Quantcast

La Marna di Sesto Calende in mostra al Maxxi ma senza una gestione stabile

La struttura sul lungofiume rientra nella mostra dedicata all'architettura italiana contemporanea. Forza Italia legge il riconoscimento come una conferma delle scelte che portarono alla realizzazione dell'opera; nelle scorse settimane il Comune aveva invece evidenziato le difficoltà economiche e gestionali che ancora ne limitano un utilizzo continuativo

Nuova Marna Sesto Calende

La Nuova Marna arriva al Maxxi di Roma. E proprio il riconoscimento ottenuto in una delle principali istituzioni italiane dedicate all’architettura contemporanea alza, per l’ennesima volta, un caldo dibattito riguardo la struttura affacciata sul Ticino, senza dubbio l’opera pubblica più grande e ambiziosa (e per questo anche discussa) della recente storia sestese, perseguita negli ultimi due mandati dal centrodestra sestese, prima col sindaco leghista Marco Colombo e poi con l’azzurro Giovanni Buzzi.

L’intervento realizzato nell’area dell’ex Circolo Sestese è infatti entrato nella mostra “Vitalità dell’architettura italiana 1946-2026″, esposizione che racconta ottant’anni di architettura italiana e inaugurata alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La notizia è stata rilanciata da Forza Italia attraverso il portale Orizzonte Azzurro. Per gli azzurri questo attestato non può che trattarsi di una conferma del valore della struttura, costata oltre 8 milioni di euro (fondi ottenuti attraverso Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e l’Accordo di Programma dedicato all’area dell’ex Circolo Sestese).

Nel commentare il riconoscimento ottenuto a Roma, Forza Italia non nasconde una stoccata all’attuale amministrazione: «Mentre al Maxxi quest’opera viene esposta all’interno di una mostra sull’architettura italiana, a Sesto la nuova sala civica, terminata e pronta per essere utilizzata, rimane chiusa, ancora bloccata da pregiudizi e convenienze politiche».

Un riconoscimento nazionale renderebbe ancora più evidente la distanza tra la considerazione ottenuta dall’opera in ambito architettonico e il dibattito che continua, e non ha mai smesso, ad accompagnarla in città. «I soliti detrattori della nuova Marna continueranno probabilmente a ripetere il loro ritornello della “scatola di plastica”, perché quando un giudizio nasce dal pregiudizio difficilmente sono i fatti a farlo cambiare. Nel frattempo, però, quell’opera è arrivata al Maxxi di Roma».

Parole che arrivano a poche settimane di distanza dal bilancio tracciato dall’amministrazione comunale dopo le prime sperimentazioni ospitate nella struttura, dal Carnevale della Marna agli eventi estivi sul lungofiume.

In quell’occasione, era la prima settimana di settembre, il Comune aveva spiegato come il problema non fosse l’apertura in sé della sala civica (la cui capienza è stimata per le 450 persone), ma la sostenibilità di una gestione continuativa. Il sindaco M.Betta Giordani aveva sottolineato la necessità di individuare «un modello di gestione che consenta di far tornare quel luogo uno spazio aperto e fruibile per i sestesi», mentre l’assessore Leonardo Balzarini aveva parlato della necessità di coinvolgere amministrazione, associazioni e partner privati per conciliare sostenibilità economica e funzione pubblica. Secondo quanto illustrato dal Comune, i primi utilizzi della struttura hanno evidenziato costi significativi legati alla sicurezza, agli allestimenti tecnici e alla gestione degli eventi. Elementi che, allo stato attuale, rendono difficile immaginare un’apertura continuativa secondo il modello sperimentato finora.

«È difficile non leggere in questa situazione anche il peso delle vecchie battaglie politiche condotte dalla sinistra sestese contro quest’opera – conclude Forza Italia -, dopo averla combattuta così duramente per anni, aprirne finalmente le porte significherebbe forse riconoscere che molte di quelle polemiche erano quantomeno fuori misura, e politicamente può risultare più semplice continuare a lasciarla chiusa».

Sala civica di Sesto Calende, “così non è sostenibile un’apertura continuativa, serve un altro modello”

 

Via Confalonieri, 5

Castronno

Tutti gli eventi

di ottobre

Pubblicato il 01 Ottobre 2026
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore