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“Sono stata aggredita nel parco di Laveno mentre ero lì con i miei cani”

La donna scrive una lettere dove racconta quanto le è accaduto nel parco del Brugnolo dove si era recata nella mattina di giovedì

Laveno Mombello Generiche

Una cittadina di Laveno Mombello ci inoltra una lettera con foto (sopra) dove racconta quanto le è accaduto nella giornata di giovedì 25 febbraio. La lettera è stata inoltrata alla redazione firmata e la donna spiega di aver sporto denuncia ai Carabinieri della stazione di Laveno Mombello. Informati dell’accaduto anche il sindaco Luca Santagostino e il vicesindaco Mario Iodice che già nella giornata di giovedì hanno contatto la donna per capire quanto fosse accaduto e per esprimere la loro solidarietà.

La donna, infatti, racconta di quanto le è successo nel parco del Brugnolo, uno spazio pubblico in zona Ponte dove al momento si trovano alcuni giochi per bambini. Spiega di essersi recata nel parco per far correre i suoi cani e di aver avuto un diverbio con un uomo che l’ha colpita alla schiena con un bastone.

«Sono molto dispiaciuto per l’accaduto, un’aggressione non è mai giustificata e ho subito chiamato la signora per sapere come stava – commenta il sindaco Santagostino, spiegando anche l’attuale destinazione dell’area pubblica in questione -. Il parco di cui si parla è un’area dove al momento ci sono dei giochi per bambini. Si tratta di uno spazio pubblico che alcuni cittadini utilizzano per portare i loro cani, a volte lasciandoli liberi e chiudendo i cancelletti per non farli scappare, nonostante dei cartelli ne vietino l’accesso. Ricordiamo però, che non è un’area destinata a far giocare i cani. Come spiegato anche alla signora, durante la campagna elettorale abbiamo promesso di individuare uno spazio dedicato ai cani, ma per ora non è ancora stata realizzata un’area per lo sgambamento dei cani e probabilmente non sorgerà in quel parco».

Ecco il racconto della nostra lettrice:

Oggi come di consueto verso le 8.20 del mattino mi recavo al parco pubblico del Brugnolo per far correre i cani. Il parco è ad oggi la “terra di nessuno”, ex parco giochi per bambini, ora lasciato al degrado urbano, attende una nuova riqualificazione, che la nuova amministrazione comunale ha identificato come nuova futura area cani.

Nei giorni precedenti qualcuno, credo abitante nei palazzi prospicienti al piccolo parco, ha legato il cancello sul fondo per mantenerlo aperto, in modo tale che non fosse più usufruibile dalla specie canina e dai suoi padroni. Sufficientemente infastidita da questo gesto, che certamente, a rigore di logica, non poteva essere stato compiuto dal Comune in quanto, non accompagnato da alcun cartello, ho deciso di tagliare il filo di ferro. L’indomani al mio arrivo al giardinetto ho trovato il cancello ancora legato, questa volta con più filo, così ho tagliato nuovamente il filo chiudendo il cancello ingiustamente legato. Dal secondo piano della palazzina che fronteggia il giardinetto qualcuno mi osservava mentre eseguivo maldestramente il taglio del filo di ferro (ero con le mie figlie che possono testimoniare).

Il terzo giorno, mi reco al giardinetto in questione alle 8.20 del mattino. Con mia sorpresa il cancello non é più legato, libero felice i miei cani e mi rilasso qualche minuto. Dopo poco, un signore con  grosso bastone in mano (alto circa 1,50 mt e largo circa 4/5 cm di diametro) si rivolge a me con queste parole:”brutta p* da qui te ne devi andare”. Io lo guardo incredula e gli domando se é stato lui a legare il cancello. L’individuo mi risponde di sì e incalza dicendo che sarebbe arrivato un vigile a mettere un lucchetto perché quello era un parco per bambini. Non trovando logica nel ragionamento gli rispondo che avrebbe potuto aspettare i vigili piuttosto che prendersi l’autorizzazione di legarlo. A quel punto il “signore” apre il cancello invitando i miei cani alla fuga. Io prontamente mi lancio a terra per recuperarli e approfittando del fatto che avessi le mani occupate comincia a colpirmi sulla schiena. Sconvolta prendo il telefono e mentre chiamo i carabinieri il suddetto si allontana con il suo bastone e il suo cane (uno chevalier bianco e marrone). I carabinieri decidono di non intervenire consigliandomi di recarmi immediatamente al pronto soccorso, dove in ogni caso non sopraggiungono. Intanto mentre mi reco in Ps chiamo un’amica che vive nelle case vicine chiedendole se può fornirmi le generalità dell’aggressore. Dopo circa 5 minuti mi ritelefona per comunicarmi le suddette generalità. In pronto soccorso quindi ho potuto dichiarare di essere stata aggredita da persona nota. Una volta dimessa, mi reco, come mi era stato suggerito dai Carabinieri al comando di Laveno per sporgere denuncia. Ho ricevuto una telefonata dal sindaco e un messaggio da vicesindaco”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 Marzo 2021
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