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Sesto Calende vende la rete gas per quasi cinque milioni

L'Amministrazione punta sulla cessione definitiva degli impianti per evitare i costi di manutenzione e ottenere liquidità immediata. Contraria l'opposizione di centrodestra, che in aula critica metodo operativo

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Sesto Calende ha scelto di alienare la propria rete gas. La decisione è stata assunta ufficialmente ieri, martedì 24 marzo, durante la seduta del Consiglio Comunale che ha visto il voto favorevole della maggioranza della lista Sesto Futura. Si tratta di un passaggio fondamentale in vista dell’imminente gara d’ambito per l’affidamento del servizio di distribuzione, che verrà indetta dall’ATEM Varese 2. Secondo la relazione tecnica presentata dal vicesindaco e assessore al bilancio Giorgio Circosta, basata sulle analisi certificate dalla società ANCI LAB, il valore industriale degli impianti di proprietà comunale è risultato pari a 4.711.268,74 euro.

La giunta ha spiegato, come aveva già fatto a febbraio, anche di essersi trovata di fronte due opzioni: il mantenimento della proprietà con la riscossione di un canone annuale oppure la vendita. I dati hanno dimostrato che i flussi futuri teorici fino al 2038, se attualizzati al valore odierno, risulterebbero pari a 3.447.000 euro, una cifra inferiore rispetto al valore ottenibile con l’alienazione. Per la Giunta guidata dal Sindaco Elisabetta Giordani, la scelta di vendere consente di acquisire un valore certo ed «evitare il rischio di erosione» nel tempo dovuto all’inflazione. Le risorse ottenute verranno utilizzate per «investimenti sul patrimonio comunale» e per il rimborso di mutui in essere, riducendo così la spesa per gli interessi.

Sul fronte operativo, l’Amministrazione ha sottolineato che il servizio di distribuzione «resta pubblico ed essenziale», regolato a livello nazionale. L’alienazione permette inoltre al Comune di evitare gli oneri economici per gli interventi straordinari su una rete vecchia di oltre 50 anni.

Nonostante le rassicurazioni della maggioranza, il provvedimento ha incassato il voto contrario del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, formato da Marco Limbiati e il capogruppo Mario Boatto. L’opposizione ha contestato il merito della scelta, definendo la rete un «asset strategico», irrinunciabile: «Alienare questa infrastruttura significa privare Sesto Calende di un asset strategico, di una leva economica e di una fonte di entrata certa per le future amministrazioni».

Il dibattito si è acceso anche sul metodo adottato. La minoranza ha denunciato un coinvolgimento tardivo, avvenuto a sole 24 ore dal voto, e la mancanza di un percorso partecipativo con i cittadini. «Una città non si governa nelle stanze chiuse. Una città si governa ascoltando, confrontandosi, coinvolgendo» hanno dichiarato i rappresentanti di Fratelli d’Italia, criticando inoltre l’assenza di una visione chiara sull’utilizzo dei proventi. Dal canto suo, l’Amministrazione – che ricordiamo già a inizio febbraio aveva comunicato la possibilità di alienazione – ha ribadito che la scelta è in linea con quella di «numerosi altri comuni del territorio» e mira a risolvere una gestione in proroga che si trascinava dal 2017.

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Pubblicato il 25 Marzo 2026
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