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Quei giorni di angoscia e poi le lacrime per Ada e Orietta

Gli amici e i conoscenti ancora oggi ricordano quelle giornate di dolore. I delitti sconvolsero la comunità sestese

Era una giornata fredda di dicembre e la nebbia era fitta quando sparì Ada Budelli. Aveva trentatré anni, fu ritrovata il giorno dopo, senza vita, in un campo della frazione di Loca a poca distanza dalla sua abitazione. Il suo omicidio, avvenuto nel dicembre del 1971, fu un vero shock per la comunità sestese. Ada fu catturata, violentata e soffocata con del terriccio dal suo misterioso assassino. Un delitto irrisolto così come quello di Orietta Poppi Sardini, un’altra donna uccisa nell’ottobre del 1981 a Sesto Calende. I due casi sono tornati di attualità nelle ultime ore dopo la confessione di un uomo che, come racconta oggi la Prealpina nel servizio di Sarah Crespi (nella foto in alto la pagina delle cronache dell’epoca), ha portato il pubblico ministero Raffaella Zappatini a riaprire le indagini. 

La confessione e le indagini della procura

A raccontare le ore di angoscia e di dolore ma anche il sentimento di paura, che seguirono la scomparsa di Ada, è Federico Quaglini, che in quegli anni era un giovane che frequentava l’oratorio: «Ho in mente perfettamente quella giornata. Allora la nostra comunità era molto stretta, ci si riuniva, ci si conosceva tutti. Io mi ricordo che ci eravamo ritrovati in parrocchia dove era appena arrivato come sacerdote Don Attilio. Quel fatto ci aveva lasciati sbalorditi. Ricordo anche le indagini dei carabinieri e la ricerca del colpevole. Era tutto più complicato allora, non esistevano le analisi scientifiche che conosciamo oggi». La violenza che aveva subito Ada aveva sconvolto tutti, giovani e adulti: «Non era mai successo nulla di simile prima di allora. E poi Ada era una di noi, la conoscevamo bene, lavorava come magliaia». 

Nel quartiere dell’Abbazia viveva Orietta, una nonna di 65 anni uscita di casa per ritirare delle analisi e sparita nel nulla una mattina dell’ottobre dell’81. «Di quel caso se ne era parlato molto – dice Roberto Caielli, che all’epoca era vice sindaco del comune sul Ticino – era una donna conosciuta in paese». Orietta aveva sposato il titolare di un laboratorio di mobili sestese, viveva con la famiglia al villaggio Acli che allora si chiamava villaggio Boidi. La comunità si mobilitò in massa per le sue ricerche: il parroco in Chiesa rivolse un appello ai fedeli e i cittadini, insieme alle forze dell’ordine, perlustrarono i prati e i campi del quartiere, ripercorrendo più volte il tragitto che la donna poteva aver compiuto quella mattina. Il cadavere di Orietta Poppi fu trovato alcuni giorni dopo la sua scomparsa in un bosco di via Montello non molto distante dalla sua casa. Il nome del suo assassino ancora non si conosce.

 

Pubblicato il 10 Giugno 2014
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