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Polizia in borghese incastra l’agopuntore fasullo

Fin da Como per curarsi da un cinese che operava su appuntamento in uno studio. Trovati aghi, pinze e materiale per curare con tecniche orientali

agopuntura luinoPiù che il tallone d’Achille, a tradire Z.Y, il finto guaritore cinese di 36 anni, è stato il “gomito del tennista”: nel suo studio di Luino due agenti in borghese hanno simulato proprio un problema all’articolazione del braccio per sbugiardare il guaritore patacca. 
Tutto ha inizio a ottobre, sulla scorta di una segnalazione anonima: gli agenti del settore polfrontiera del commissariato di Luino sono difatti venuti a conoscenza che in un’abitazione del centro, un cittadino di nazionalità cinese svolgeva abusivamente da diversi anni la professione di massaggiatore ed agopuntore senza alcun titolo.
Accertata l’effettiva esistenza del “professionista” abusivo ed effettuate rapide verifiche presso l’ASL e presso il comune di Luino per riscontrare la mancanza delle necessarie autorizzazioni ed abilitazioni, gli agenti hanno organizzato un apposito servizio presso l’appartamento utilizzato.
Nella circostanza due poliziotti, fingendosi clienti, hanno preso contatti al cellulare proprio con Z. Y., prenotando una visita in un giorno determinato.
Giunti nel luogo dell’appuntamento – un’abitazione di Luino – i due sono stati accolti da un uomo di origini orientali che li accompagnava in una stanza adibita a studio medico, dove era presente un lettino da ambulatorio. I due agenti hanno subito notato su un mobiletto adiacente aghi da agopuntura, batuffoli di cotone anche usati, forbici da infermeria, contenitori in acciaio ed altri accessori per cure mediche orientali.
Gli agenti, non rivelando ancora la loro qualifica chiedevano delucidazioni sull’attività in atto e alla richiesta su come risolvere un problema al gomito, hanno verificato che l’uomo effettivamente eseguiva prestazioni di agopuntore.
A quel punto veniva richiesto l’intervento del personale di polizia che attendeva all’esterno. L’uomo, vistosi scoperto, ha tentato di nascondere un’agenda nera dove erano annotati i nomi e gli orari degli appuntamenti.
Gli agenti provvedevano a quel punto a sequestrare il materiale probatorio: diverse confezioni blister intatte contenenti circa 500 aghi per agopuntura, altrettante confezioni vuote, due blocchi di ricevute fiscali tra cui una cinquantina già emesse per un valore di 48 euro cadauna ed un’agenda nera sulla quale erano riportati tutti gli appuntamenti giornalieri.
Durante l’attività si erano presentate due donne provenienti dalla provincia di Como, che confermavano di aver prenotato una visita e una seduta di agopuntura per quel giorno e di essersi avvalse più volte dell’attività del sedicente professionista.
Sulla parete della stanza adibita a studio medico vi erano due attestati in lingua cinese una intestata alla moglie che la qualificava come estetista, l’altra intestata al marito che lo qualificava come rappresentante in Italia di un centro di formazione accademico per la gestione e la promozione della medicina tradizionale cinese, con lo scopo di reclutare studenti da mandare presso tale centro in Cina.
Essendo l’agopuntura una tecnica terapeutica non convenzionale riservata in Italia ai medici chirurghi ed odontoiatri in possesso dell’abilitazione alla professione medica e di specifico diploma di abilitazione all’esercizio dell’agopuntura il cittadino cinese di 36 anni, regolare sul territorio nazionale, residente a Luino è stato pertanto denunciato a piede libero alla competente autorità giudiziaria in ordine al reato di esercizio abusivo di una professione.

Pubblicato il 05 Novembre 2013
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