Dal Po al Lago Maggiore, ogni notte 16 specie diverse “in viaggio” nel Parco del Ticino

Be 37 specie sono migratori, "in viaggio" sullo straordinario corridoio ecologico rappresentato dalla valle del fiume azzurro: ogni notte, in media, si riconosce il canto di 16 specie diverse di passaggio

Generico 2018

Canta il bosco, cinguettano la valle e  i filari tra i campi: il Parco del Ticino ha registrato la voce di oltre duemila uccelli, di 54 specie diverse. In tutto in sole due settimane e in un unico punto,  a Motta Visconti, al confine tra Milanese e Pavese

Lo strumento si chiama Song-meter ed è usato per la prima volta da un parco naturale in Italia.

I dati che stanno emergendo confermano la sua fondamentale utilità per meglio comprendere la biodiversità che popola e transita attraverso la più vasta area protetta della pianura padana (l’unica visibile dallo spazio): delle 54 specie censite in due settimane, 37 specie sono migratori “in transito”.

Il Parco Lombardo della Valle del Ticino è infatti un corridoio ecologico di importanza europea, che permette di connettere gli Appennini e il bacino del Mediterraneo a Sud con le Alpi e i Paesi del centro-nord Europa a Nord, passando dal Po al Lago Maggiore. Non solo gli Uccelli, ma anche i Mammiferi e persino alcune Farfalle percorrono regolarmente questo corridoio, grazie al fatto che in esso sono stati preservati da oltre 40 anni (il Parco è nato nel 1974) gli ambienti naturali che sono scomparsi in gran parte della pianura padana.

«Finora questo aspetto delle migrazioni era stato studiato nelle ore diurne, tramite censimenti a vista e attività di inanellamento a scopo scientifico», spiega Francesca Monno, consigliere del Parco  – ma ora un nuovo strumento di monitoraggio ha permesso di verificare che anche di notte la Valle del Ticino è percorsa da un flusso ininterrotto di uccelli migratori».

“Song-meter” è un dispositivo di registrazione automatico e programmabile che permette di registrare in continuo i versi che gli uccelli migratori emettono durante il volo notturno, sia per tenersi in contatto vocale con i vari componenti dello stormo, sia in presenza di fonti luminose e aree adatte alla sosta che fungono da fattori “eccitanti”. Una volta registrato il verso, questo è analizzato in remoto da un ornitologo esperto di tale analisi, Luca Giussani, che ne studia la rappresentazione grafica tempo-frequenza, il sonogramma, attribuendolo, se possibile, ad una determinata specie.

Lo studio della migrazione notturna degli uccelli fonda le sue basi negli Stati Uniti, con i primi studi negli anni ‘90, mentre in Europa approda con l’inizio del nuovo millennio, in particolare in quei paesi con una forte vocazione ornitologica (soprattutto Inghilterra ed Olanda), suscitando via via interesse in altri stati negli ultimi anni.

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A Motta Visconti ogni notte sono state rilevate una media di 16 specie in transito migratorio, oltre il doppio di quanto venga mediamente rilevato in una analoga stazione di monitoraggio europea nello stesso periodo di analisi. Tra le specie di maggiore interesse si segnala il rarissimo ed elusivo Tarabuso, il piccolo Voltolino, l’elegante Cavaliere d’Italia e il grande Chiurlo maggiore, tutte specie dichiarate tra le più minacciate in Europa dalla Commissione Europea e da BirdLife International, l’ente mondiale per la conservazione dell’avifauna.

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«Il Parco del Ticino ha sempre sostenuto il suo straordinario ruolo di corridoio ecologico  – afferma la Presidente dell’Ente, Cristina Chiappa –  confermato negli anni  da una serie importante di monitoraggi soprattutto ornitologici.  In occasione del World Migratory Bird Day 2020, ovvero la Giornata Mondiale della Migrazione degli Uccelli, che si celebra ogni anno a inizio maggio, il Parco Lombardo del Ticino  ha voluto presentare questa sua  attività di monitoraggio, innovativa per l’Italia,  che sta dando risultati aldilà delle più rosee aspettative, confermando come il Parco sia un asse strategico  nelle conservazione della natura».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 Maggio 2020
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