sterrata che porta al bosco in meno di dieci minuti. All’interno del bosco sono presenti i cartelli che indicano il percorso verso il Laghetasc, a nord.

L’entrata dal bosco di Brebbia non è l’unica via percorribile: per raggiungere il Laghetasc è infatti possibile partire anche dalla periferia di Ispra, la zona della Cascine. Come indicato nella guida a cura di Alessandra Favaro, dalla frazione di campagna è necessario svoltare per la stradina asfaltata a destra, e poi, una volta percorsa la strada si arriva a una villa in legno pietra nei pressi del bosco dove lasciare l’auto e iniziare il percorso verso il “Bayou Brebbiese”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 Gennaio 2022
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