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L’almanacco dei funghi, dove e come crescono

Le ultime stagioni analizzate e commentate da un esperto, il micologo Valerio Montonati

Porcini Orino

Siamo tutti d’accordo che quest’anno ci sia stato un avvio della stagione “Micologica” eccezionale se non miracolosa vista la crescita di porcini che si è registrata nelle aree montane alpine e prealpine : dall’alta provincia di Varese all’Ossola fino ai Grigioni ed oltre in ogni direzione della rosa dei venti.

Circolano filmatini domestici con riprese di “Bollate” di boleti nobili da far invidia al povero Walt Disney che confermano, documentandolo, questo raro evento.

Desidero proporre alcune considerazioni in merito: in realtà negli ultimi anni, almeno sulle montagne dell’alto varesotto e per l’esperienza personale, c’è sempre stata una buttata “post ferragostana” di notevole portata, specie nei boschi di latifoglie, faggio in primis.

Unico fattore che differenzia le ultime stagioni è stata la qualità dei funghi, per lo più subordinata all’andamento termico – pluviometrico precedente e successivo alla crescita dei carpofori : nel 2017, per esempio, ci fu una notevole disponibilità di porcini intorno al 25 agosto (feci una raccolta notevole in vista dei 100 anni di mia suocera da festeggiare a
dovere con i molti parenti) di qualità tipicamente estiva (non avendoli lavorati subito, li dovetti buttare quasi tutti il giorno seguente con nuova corsa nei boschi al fine di poter soddisfare gli appetiti familiari per i festeggiamenti del giorno successivo).

Alla fine del mese, una forte perturbazione, con abbassamento repentino della temperatura, segnò
sostanzialmente la fine della stagione per i versanti esposti a nord, mentre sui costoni esposti a mezzogiorno ripresero a venire costantemente tra fine settembre ed i primi di ottobre con funghi di qualità eccezionale grazie allo “Sterminio” sui Ditteri che infestano i funghi della “Buriana” di fine agosto.

La scorsa stagione, caratterizzata, dal caldo intenso dell’anticiclone africano, ma con frequenti intermezzi temporaleschi, ha visto posticipare leggermente la grande buttata con ritrovamenti notevoli dai primi di settembre proseguiti, poi, per quasi tutto il mese ma con funghi bellissimi da vedere ma sempre “Camolati” in quanto il succedersi di caldo ed umido ha favorito le generazioni di quei “Moschini” che rovinano i nostri amati porcini.

A fine mese, invece, assenza quasi totale di fruttificazione per riprendere a novembre fino ai primi di dicembre con funghi spettacolari.

Quest’anno, il caldo estremo “Africano” lasciava presagire una buttata precoce, fatto che si è puntualmente verificato con grosse raccolte denunciate da molti appassionati fin dal 12/13 agosto. L’evento temporalesco, anzi “tifonico”, a ridosso di ferragosto non ha inficiato la produzione dei carpofori ma ne ha elevato la qualità determinando, ancora una volta, una drastica diminuzione degli insetti che attaccano i corpi fruttiferi dei funghi (di cui le larve si cibano). Le raccolte, come ormai noto a tutti, sono quindi state abbondanti e di elevata qualità.

La considerazione principale che farei in ordine all’ecologia dei boschi è che la crescita straordinaria di queste settimane di porcini, farè, amanite, finferli, russole ed altre specie, indica che il suolo dei boschi in oggetto presenta un intreccio infinito di micelio fungino con fortissima micorrizzazione con le specie simbionti mostrando uno stato qualitativo eccellente a dimostrazione della biunivocità buono stato dei boschi buona crescita di funghi, tesi che vorremmo dimostrare definitivamente mediante opportune ricerche sul campo presso il centro micologico “Fondazione Beltrami” dell’alpe Giani dove, ricordo, il prossimo 29 settembre (domenica) si terrà una lezione di approccio alla micologia con l’intervento di un esperto micologo dell’Associazione Micologica Bresadola gruppo di Varese.
Concludo con una nota relativamente alle norme di raccolta e commercializzazione dei funghi raccolti nei nostri boschi : la materia è disciplinata dalla legge Regionale n. 31 del 2008 (artt. dal 97 al 107) con richiamo al Decreto del Presidente della Repubblica n. 376 del 14 luglio 1995; norme cui è bene attenersi onde evitare le sanzioni previste.

(a cura di Valerio Montonati)

Pubblicato il 17 Settembre 2019
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